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Cecina, così il sindaco Lippi ha sfidato tutti e ha perso. La cocaina, la sfiducia sinistra-destra e il futuro del Comune

di Sabrina Chiellini
I nove consiglieri mentre entrano in municipio per dare le dimissioni in maniera contestuale
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I nove consiglieri mentre entrano in municipio per dare le dimissioni in maniera contestuale

Dimissioni di gruppo nel consiglio comunale di Cecina, il sindaco costretto a lasciare. Fine annunciata dopo i guai per l’uso di cocaina, ora si va verso il commissariamento

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CECINA. Le dimissioni contestuali di nove consiglieri comunali, cinque della minoranza e quattro del Pd, fanno decadere il consiglio comunale di Cecina e lo stesso sindaco dem Samuele Lippi. Una fine annunciata da quando Lippi, a luglio, viene fermato dai carabinieri con una dose di cocaina per uso personale. Lui non vuole dimettersi, insieme al partito decide di assentarsi per curarsi. Il Pd non lo sfiducia ma gli chiede di non rientrare fino alla fine della consiliatura. «I cittadini hanno votato me, non voi», frase riecheggiata più volte nelle stanze del Palazzo. Già a fine agosto Lippi bussa alla porta, vuole rientrare. Ogni trattativa naufraga. Il sindaco sfida tutti, riprende le sue funzioni, congeda buona parte della vecchia giunta nominando quattro nuovi assessori. Mentre mercoledì mattina Lippi presenta i nuovi collaboratori, una parte del Pd si appresta a fargli mancare il suo sostegno insieme a Lega e Forza Italia. Dimissioni contestuali, alla presenza del notaio Francesco Carsillo che poco prima nel suo studio ha redatto un atto condiviso dai nove firmatari. I cinque del centrodestra: l’onorevole Chiara Tenerini di Forza Italia, Federico Pazzaglia, Lorenzo Gasperini, Chiara Franchi, Andrea Quiriconi (tutti Lega). E quattro del Pd (su sei in totale) a cominciare dalla segretaria dell’unione comunale dem, Elena Benedetti, seguita da Aurora Crecchia, Marco Incagli e Beatrice Bensi. Nella mattinata si erano dimessi anche Giovanni Salvini e Matteo Ferrini delle liste civiche che alle amministrative avevano sostenuto Lippi. In forma privata (ma ormai il consiglio era sciolto anche se manca ancora il provvedimento del prefetto) ha formalizzato le dimissione anche la consigliera del Movimento 5 Stelle, Maria Guglielmino. Ora a Cecina arriverà un commissario, nominato dal Prefetto di Livorno, in attesa della tornata elettorale del 9 giugno.

Il rientro di Lippi pare avere fatto implodere la maggioranza e il suo partito. Insanabili lo strappo tra lui e una parte del Pd, oltre che con il vicesindaco Giuseppe Costantino e gli assessori della vecchia giunta, anche loro dimissionari, fatta eccezione per Caterina Calderone di Italia Viva. Ieri l’ultimo capitolo, dopo l’assemblea infuocata del Pd da cui Lippi esce sfiduciato.

Dalle parole della deputata Tenerini si intuisce che un gruppo numeroso di consiglieri era pronto a staccare la spina. Il centrodestra, riunito di fronte alla sede del consiglio comunale, illustra una mozione di sfiducia, sollecitando la maggioranza a dimettersi in blocco. Ma era “fumo negli occhi”. Alle 15 avevano l’appuntamento dal notaio per le firme “congiunte”.

«Abbiamo posto fine alla sceneggiata indegna andata in scena ad opera del sindaco Lippi» sono le parole di Elena Benedetti segretaria del Pd che parla di arroganza del sindaco. Il Partito democratico della Toscana sostiene le decisioni «assunte dall’assemblea comunale del Pd di Cecina e confermate oggi dai consiglieri e dalle consigliere comunali che si sono dimessi. Saremo ancora impegnati, da adesso, per supportare il Pd locale nella scelta della miglior candidatura con cui affrontare le elezioni amministrative di giugno 2024».

«Abbiamo fatto cadere l'amministrazione Lippi. Quel che la Lega chiedeva da luglio è diventata realtà. Lo chiedevamo da anni per ragioni politiche e in particolar modo da luglio dopo lo scandalo che ha colpito la città» è il commento del consigliere Gasperini, condiviso dai colleghi della minoranza.


 

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