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Il ministro Tajani: «Il nostro mare è sicuro nonostante la guerra a Gaza ed è una risorsa per l’Italia»
Il ministro degli esteri è intervenuto al forum sulla Cruise Sardegna del gruppo Grimaldi ancorata a Livorno: «Ha un ruolo decisivo per lo sviluppo del Paese»
Il mare nostrum è ancora sicuro nonostante l’attacco di Hamas a Israele. E i venti di guerra in Medio Oriente non cambiano la politica estera ed economica italiana in questo scenario.
«Il Mediterraneo è un mare chiave nei commerci internazionali ed è decisivo per lo sviluppo del Paese», ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante “Oltre il mare”, il forum sulla blue economy organizzato ieri dal gruppo Sae a bordo della nave Cruise Sardegna ancorata nel porto di Livorno.
Un evento – in collaborazione col gruppo Grimaldi – pensato da tempo sul quale si è imposto, come del resto nell’agenda mondiale, il conflitto in corso nella striscia di Gaza e il rischio di una escalation. «La situazione internazionale è complessa: Hamas sta cercando di infiammare il mondo arabo contro Israele, ma al momento per il nostro Paese non si paventano rischi concreti», ha assicurato Tajani rispondendo alle domande del direttore del Tirreno Luciano Tancredi. «Al momento non abbiamo indicazioni di minacce imminenti e concrete in Italia – ha ribadito il ministro –. Non possiamo però escludere che qualche esagitato, preso da spirito di emulazione, compia qualche azione solitaria. Proprio per questo l’intelligence è al lavoro e il Viminale, per garantire la sicurezza della comunità ebraica, sta intensificando i controlli su obiettivi sensibili come le sinagoghe».
Di pari passo è al lavoro la diplomazia italiana. «Gli Usa hanno schierato la portaerei Ford nel Mediterraneo orientale, ma con una funzione di dissuasione nei confronti di Hezbollah – ha assicurato Tajani –. Anche il ministro degli esteri Crosetto segue la situazione: nel sud del Libano sono schierati circa mille soldati italiani, ma non sono coinvolti nel conflitto in corso. Il nostro contingente è lì su mandato dell’Onu per assistere la popolazione. Certo i rischi di escalation ci sono sempre. A condurre le trattative sono i paesi arabi: noi non possiamo trattare direttamente con Hamas. Ciò non significa che l’Italia non sia protagonista: non a caso sono reduce da missioni in Egitto, Israele e Giordania».
Tajani ha rassicurato i presenti a bordo della nave Grimaldi anche riguardo ai rischi sulle forniture energetiche: «Al momento non prevediamo dei pericoli concreti. L’Algeria ha una sua posizione su quanto sta accadendo in Israele, ma non c’è alcuna connessione con la fornitura del gas al nostro paese». Un fattore chiave per il sistema Paese che passa dal Mediterraneo e che, per il ministro degli esteri, rappresenta un’opportunità di sviluppo: «Come governo puntiamo a fare del sud Italia un hub che connetta Europa e Africa: uno snodo economico, logistico ed energetico da costruire attraverso lo sviluppo del nostro sistema portuale. Le così dette autostrade del mare sono un’opportunità di crescita per tutto il meridione. Ma il Mediterraneo non è solo questo: è anche un luogo dove sono custodite materie prime importanti e decisive per il nostro Paese. Pensate alle riserve di litio nei fondali. Pensiamo sia necessario sfruttare tutte le risorse estraibili dal mare».
Risorse da aggiungere a quelle storicamente garantite dal Mediterraneo: ossia quelle commerciali. «Tuttavia occorre un salto in avanti di tutto il sistema portuale – è il monito di Tajani –, magari attraverso la privatizzazione dei servizi. Va poi garantito il ruolo chiave ai porti di Genova e Trieste, in modo che possano affrontare la sfida con Rotterdam e Amburgo. Lo sviluppo del Paese passa da queste sfide».
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