Gioco
Lucca, via ai Comics delle assenze. I politici di destra e sinistra: «Artisti, che errore non essere qui»
Il festival che si apre nel mezzo delle polemiche le stempera al grido di “insieme”. Tajani: «Chi fa cultura non è un soldato». E Giani invita Zerocalcare a ripensarc
LUCCA. Il red carpet davanti al teatro del Giglio è zuppo di pioggia, caduta fine e intermittente fin dal primo mattino. Ore 12,30: zac, il nastro è tagliato, col ministro Antonio Tajani che aspetta i flash dei fotografi per calare il cappuccio impermeabile che gli copre la testa. L’edizione numero 57 di Lucca Comics & Games è iniziata, con le ufficialità di rito, tra i padiglioni fin da subito affollatissimi e i cosplayer che con i loro trucchi e costumi riescono a colorare anche la più grigia delle giornate. Non un’edizione qualsiasi però, che cade temporalmente nel mezzo del conflitto atroce che si consuma in Medio Oriente e che viene agitata – come probabilmente mai nella sua storia di oltre mezzo secolo – da così tanta polemica politica nata intorno alla mancata partecipazione di alcuni artisti: da Zerocalcare a Fumettibrutti che non hanno presenziato in segno di protesta contro il patrocinio dell’ambasciata israeliana alla manifestazione, fino agli autori del manifesto dell’edizione 2023, i fratelli israeliani Tomer e Asaf Hanuka, che hanno deciso di non presentarsi per non distogliere l’attenzione dalla proposta culturale della manifestazione.
Posizioni che hanno innescato un polverone fitto, a pochi giorni poi da quando sempre Lucca era finita sotto i riflettori della politica italiana per il clamore nato intorno alla negazione da parte dell’amministrazione comunale di intitolare una piazza a Sandro Pertini Presidente della Repubblica, proposta avanzata dall’opposizione di centrosinistra. «A un partigiano Lucca non può intitolare una strada», ha sentenziato l’estrema destra che siede nella giunta del sindaco Mario Pardini. Il quale inizialmente ha svicolato, rinviando la decisione. Casus belli poi rientrato, dopo le strigliate di alti politici meloniani, dal professor Marcello Pera, senatore di FdI, al collega di partito e parlamentare Riccardo Zucconi: «Un Presidente della Repubblica va riconosciuto nella carica che rappresenta, non per la sua appartenenza politica». E tutto, almeno per ora, è finito lì.
Il primo giorno del festival internazionale del fumetto di Lucca, tra le vie del suo centro storico austero e bellissimo, stempera anche l’ultima polemica nata intorno alla vicinanza tra il festival del fumetto e l’ambasciata israeliana. Lo fa, in prima battuta, inneggiando al claim (la parola che determina il filo conduttore dell’evento) dell’edizione 2023 – “Together”, insieme – e al senso della frase che si ottiene dalla sua scomposizione linguistica: “To get there” (andare là).
«Lucca Comics & Games è sempre un fumetto positivo», dice Emanuele Vietina, direttore della rassegna, dal palco del teatro del Giglio. Nel 2021, prosegue Vietina riepilogando il senso dei claim di precedenti edizioni della manifestazione, eravamo “a riveder le stelle” dopo la pandemia, poi nel 2022 abbiamo lavorato sulla speranza, con “Hope”, fino a quest’anno, quando abbiamo voluto essere insieme (together) e liberi di esprimersi».
«Together è un messaggio di pace. E proprio nel giorno in cui inizia la manifestazione possiamo annunciare l’apertura del corridoio di pace a Rafah, da qui potranno uscire i primi feriti dalla striscia di Gaza, e mi auguro tutti gli italiani che vivono là – esordisce Tajani, titolare del dicastero degli esteri e della cooperazione internazionale, l’ospite più illustre e atteso all’inaugurazione –. Dobbiamo essere portatori di pace e di cultura della libertà». Per Tajani l’arte non ha collegamenti con la politica. «La libertà di un artista di esprimersi non sta né da una parte né dall’altra, l’artista non è un soldato. Il fumetto è una manifestazione culturale, attraverso i fumetti arrivano messaggi che vorrei essere sempre più recepiti dai giovani: magari usassero meno i social e leggessero più i fumetti: il nostro ministero continuerà a promuovere questa arte. Queste giornate di Lucca possono regalare elementi di positività al nostro futuro e se l’inizio del festival coincide con l’uscita dalla striscia di Gaza, possiamo essere felici di questa giornata tutti insieme».
«Questa manifestazione è espressione di pace; ritengo che quello che dobbiamo fare sia far valere il suo messaggio culturale, di pace – sottolinea Eugenio Giani, presidente della Regione –. Mi dispiace che gli autori del manifesto non siano qui e invito anche Zerocalcare a ripensarci e a venire al festival. Il patrocinio prendiamolo per quello che rappresenta: non deve inficiare il significato del festival del fumetto di Lucca, che sono orgoglioso, da presidente della Regione, di avere contribuito a costruire».
Come Giani , Stefano Baccelli, lucchese, due volte presidente della Provincia di Lucca oggi assessore regionale, ritiene che prevalga, per Lucca Comics and Games, «il carattere di inclusione dell’eterogeneità artistica, la sua caratteristica di accoglienza di artisti da tutte le parti del mondo. Trovo legittime le posizioni diverse, ma al tempo stesso trovo buone ragioni e superiori nel partecipare e confrontarsi, piuttosto che nel rimanere assenti. L’assenza dei due autori del manifesto dà l’impressione di volersi sottrarre per non diventare occasione di ulteriori polemiche. Ma visto il loro grande spessore intellettuale, la loro sensibilità, li invito a tornare sui loro passi».
Dagli esponenti del centrodestra arriva il biasimo per la scelta di chi ha preferito non esserci. «Dispiacciono le assenze – non usa giri di parole Ilaria Montemagni, parlamentare lucchese della Lega –, non venire è un peccato. L’arte esce dall’alone della politica, è un errore non venire e criticare». «Le dichiarazioni di Zerocalcare e degli altri disegnatori che si sono uniti non le comprendo – dice Susanna Ceccardi, europarlamentare della lega –. Una polemica creata ad arte, come si domandava Nanni Moretti: “mi si nota di più se ci sono o se non ci sono?”. Quanto agli artisti israeliani esprimo loro la mia solidarietà: un momento difficilissimo quello che stanno vivendo, un grande dispiacere per me che non siano stati presenti». Deborah Begamini, parlamentare di Forza Italia preferisce «non commentare scelte personali. Sono felicissima per la presenza a Lucca oggi del ministro Tajani, del mio partito: ci abbiamo lavorato da un anno, come anche il patrocinio dell’ambasciata israeliana è di molti mesi fa». E Zucconi, il quale ribadisce di vedere nel fumetto «una forma d’arte che unisce, che deve volare più alto. La mia riflessione oggi è che il mondo debba cominciare a pensare al diritto dei bambini a un futuro di pace. L’atmosfera che si è creata a Lucca ha saputo andare oltre l’appartenenza politica».
Sopra alle parole della politica la pioggia continua a battere, gli ombrelli a chiudersi e aprirsi a seconda della sua intensità, i cosplayer spuntano sempre in maggiore quantità. Quanti genitori con i figli piccoli e già patiti di fumetti tra gli stand, quanti volti felici riparati sotto la volta di un portone ad addentare un panino a tutta velocità. Il popolo di Lucca Comics, vero protagonista dell’evento annuale, di polemiche si nutre assai poco.
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