Il Tirreno

Toscana

Lotte sul lavoro

Ex Gkn, la resistenza dei lavoratori diventa progetto. Nasce la fabbrica popolare

di Valentina Tisi
Ex Gkn, la resistenza dei lavoratori diventa progetto. Nasce la fabbrica popolare

Via all’azionariato sociale per la reindustrializzazione

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FIRENZE. Una nuova tessera del puzzle della reindustrializzazione della ex Gkn, una spinta che ancora una volta viene dal basso, dai lavoratori e da quella rete di solidali costruita in due anni di lotta dopo il licenziamento in tronco degli oltre 400 operai il 9 luglio 2021.

Per dare gambe al progetto di riconversione della fabbrica di Campi Bisenzio, che si occupava della realizzazione di semiassi, è stato emesso il primo pacchetto da un milione di euro di azioni con cui si dà il via alla campagna di azionariato popolare. Nel mese di luglio i lavoratori avevano fatto un primo passo in questa direzione, attraverso la costituzione della cooperativa Gff, composta da 14 soci, di cui nove soci lavoratori e cinque soci sovventori, tra cui si conta anche la Soms Insorgiamo, associazione del dopolavoro e del mutualismo dei dipendenti Gkn. La cooperativa, creata come soggetto giuridico necessario per interfacciarsi a pieno titolo con i privati e le istituzioni per avviare la reindustrializzazione e stringere accordi, ha emesso nei giorni scorsi il primo pacchetto di azioni nominali all’interno della campagna di azionariato popolare “100 per 10.000”, finalizzata alla reindustrializzazione dello stabilimento.

Il primo socio finanziatore sarà ovviamente la Soms Insorgiamo che proprio ieri sera si è riunita in assemblea per affrontare il tema della quota da destinare al sostegno della cooperativa Gff. Il milione di euro di azioni sarà rivolto a cittadini, associazioni, movimenti, lavoratori, delegati sindacali e solidali, che diventeranno così parte dell’assemblea della cooperativa, esercitando un controllo sociale sul processo di reindustrializzazione. Un’assemblea che, quindi, sarà composta tra l’altro da chi vive il territorio, da Campi Bisenzio a Firenze, a tutta la provincia, dai movimenti climatici e sociali internazionali, dalle comunità energetiche e dai circoli Arci, realtà diverse ma unite dall’obiettivo di riportare il lavoro negli 80mila metri quadrati di fabbrica un tempo dedicati all’automotive.

L’idea promossa dal collettivo di fabbrica è quella di riuscire a sostenere, attraverso questo percorso, il progetto di reindustrializzazione che ha avuto una svolta importante nel mese di luglio grazie alla manifestazione di interesse avanzata dal consorzio di cooperative Abaco di Genova. Il soggetto, avvicinato attraverso lo scouting portato avanti dalla Regione Toscana, agirà in veste di gestore del sito e coordinatore della comunità dei soggetti industriali che qui potrebbero insediarsi. Un primo passo verso la creazione di un nuovo parco industriale che, quindi, potrebbe tenere insieme anche i progetti green a cui in questi mesi hanno lavorato gli operai, portando proposte ai tavoli di confronto, dalla realizzazione di cargo bike a quella di batterie al litio e pannelli fotovoltaici. Tra questi, proprio il progetto delle cargo bike risulta al momento quello più vicino alla concretizzazione: presto girerà infatti per le strade di Firenze il primo prototipo prodotto nello stabilimento campigiano per Robin Food, la cooperativa di food delivery fiorentina sostenibile.

«Questa resistenza si è fatta progetto – sottolineano dal collettivo di fabbrica –. Ha partorito un piano di reindustrializzazione dal basso, con l'obiettivo di ridare al territorio i posti di lavoro bruciati, creare una fabbrica socialmente integrata al servizio della collettività che l’ha difesa, ripartire con produzioni ecologicamente avanzate, con una struttura di controllo e decisione cooperativa e socialmente avanzata, con una comunità solidale e basata sul mutuo aiuto reciproco. Questo piano non cade dal cielo, ma da due anni di rinvii e immobilismo da parte di un capitale privato assente».

Di pari passo proseguono anche le iniziative organizzate dagli ex operai Gkn: è già in programma per il primo ottobre l’appuntamento “Working class bike days”, una giornata all’insegna di discussioni e workshop sul tema cargo bike e reindustrializzazione dal basso.

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