Sicurezza
Frane in Toscana: 448 chilometri quadrati ad altissimo rischio. Ecco dove sono le “zone rosse”
Sono 3.154, invece, i chilometri quadrati di aree a pericolosità elevata. Gli esperti: «Dopo gli eventi degli ultimi anni in varie parti della regione si sono riattivate anche frane che erano ferme da tantissimo tempo»
Oltre 400 chilometri quadrati. Questo è il totale delle aree che attualmente presentano rischio frana molto elevato. La maggior parte si trova in Toscana. Il dato preciso è di 448 chilometri quadrati, che impattano su centri abitati e infrastrutture strategiche, dove la normativa detta limiti precisi alle nuove costruzioni e indica la massima priorità in caso di opere.
Sono 3.154, invece, i chilometri quadrati di aree a pericolosità elevata, dove è necessario intervenire verificando puntualmente le condizioni geologiche e geomorfologiche. «In Lunigiana dopo gli eventi del 2011, nel Valdarno nel marzo 2013 e, a un livello ancora maggiore, in Romagna dopo l'evento del maggio 2023, a tutte le frane conosciute se ne sono aggiunte centinaia di nuove, quelle che si credevano ferme si sono riattivate in parte o in toto. Quando si parla di prevenzione in materia di frane sapere dove sono, come sono fatte, se si muovono o sono ferme e quando si sono mosse, vuol dire poter gestire il fenomeno e quindi gestire il rischio», spiega Gaia Checcucci, segretario generale dell'Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale.
«La prevenzione fondata tecnicamente, consapevole e priva dell'onda emotiva del clamore dell'evento, è il "mestiere” dell'Autorità di Distretto - conclude Checcucci -. Si tratta di valorizzare la conoscenza del nostro fragile territorio, che a livello di autorità di bacino abbiamo, e utilizzarla quando si tratta di investire le risorse a ciò destinate. E occorre farlo prima, in tempi non sospetti e non solo durante e immediatamente dopo un evento».
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