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Affitti, sullo stop ad Airbnb Pisa e Siena non seguono Firenze

di Sara Venchiarutti
Affitti, sullo stop ad Airbnb Pisa e Siena non seguono Firenze

Dopo la delibera della giunta Nardella, le altre città universitarie preferiscono pensare ad altre strade

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La Firenze di Dario Nardella dice basta. Basta nuovi Airbnb nel centro storico. Per ora in Toscana è uno stop isolato. Pionieristico, quasi. Ma questo non vuol dire che anche le altre città, quelle più turistiche, non si stiano interrogando se fare, o no, qualcosa sul tema degli affitti brevi pensati per i turisti.

È il caso di Pisa, ad esempio, guidata dal centro destra. Dove il fenomeno delle locazioni turistiche è sì «una tendenza del mercato in crescita, ma non possiamo prendere provvedimenti estemporanei e andare a limitare l’esercizio della proprietà privata», avverte l’assessore al turismo Paolo Pesciatini. Questa è la premessa. Insieme all’assicurazione che non «c’è alcun accanimento nei confronti di un settore che è in espansione, e che però va disciplinato».

Per ora si punta più sul tema della concorrenza rispetto alle strutture ricettive: «Servono norme chiare e – spiega l’assessore – vogliamo regolamentare in modo strutturale il pagamento della tassa di soggiorno». Come? Con un accordo, da stipulare entro l’anno, con la piattaforma Airbnb. Poi sarà oggetto di un’ulteriore valutazione «se è ancora più opportuno limitare questa tipologia di attività nelle zone, come quella Unesco, in cui c’è una presenza massiccia», conclude.

Anche a Siena – sempre centrodestra – il problema della mancanza di immobili da affittare a studenti e cittadini c’è. «È diventato centrale», sottolinea l’assessore al turismo Vanna Giunti. «Sul tavolo della giunta regionale – aggiunge – c’è la variazione della legge 86/2016 che obbliga i privati che gestiscono più di due appartamenti ad uso turistico alla gestione imprenditoriale. Essendo il turismo una funzione regionale, abbiamo l’obbligo di aspettare la variazione prevista entro la fine di dicembre e poi, eventualmente, fare delle proposte più restrittive».

E se Siena è in “stand- by”, a Lucca «l'amministrazione sta attenzionando la dinamica, valutando eventuali azioni per il futuro. Al momento è ancora attiva la fase di monitoraggio, che precede ogni scelta o intervento», fa sapere l’assessore al turismo Remo Santini. Diverso il caso di Livorno: «Nella nostra città – dice il sindaco Luca Salvetti – il turismo è cresciuto, ma al momento non c’è un quadro preoccupante dal punto di vista degli affitti brevi».

E sì, il provvedimento di Firenze «potrebbe reimmettere alcuni immobili nel mercato della locazione tradizionale. Ma il filone degli affitti turistici ha bisogno di una regolamentazione», sottolinea Carlo Barbagli, presidente degli agenti immobiliari Fimaa - Confcommercio Toscana. Adesso in tutte le città toscane, anche quelle meno turistiche, c’è quella che Barbagli non esita a definire «un’emergenza locazioni». Tanti, spiega, con l’aumento dei mutui un anno fa avrebbero comprato casa, mentre ora si sono “ributtati” sul mercato delle locazioni. Ma soprattutto «bisognerebbe – conclude Barbagli – lavorare sul mercato delle locazioni tradizionali, sulla possibilità di rientrare in tempi brevi in possesso dell’immobile in caso di inadempienza da parte dell’affittuario. Altrimenti si blocca tutta la filiera».


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