Il Tirreno

Toscana

La storia

Fucecchio, l'alluvione annulla la rivalità del palio: così le contrade "nemiche" si aiutano nel fango

di Marco Sabia
La situazione giovedì 2 novembre a Fucecchio
◗
La situazione giovedì 2 novembre a Fucecchio

Nella serata in cui l'acqua ha invaso la città il "campanile" legato alla storica manifestazione è stato lasciato alle spalle

3 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Rivali ma solidali: l’alluvione di questi giorni ha dato prova della duplice valenza del Palio delle contrade che a Fucecchio esiste dal 1981: una contesa a cavallo con dodici contrade che segue il modello senese: gli animali vengono assegnati a sorte, le contrade scelgono il fantino e poi la domenica va in scena una corsa del tutto particolare, dove oltre a pensare a correre c’è da stare attenti agli accordi presi, che non sempre vengono rispettati. E poi ci sono le inimicizie fra contrade, le rivalità (sempre come a Siena), nate per motivi di confine, di campanile, calcistici o scoppiate con l’invenzione del Palio: Porta Raimonda contro Porta Bernarda, Ferruzza contro Cappiano, Torre contro Massarella e Borgonovo contro Botteghe. La rivalità probabilmente più intensa è fra le due Porte, deflagrata poco dopo l’inizio di questa contesa per una lite sui confini delle due contrade. Così negli anni si sono succeduti momenti difficili e anche aspri, fino a sfiorare (o raggiungere) il contatto fisico fra le due fazioni.

Giovedì 2 novembre però destino ha voluto che la sede della contrada Porta Raimonda venisse invasa dall’acqua a causa dell’esondazione del Rio di Fucecchio, che ha allagato tutta la strada e la zona circostante. Subito dopo i popoli delle altre undici contrade si sono mossi per dare una mano: hanno contattato il presidente Marco Mancini (che a sua volta aveva avuto la casa invasa dall’acqua) per dare una mano; fra i volontari a ripulire la sede di Porta Raimonda c’erano anche i rivali di Porta Bernarda: quanto basta per dimostrare che il Palio vive in una dimensione tutta propria fatta di regole non scritte e colpi di scena inaspettati. D’altronde uno dei fondatori del Palio – Edo Cioni – disse che il Palio equivaleva a «nemici un giorno, amici tutto l’anno», perché a Fucecchio, città di nemmeno 23mila abitanti, tutti si conoscono e guardarsi male per più di ventiquattro ore l’anno diventa difficile. Eppure – come invece si racconta abbia detto l’ex presidente Sandro Pertini in polemica col fucecchiese Indro Montanelli – «i fucecchiesi dicono male di tutti. E quando non trovano altro da criticare si mettono davanti allo specchio e sparlano di loro stessi». Beppe Severgnini, allievo di Montanelli, ha addirittura citato Fucecchio in uno dei suoi libri, "La pancia degli italiani", attraverso queste parole: «In mancanza di un rivale esterno, ci si divide all'interno. Nella piccola Fucecchio vivevano gli ingiuesi nella parte bassa del paese, e gli insuesi nella parte alta, e non andavano per nulla d'accordo. «Le nozze tra un'ingiuese e un insuese – raccontava divertito Montanelli, che a Fucecchio era nato –- venivano considerati matrimoni misti». Un territorio campanilista all’ennesima potenza, che però sa stupire. «Voglio ringraziare tutti – sottolinea il presidente di Porta Raimonda Marco Mancini – perché pur avendo la contrada completamente allagata abbiamo ricevuto tantissimo affetto da tutte le contrade, compresa la nostra rivale. Questa è una bella pagina di storia per la nostra manifestazione». In sede c’erano anche i vestiti storici che si usano per uscire in sfilata il giorno stesso della corsa e che si spera di riuscire a salvare per due motivi: il costo e l’enorme mole di artigianalità e sacrifici che richiedono. I vestiti sono stati spediti a Prato in una lavanderia specializzata nel lavaggio di capi di questo genere. l

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web