Attenzione
No a via Pertini, le condanne al sindaco di Lucca e a Casapound arrivano anche da destra. Così gli anti-pertiniani restano soli
Da Schlein a Pera tutti contrari alla scelta del consiglio comunale
Quei 17 voti contrari e 12 a favore nel consiglio comunale di Lucca faranno discutere. E non solo perché hanno negato l’intitolazione di una via o una piazza a Sandro Pertini. Ancora di più fanno e faranno discutere gli «a noi! » del capogruppo di FdI Lido Fava, le urla dell’assessore di Casapound Fabio Barsanti, gli sghignazzi dell’altra assessora del gruppo, Mia Pisano. Esplosa mercoledì sera dopo il consiglio comunale, la polemica sulla bocciatura di Pertini ha scatenato una polemica che è andata ben oltre la Lucchesia.
Se la segretaria del Pd Elly Schlein era insorta già poche ore dopo la bocciatura – «Si stenta a capire quali siano i valori che guidano le destre» – ieri tutta la politica italiana ha dibattuto sul caso. L’Anpi ha subito parlato di «un’intollerabile offesa all’immagine della massima carica della Stato, oltre che alla Resistenza. Una deriva anticostituzionale e fascistoide che va fermata con l’unità e l’azione di tutte le forze democratiche». «Che cosa ha precisamente Sandro Pertini per non piacere alla destra di Lucca? », chiede il Presidente di Libdem europei Andrea Marcucci che aggiunge: «Che brutta figura per la città, amministrata da ultras».
Per il senatore di Italia Viva Enrico Borghi «la scelta del centrodestra a Lucca è incomprensibile e inaccettabile. Per la nostra storia e per le nostre radici che tuteleremo contro ogni revisionismo». «Il presidente, socialista, più amato dagli italiani, merita una strada ovunque nel Paese», sottolinea Stefano Caldoro, leader del Nuovo Psi. Mentre il sindaco di Firenze Dario Nardella liquida la scelta come «fuori dal mondo», Angelo Bonelli (Europa Verde e deputato di Avs) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) la definiscono «disgustosa» e «indecorosa». Il segretario del movimento Unione popolare cristiana (Upc), Antonio Satta, parla di «un vero errore, ma anche un vero orrore», il leader di Azione Carlo Calenda di «quattro buzzurri criptofascisti che negano un onore dovuto» e Marco Furfaro (Pd) di grande paradosso della destra italiana che parla di patria e la tradisce tutti i giorni».
Le critiche alla maggioranza lucchese non mancano anche dal centrodestra. Per Stefania Craxi (Fi), presidente della Commissione esteri e difesa del Senato, «la storia, le sue figure più esimi vanno messe al riparo dalla polemica politica, molto spesso strumentale. A questo Paese serve una memoria condivisa. Sandro Pertini ha segnato alcuni tra i momenti più importanti della nostra storia recente». Mentre l’ex presidente del Senato Marcello Pera sottolinea di non «vederci nulla di male a intitolargli una strada, gli si può giustamente riconoscere il ruolo che ha avuto», anche il deputato e vice coordinatore regionale della Toscana di Fratelli d’Italia, Riccardo Zucconi sottolinea come «Pertini sia stato presidente della Repubblica e chi ha senso delle istituzioni e dello Stato deve rispettare la sua figura».
Così il sindaco di Lucca Mario Pardini – che giustifica il no «perché non verteva lì la discussione sulla mozione presentata» – rimane da solo.
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