Trasporti
Assistente virtuale per i turisti e percorsi alternativi per le terme
Arriveranno in totale 8 milioni di euro tra risorse ministeriali e locali
Potrà essere un’assistente di viaggio, una “guida” per i turisti. Starà negli smartphone, nei cellulari, sotto forma di App, e “sciorinerà” tutti i servizi per vivere al meglio il territorio. Insieme a una “carta” del turista: trasporti, visite, musei, attività da svolgere. E a un sito che grazie all’intelligenza artificiale riuscirà a catturare l’attenzione del visitatore. Conosce i suoi gusti, i suoi interessi, e può fare proposte più mirate, pertinenti. La regione insomma investe sul turismo. E lo fa sul fronte digitale, certo, ma anche puntando sui piccoli centri termali pubblici: percorsi benessere, nuove strutture per sfruttare finalmente le sorgenti sulfuree già presenti, servizi, palestre all’aperto, riqualificazioni. E mica ci si dimentica delle località di montagna: s recuperano edifici abbandonati per trasformarli in rifugi.
Per tutto questo – 11 i progetti in totale da concludere entro la fine del 2025 – ci sono già quasi 8 milioni di euro (7.991.698, a voler essere precisi), che “trasformeranno” il volto del turismo toscano. La metà, quasi 4 milioni, viene dal ministero del Turismo, dal Fondo unico nazionale. Il restante – la metà per ogni progetto – è messo dagli enti beneficiari: Regione e Comuni. «I fondi – spiega l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras – sono già stati assegnati alla Toscana: li abbiamo qualificati a seconda del progetto, così il governo potrà validare la nostra distribuzione. Aspettiamo l’ok, e allora sarà possibile avviare le azioni per ottenere il pagamento». L’unico rischio, semmai, è «che gli enti non riescano a fare il progetto – magari un appalto che non va a buon fine, un ricorso - e che quindi le risorse tornino indietro visto che c’è una scadenza precisa».
E una delle priorità è proprio la digitalizzazione. «Ci sarà – spiega Marras – un potenziamento del portale (Visit Tuscany, ndr), che è già il secondo sito di destinazione italiano più visitato e che così potrà svolgere più funzioni: le offerte saranno visibili anche in base agli interessi di chi naviga usando gli algoritmi, nel pieno rispetto dei dati personali. Avremo così un servizio sempre più performante, una complessità tecnologica adeguata. Da lì ormai passa il turismo». Poi potrà seguire la parte del rapporto con il cliente, lo sviluppo di App e “carte” dedicate: più «una potenzialità», specifica l’assessore, perché al primo posto c’è il potenziamento dell’infrastruttura digitale.
Con un forte coinvolgimento degli operatori: «Abbiamo – spiega Marras – già qualche migliaio di imprese che mettono sul sito e variano le offerte, i contenuti. Andremo verso un forte allargamento di questa vetrina per semplificare il rapporto tra cliente e impresa».
E questo è il “volto” digitale. Poi c’è quello incentrato sul turismo del benessere a tutto tondo. Che in realtà è «già uno dei nostri cavalli di battaglia», assicura Marras. «Abbiamo invitato – spiega – i Comuni terminali a formulare le loro proposte: quelle arrivate hanno esaurito le risorse a disposizione. Questo dimostra anche la vivacità dei comuni termali, e la necessità di valorizzarli».
Ecco che allora quasi 1 milione di euro (950mila) servirà per recuperare le sorgenti sulfuree di Cavezzana D’Antena (Pontremoli), lungo la via Francigena: un centro termale iniziato ma interrotto nel 2000 e mai ripreso. E infatti ne resta solo lo scheletro. Ma nell’elenco c’è anche il “Parco delle Terme”: un percorso di benessere dentro un parco a Gambassi Terme. O itinerari pedonali e cicloturistici per collegare le aree termali ai centri storici di Manciano (Grosseto). Tutto questo, conclude l’assessore, viene «dopo l’aver approvato una legge regionale che vuole valorizzare non solo lo stabilimento termale, ma proprio la città, il territorio.
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