Gioco
Alluvione in Toscana, Giani commissario è un caso: la Lega boccia la nomina. I timori che la ricostruzione possa portare consenso
Ziello parte all’attacco: «Una scelta-schiaffo per i cittadini: ci opporremo». Come per Bonaccini, anche in Toscana si profila un braccio di ferro per l’incarico
In meno di 24 ore dalla nomina alla polemica. Se da una parte c’è l’oggi, ossia l’emergenza causata in Toscana dalle alluvioni, dall’altra ci sono le prossime scadenze elettorali. Tra un anno e mezzo si vota per la Regione e così la nomina di Eugenio Giani a commissario per le alluvioni diventa un caso politico. «È uno schiaffo alla popolazione e ai sindaci», tuona il deputato della Lega Edoardo Ziello. Dichiarazioni che sembrano preparare il campo a quella che sarà la vera “battaglia”: quella per la nomina del commissario per la ricostruzione. Un remake di ciò che è avvenuto in Emilia-Romagna pochi mesi fa. Con proprio la Lega in prima fila per dire no alla nomina di Stefano Bonaccini.
Fino a ieri pomeriggio per Eugenio Giani tutto sembrava andare “liscio”. Domenica il Capo del dipartimento di protezione civile Fabrizio Curcio lo aveva nominato commissario all’emergenza causata dall’alluvione. La nomina era infatti arrivata senza polemiche: come scritto ieri dal Tirreno la scelta è caduta subito sul presidente tanto per il rapporto di stima instaurato negli anni con Curcio – con cui Giani ha condiviso il lavoro durante il Covid, per gli incendi nel Pisano e nelle altre emergenze che hanno coinvolto la Toscana – quanto per i contatti cordiali avuti con la premier Giorgia Meloni.
Ma nel pomeriggio – dopo che il presidente della Regione si era già messo al lavoro e aveva annunciato la prima ordinanza che sospende il pagamento mutui per le imprese e per tutti i privati – la questione nomina ha assunto di colpo una valenza politica. «La Toscana è stata messa in ginocchio dal maltempo, si contano vittime e danni su ampie porzioni del territorio regionale – ha dichiarato Ziello –. È evidente che abbiamo pagato lo scotto non solo della violenza della tempesta Ciaran, ma la mancata emanazione di un’allerta meteo rossa e soprattutto l’assenza di tutte quelle infrastrutture idrauliche che la Regione, negli anni, non ha mai realizzato e che avrebbero potuto ridurre l’impatto dell’evento. Penso – aggiunge – ad esempio ai 57 interventi finanziati con 144 milioni per la messa in sicurezza idrogeologica dell’area colpita proprio in questi giorni che, in gran parte, non sono stati ancora realizzati o completati».
Quindi l’attacco diretto. «La nomina di Eugenio Giani come commissario delegato (all’emergenza, ndr) è un vero schiaffo alla popolazione e ai sindaci anche del suo stesso partito che si sono lamentati della sua conduzione», dichiara Ziello aggiungendo che «proprio per questi motivi ci opporremo alla sua nomina a commissario straordinario (alla ricostruzione, ndr)».
Giani ha subito incassato il sostegno del sindaco di Firenze Dario Nardella: «Prima le polemiche sui colori (dell’allerta meteo, ndr), ora quelle sulla nomina del commissario Giani. Ci sia rispetto per i morti e le centinaia di famiglie in difficoltà». E dell’Anci: «La nomina del presidente della Regione consente di avere catene di comando più rapide», ha dichiarato il sindaco di Prato Matteo Biffoni.
Ma il punto appare un altro. Leggendo le dichiarazioni di Ziello il ricordo non può che tornare a quanto accaduto in Emila-Romagna, devastata da un’alluvione lo scorso maggio. Subito dopo il disastro, Curcio nominò il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, commissario delegato per la gestione dell’emergenza. E la Lega cavalcò subito la polemica: «La scelta nell’immediato può essere dettata dal ruolo ricoperto da Bonaccini, ma poi ci sarà da fare una valutazione in base allo storico», dichiarava pochi giorni dopo la nomina la deputata leghista Laura Ravetto, facendo anche lei riferimento a precedenti critiche all’operato del presidente della Regione.
In realtà più che critiche, Bonaccini ricevette consensi. Soprattutto per la gestione della ricostruzione post terremoto del 2012 di cui fu commissario. Fu la stessa Lega a sottolineare «l’importanza di quel ruolo» nell’analisi della sconfitta elettorale del suo candidato, Lucia Borgonzoni, nelle Regionali del 2020. Da qui, secondo molti analisti, l’opposizione alla nomina del presidente Giani a commissario straordinario del post alluvione: un presidente della Regione che gestisce la ricostruzione, a poco più di un anno dalle elezioni, può diventare un problema politico.
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