Sicurezza
A 85 anni a Roma a protestare: «Basta precarietà e sfruttamento»
Dalla Toscana in 10mila alla manifestazione della Cgil contro l’inflazione. Rossi: «Dare una prospettiva ai giovani che si ritrovano in un mondo devastato
FIRENZE. Rigorosamente vestiti di rosso, tutti quanti. Dovranno essere così, i diecimila toscani e oltre che oggi sfileranno a Roma alla manifestazione indetta dalla Cgil “La via Maestra” in difesa della Costituzione e contro la precarietà sul lavoro e il caro vita sempre più pesante.
Si vestirà di rosso anche la signora fiorentina di 85 anni che giovedì mattina si è iscritta alla manifestazione allo Spi Cgil di Firenze per arrivare con il treno speciale fino a Roma. Lei lo ha detto chiaro e tondo: «Non posso fare l’iscrizione on line, non so usare il computer e neppure ce l’ho il pc. Vengo qui per chiedervi aiuto: voglio andare alla manifestazione a Roma». L’anziana si è iscritta, ha pagato e ha lasciato anche una piccola donazione allo Spi. Altra tempra, si direbbe.
Ma veniamo ai numeri: a Roma, oggi, si prevedono diecimila o forse più toscani che partiranno da tutti i capoluoghi di provincia. Sono oltre 120 i pullman già pieni da tutta la regione, più tre treni speciali (con fermate a Massa, Pisa, Livorno, Firenze e Chiusi) e treni ordinari, dove la Cgil ha già prenotato centinaia di biglietti. Poi ci sarà anche chi si muove con la propria auto, e fra questi molti sindacalisti che, per lasciare spazio sui pullman, hanno scelto di arrivare da soli nella capitale.
La Cgil regionale promette che le tante migliaia di toscani saranno come l’onda di un fiume colorato di rosso che oggi si muoverà per Roma. Sarà contestazione, difesa dei principi della Costituzione e sarà festa, con la street band “Zastava Orkestar” di Certaldo che seguirà il corteo toscano, fra musiche da band circensi e caos creativo. «In queste settimane, all’unanimità, i circa 100mila lavoratori toscani coinvolti hanno votato a favore della piattaforma della manifestazione. In questo Paese troppe cose ormai non vanno bene, dal lavoro precario e sfruttato fino alla sanità in sofferenza, dobbiamo dare una prospettiva ai giovani che si ritrovano ad avere un mondo ambientalmente e socialmente devastato, e senza ascensori sociali- tuona Rossano Rossi, segretario generale toscano della Cgil - Se non arriveranno risposte dal governo sulle ingiustizie e le diseguaglianze, per quanto ci riguarda le mobilitazioni andranno avanti senza escludere uno sciopero generale. È un percorso di lotta che potrà durare anche tanto e ci stiamo attrezzando, invitiamo i cittadini a venire in piazza perché se non lottiamo noi per risolvere i nostri problemi non lo farà nessuno al nostro posto».
Un diktat, quello del maggior sindacato italiano, che arriva dritto al governo.
A Roma, si prevede l’arrivo di oltre centomila persone da tutta Italia. Arriverà verso le 14 per l’inizio del lungo serpentone anche la segretaria del Pd Elly Schlein che stamani alle 9,30 ha confermato il suo intervento al circolo Arci di Avane a Empoli con la sindaca Brenda Barnini e il segretario regionale dei Dem, Emiliano Fossi. E quello di Empoli sarà un intervento tutto rivolto ai diritti civili e alla difesa del sistema sanitario pubblico. Poi di nuovo un tuffo nella folla romana.
E la partenza dei toscani si arricchisce dei nuovi lavoratori stranieri: come dice la Filctem Cgil, «la partecipazione al corteo è per promuovere un messaggio di difesa della legalità e di lotta allo sfruttamento lavorativo, per questo motivo manifestiamo a Roma insieme a una dozzina di lavoratori che abbiamo assistito nel loro percorso di liberazione dal giogo dello sfruttamento e del caporalato».
E sempre a Roma, ci saranno anche Sowe, Musa e Demba, operai originari del Gambia, vittime di sfruttamento in una pelletteria di Calenzano: a marzo 2020 furono licenziati senza alcun motivo da una ditta, il cui titolare era di origini orientali. E a Roma ci sarà anche Zain, operaio giunto in Italia dal Pakistan, che, come scrive la Cgil toscana, «lavorava in condizioni di caporalato in una manifattura di abbigliamento a Vinci. Zain la sera veniva chiuso a chiave in azienda dal padrone di origine orientale insieme agli altri operai, all’interno dei locali di produzione».
Arrivano oggi nella capitale i tanti nuovi mondi dello sfruttamento lavorativo, delle pensioni sempre più magre davanti al caro vita e all'inflazione e quelle dei lavoratori precari. Storie che si consumano tutti i giorni, ormai. «Marceremo a fianco dei veri protagonisti delle tante vertenze contro lo sfruttamento. Dobbiamo far sentire la loro voce, perché è grazie al coraggio di persone come loro, che hanno denunciato le violenze subite, se abbiamo la possibilità di contrastare l' illegalità», dicono quelli della Flctem Cgil fiorentina.
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