Gioco
Alluvione in Toscana, pioggia senza precedenti: «Così nemmeno durante l’alluvione del 1966». Tre i comuni più colpiti
È emergenza nazionale, Mattarella telefona a Giani. Una prima conta dei danni della Regione stima in 250 milioni di euro i costi solo per ripristinare le opere pubbliche. A Campi Bisenzio la superficie interessata dall’esondazione è di più di 800 ettari
FIRENZE. Toscana ancora sott’acqua dopo le violente precipitazioni, il vento e le esondazioni provocate dalla serata di mercoledì dalla tempesta Ciaran che si è abbattuta nelle province di Massa Carrara, Lucca, Livorno, Pisa, e in particolar modo in quelle di Pistoia, Firenze, con l’eccezione dell’area comunale, e Prato.
Con un bilancio regionale che recita otto vittime, due persone ancora disperse a ieri sera, 200 sfollati, 20mila utenze senza elettricità e oltre 500 vigili del fuoco sul campo con il supporto di quattro elicotteri. Scuole e alcuni ospedali chiusi, così come a tratti l’A11 e la Fi-Pi-Li, traffico ferroviario ancora interrotto tra Prato-Pistoia e Prato-Vernio.
Una prima conta dei danni della Regione stima in 250 milioni di euro i costi solo per ripristinare le opere pubbliche a cui dovranno aggiungersi poi gli ingenti risarcimenti ad abitazioni, imprese e coltivazioni devastate dall’ondata di acqua e fango.
Numeri che hanno spinto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a firmare lo stato di emergenza regionale, poi innalzata a emergenza nazionale (durata 12 mesi) con la deliberazione del Consiglio dei ministri, che ha anche stanziato 5 milioni euro per far fronte alle spese più urgenti.
Coro di solidarietà da parte delle istituzioni, con la chiamata del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni, con il supporto di tanti governatori regionali.
Per la giornata di oggi cui la sala operativa della Protezione civile regionale ha emesso un’allerta di codice giallo per rischio idraulico del reticolo principale e di rischio idrogeologico e idraulico del reticolo minore.
«Questa è stata una precipitazione senza precedenti, in quattro ore se andiamo a vedere Comune per Comune c’è stata una media di 200 mm di acqua. Non è caduta così tanta acqua in un arco di tempo così ristretto nemmeno durante l’alluvione del 1966 a Firenze e naturalmente l’abbiamo vissuto un po’ in tutte le province, dove vivono due terzi della popolazione toscana», ha spiegato Giani in una conferenza stampa convocata per fare il punto sul maltempo.
In poche ore le precipitazioni hanno scaricato sul territorio regionale tanta acqua quanto la media di tutto novembre. Record a Pontedera con 221 millimetri, a Fucecchio con 203 millimetri, e a Vinci con 192 millimetri.
Fiumi in esondazione, mareggiate forti, città allagate, alberi e tralicci della luce travolti dalle raffiche di vento.
E alla fine i morti: Giovanna Innocenti, 83 anni, a Rosignano (Livorno), Alfio Ciolini, 85 anni, e Teresa Pecorelli, 84 anni, a Montemurlo (Prato), i coniugi Teresa Perrone e Antonio Madonia, 65 e 70 anni, a Vinci (Firenze), Loriana Giaccherini, 64 anni, a Montale (Pistoia), Tindaro Di Amico, 73 anni (Prato). Deceduta anche un’anziana di 96 anni, sempre a Rosignano.
Oltre a decine di sfollati: 150 evacuati a Campi Bisenzio ospitati allo Spazio Reale, circa 20 a Stabbia, frazione di Cerreto Guidi, e circa 20 ospitati alla villa medicea La Magia di Quarrata.
Uno degli epicentri dell’emergenza maltempo è stato l’asse Prato-Piana fiorentina-Mugello che però, analizza il sindaco metropolitano di Firenze, Dario Nardella, non ha toccato il capoluogo regionale. «A Firenze non ci sono danni a cose o persone, la viabilità è sotto controllo e tutti gli affluenti dell’Arno sono in calo. La situazione dell’area metropolitana invece è critica. A Campi Bisenzio la superficie interessata dall’esondazione è di più di 800 ettari, molte famiglie sono isolate e la circolazione è difficile. Problemi di viabilità e frane invece nell’alto Mugello».
Per quanto riguarda i 5 milioni di euro di aiuti stanziati dal governo, Giani garantisce: «Siamo d’accordo perché i sindaci possano registrare il più possibile con fotografie, documentazione quello che è accaduto. L’azione per chiedere i risarcimenti inizierà subito, il prima possibile».
E sulle polemiche per i colori delle allerte, che coincidono con il grado di pericolosità, sollevati da alcuni esponenti politici il governatore chiarisce: «L’allarme non lo decide il presidente ma la tipologia viene decisa dai tecnici e io ho fiducia nei tecnici competenti: se hanno dato quel tipo di allarme, arancione, è perché le condizioni atmosferiche presentavano allarme arancione».
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