Il Tirreno

Toscana

«Un problema anche ritirare le ricette»

di Sara Venchiarutti
«Un problema anche ritirare le ricette»

Graziella Masini, 84 anni, racconta le difficoltà nella frazione di Pomino senza medico di famiglia. «Se c’è qualcosa di più grave, siamo sempre costretti a chiamare il numero d’emergenza»

2 MINUTI DI LETTURA





A Pomino, nel comune di Rufina, «ci si starebbe anche bene». A dispetto del condizionale, ne è sicura l’84enne Graziella Masini. Infinite distese di colline coltivate a vigneto, che però passano in secondo piano quando a chiudere è l’ambulatorio di paese. Lì due o tre volte a settimana veniva il medico di medicina generale. E c’era sempre la fila, tra chi aveva bisogno di una visita e chi di una ricetta. Ma ormai dal 2021 lì il medico non arriva più. Quello “storico” è andato in pensione durante la pandemia. Poi è arrivata un’altra dottoressa; dopo pochi mesi però è andata via. Ora «anche se abbiamo un forte mal di pancia – racconta la signora Graziella – siamo costretti a chiamare il 118. Qui tutti i giorni vediamo ambulanze che vengono a prendere le persone in casa per portarle in ospedale: non perché hanno bisogno, ma perché non c’è il medico che viene fino a qui».

Cosa significa non avere più lì il medico di famiglia?

«Dal 2021 la popolazione di Pomino è stata smistata tra gli altri medici del comune di Rufina, già sovraccarichi di pazienti perché devono coprire tante frazioni. Il problema è che è distante, e per me che ho 84 anni è un problema anche andare a ritirare la ricetta per le medicine che devo prendere, o per fare una visita».

Quanto dista il medico?

«Con il pullman ci si mette circa 30 minuti. Ma una persona anziana non può andare da sola. Anche se non sono obbligata a stare a letto senza possibilità di muoversi, come altri miei compaesani, non riesco comunque ad andare a Rufina con i mezzi pubblici. Per me è un problema scendere o salire da un pullman. Poi qui d’inverno viene la neve, diventa pericoloso».

E come fa con ricette e medicine?

«Non tutte le ricette sono elettroniche. Quando sono da sola, devo aspettare che torni un familiare che vada a prenderle e che me le porti».

E le visite?

«Quando qualcuno ha problemi più seri, siamo costretti a chiamare il 118. Possiamo anche telefonare al medico, che ci può dare un consiglio, ma più di così è difficile. Visite a casa non ne fanno praticamente più, siamo noi che dobbiamo muoverci».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa