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Alluvione in Toscana, a Seano sommersi dal fango: «Ma riusciremo a rialzarci»

di Alessandro Formichella
Alluvione in Toscana, a Seano sommersi dal fango: «Ma riusciremo a rialzarci»

La rabbia degli abitanti della frazione pratese: «La protezione civile? Noi l’abbiamo vista soltanto due giorni dopo»

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SEANO. La strada ex Statale 66 a Seano, frazione di cinquemila abitanti di Carmignano, sembra il cammino dell'angoscia. Luca Fedi, 48 anni, titolare dell'Osteria Il Ficarello appare smarrito, mentre continua a districarsi fra il fango che ha invaso il bar e la cucina della sua piccola trattoria e i piatti di pasta che ha comunque preparato per i volontari. «La vuoi un po' di pasta?», chiede. Ci dice di andare dentro, a vedere la devastazione, quella dei fossi e del piccolo torrente "La Furba" che da innocuo ruscello in poche ore giovedì ha scatenato l'inferno. Si guarda intorno, è commosso, ha le lacrime agli occhi, guarda il suo lavoro che adesso è perduto. «Diciotto anni che ho la trattoria. Io non so se ce la farò a riaprire». Sta per piangere Luca, quando un'amica che da ore dà una mano a togliere detriti e fango, lo sorregge: «Ce la farai Luca, ce la faremo».

La ex Statale è un cammino di pianti e di riscossa. «Mai abbattersi, mai - si sente dire da alcuni residenti- la parola d'ordine ora è pulire, pulire, poi ripartiremo». È il carattere dei carmignanesi. Lungo la strada, storica via che congiunge Firenze a Pistoia, c'è l'amarezza di quell'allerta arancione che sembra non aver funzionato. Sergio Benedetti e Silvia Caggiese, marito e moglie di 50 anni, hanno perso tutto al piano terra della loro abitazione. «Altro che allerta arancione, ma quando si decideranno a dirci prima che la situazione era disastrosa e non critica ?», sbotta Benedetti. «Con chi ce la rifacciamo, con chi ? Abbiamo visto qualcuno solo sabato mattina, dopo due giorni senza niente. Ci hanno aiutato familiari e amici, la protezione civile è arrivata ieri da giovedì notte. Sono arrivati con un gommone tirato a mano».


C'è rabbia che si miscela alla disperazione, nei residenti di Seano. La gente butta fuori dalle case ogni bene; mobilia, divani, elettrodomestici, giocattoli, accessori di ogni tipo. In questi oggetti c'è la storia di una vita. Cumuli di macerie, passo dopo passo, ad ogni numero di civico. Poco più in là, alla pista Rossa, così la chiamano a Seano, è stato organizzato il centro di raccolta del materiale alluvionato. Un via vai di camion e furgoni con tonnellate e tonnellate di macerie ammassate. E poi i camion di Alia che fanno avanti e indietro a portare via i rifiuti. Salendo verso il centro di Seano, lunghe file di giovani arrivati dai comuni vicini a dare una mano senza chiedere niente.

Gli "Angeli del fango” con pala e calosce pronti a entrare dentro le case dei seanesi per togliere fango e portare solidarietà. Rebecca e Ginevra, 26 anni, sono arrivate dalla vicina Poggio a Caiano, più in là ci sono ragazze di Limite sull'Arno. Poi una lunga fila indiana di giovani fin verso il Circolo Mcl, nel centro della frazione, dove è stato deciso di radunare i volontari e di allestire i punti ristoro e pasti caldi per gli sfollati e il personale in servizio. Gianluca Amendola, in via Baccheretana, ha perso tutto al piano terra dell'abitazione. «Alle 19 di giovedì sera la situazione era già critica. L'acqua saliva giù fuori. Se guarda più avanti di qui, verso le 21 è venuta giù un'onda di acqua e fango alta due metri. Qui abbiamo perso tutto, forse ho perso anche l'auto sommersa dall'acqua». Poco più avanti, un centinaio di metri, Giovanni Pacini è con il fratello Paolo a mettere fuori casa gli oggetti ormai irrecuperabili. La dove ce la fanno, si cerca di recuperare il possibile. «Ma c'è poco da recuperare qui. Il materiale al piano terra è andato tutto perso. Si sono salvate le cose che erano al primo piano, ma il resto è tutto da buttare». «Va bene l'ondata eccezionale di pioggia - ribatte Giovanni Pacini - ma qui si è costruito troppo e male. La nuova strada fatta di lato a casa mia ora è più alta del piano dell'abitazione e giovedì sera è saltato tutto, tombini e fognature prima ancora della rottura della "Furba". Già quindici giorni fa ero stato alluvionato nel piazzale ed era venuto anche il sindaco a vedere». Ma le recriminazioni servono a poco. Possono solo alleggerire la disperazione.

Per le strade di Seano, s'incontra di tutto; la protezione civile della Regione Marche, la Pubblica Assistenza di Stabbia, di Scandicci e i grandi mezzi delle Misericordie italiane. «Ho visto le immagini del disastro alla tv e sono venuta a dare una mano – dice una ragazza dell'empolese –. Siamo della Serra, un'altra frazione di Carmignano, stamattina siamo venuti a Seano per essere utili e aiutare chi è rimasto alluvionato», dice un giovanissimo che ancora non avrà compiuto diciotto anni. E gli risponde un amico: «Con tutto quello che è successo, potevamo stare fermi?».

 

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