Finanza
Viva le edicole
Stasera, martedì 17 ottobre, tanti giornalai resteranno aperti in tutta Italia fino alle 22, per chiedere sostegni alle attività, presidio della buona informazione
Torna oggi in tutta Italia "La notte delle edicole", l’evento voluto da qualche anno dal sindacato di categoria dei giornalai, il Sinagi, per lanciare un appello e chiedere misure di sostegno per un settore messo a dura prova dal calo delle vendite e da margini sempre più risibili per edicolanti che, come tutti, devono fare i conti con un’inflazione a due cifre. «La situazione che si è venuta a creare nella filiera editoriale nell’ultimo decennio impone una svolta decisa ed un cambio di rotta anche alla luce del totale disinteresse degli editori ad affrontare i problemi di quella che è una rete dedicata» evidenziano i rappresentanti degli edicolanti, che chiedono prima di tutto di rinnovare il contratto scaduto nel 2009, da oltre 13 anni. Agli editori, poi, reclamano il riconoscimento di 10 centesimi per ogni copia consegnata in edicola. Si tratterebbe quindi di superare l’idea di un guadagno legato esclusivamente al venduto e comprendere anche una sorta di "compenso di lavorazione" per quelle che copie che, anche se alle fine sono rimaste sullo scaffale, sono state comunque ricevute, esposte, controllate e infine, purtroppo, rese.
La terza richiesta del Sinagi, affiliato Slc Cgil, è quella di «ripensare e rivedere l’organizzazione delle distribuzione locale, che sta creando enormi difficoltà nella gestione delle edicole e, di conseguenza, nel servizio ai clienti». Di tutto questo si parlerà questa sera nelle edicole delle province del Belpaese aderenti all’iniziativa, che terranno saracinesca alzata e luci accese per accogliere altri edicolanti, cittadini comuni e rappresentanti delle istituzioni, con la speranza di sensibilizzare sulle condizioni della categoria e di far arrivare queste istanze alle orecchie dei decisori. Il tutto a preambolo della manifestazione nazionale indetta il 21 novembre al teatro Capranichetta di Roma. Il sindacato dei giornalai ha le idee chiare anche sulle richieste indirizzate a governo e parlamento per fermare l’emorragia delle chiusure che continua ad attraversare l’Italia da nord a sud. Tra queste che «il credito d’imposta riconosciuto a fronte di spese sostenute per l’attività diventi strutturale», che ci sia «un bonus strutturale a sostegno della diffusione capillare della carta stampata su tutto il territorio nazionale finanziato dal Fondo per l’Editoria con una dotazione di almeno 25 milioni di euro» e che siano rimossi gli ostacoli ad una piena attuazione del protocollo Anci per portare servizi pubblici nelle edicole. I giornalai rivendicano poi il riconoscimento dello status di lavoro usurante - per orari, turni e condizioni ambientali - e «una nuova rottamazione delle licenze con accompagnamento alla pensione degli edicolanti, sul modello dell’anticipo di pensione ottenuto dalle aziende editoriali, anch’esso finanziato dal Fondo per l’Editoria». Infine, «che venga favorita l’adozione di norme che consentano ai Comuni di concedere il cambio della destinazione d’uso dei chioschi affinché le attuali edicole possano lavorare con migliori prospettive per le famiglie impegnate in questo tipo di attività».
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