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Alluvione, la conta dei danni: alla Toscana serve mezzo miliardo per rialzarsi
L’annuncio del presidente Eugenio Giani, nominato commissario per l’emergenza
FIRENZE. Il presidente Eugenio Giani è stato nominato Commissario delegato per fronteggiare l’emergenza derivante dagli eventi calamitosi nei territori colpiti per i quali inizia anche la conta dei danni che Giani stima intorno a mezzo miliardo di euro.
L’ordinanza con la nomina di Giani a commissario delegato è stata firmata domenica 5 novembre dal Capo del dipartimento di protezione civile Fabrizio Curcio. «Massimo impegno – commenta Giani- per risollevarci, tutti insieme: famiglie, imprese e istituzioni».
Una nomina che arriva, a 48 ore dall’emergenza, e senza alcuna polemica. La scelta sarebbe caduta subito sul presidente per il rapporto di stima instaurato negli anni con Curcio con cui Giani ha condiviso il lavoro sia durante il Covid quando la protezione civile era a sostegno del commissario Figliuolo sia per gli incendi nel Pisano e nelle emergenze che hanno coinvolto la Toscana. Una firma che è arrivata “in scioltezza” anche per la cordialità dei contatti avuti da Giani con la premier Giorgia Meloni in questi due giorni senza che il presidente facesse in alcun modo polemica politica contro il governo.
Ma uno degli aspetti più rilevanti, ora, riguarda la conta dei danni. «Direi che siamo a mezzo miliardo di euro – sottolinea il presidente – In base alle segnalazioni che ci stanno arrivando dai sindaci sull’area delle province di Firenze-Prato-Pistoia. Ma c’è da capire ancora le conseguenze del maltempo su Pisa e Livorno. E poi penso alla montagna per le frane: solo Vernio, Vaiano e Cantagallo hanno avuto danni rilevantissimi, come nell’alta valle del Bisenzio. Da domani (oggi, ndr) potremo essere anche più precisi e porre la questione del rapporto con le risorse. Sotto questo aspetto – ha aggiunto Giani – ci sentiamo rassicurati che il governo abbia accordato lo stato di emergenza nazionale: ciò permetterà il sostegno con adeguate risorse economiche». Sì, perché aveva fatto sapere il governo, «considerata la necessità di dare immediata risposta alla popolazione colpita, è stato disposto un primo stanziamento di 5milioni di euro per garantire le misure e gli interventi più urgenti», necessari per il soccorso e all’assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche e anche alle attività di gestione rifiuti e delle macerie. In ogni caso, una cifra molto lontana dalla stima della Regione Toscana sul fronte dei danni. «Inizia a essere forte la richiesta di chiarezza sulle procedure per ottenere rimborsi ed avere una compensazione dei danni subiti – racconta il presidente Giani – Danni che ad oggi quantifico in almeno cinquecento milioni di euro, tra pubblico e privato, in un’area della Toscana, come quella tra Firenze, Prato e Pistoia, che è tra le più laboriosa, densa di piccole e medie imprese, con case che si alternano ad aziende e capannoni».
«Dobbiamo studiare modi per sospendere i mutui: tanti me lo hanno chiesto – sottolinea Giani – Studiamo anche un modo per fermare la concentrazione di bollette: chiederò una sospensione per gli alluvionati. Cerchiamo infine di portare aiuto anche con il microcredito, attraverso piccoli prestiti, perché possa mettersi subito in moto un circuito dell’economia della ricostruzione».
Finita l’emergenza, adesso è la fase che anticipa la ripartenza. «Anche la Regione farà la sua parte: domani ne discuteremo in giunta – conclude il presidente che ieri è stato a Stabbia (Cerreto Guidi) , Quarrata e Catena e in serata sarà a Campi Bisenzio, dove si vive anche la situazione più critica. «C’è disagio tra le gente – annota – ma anche voglia di lottare e la situazione della viabilità sta migliorando: quelle interrotte o che rendono impossibili arrivare alle case delle persone sono davvero poche a questo punto»
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