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L’usato? Si può affittare. A Livorno gli oggetti da rifiuti hanno nuova vita: «Così si evita lo spreco»

di Sara Venchiarutti
L’usato? Si può affittare. A Livorno gli oggetti da rifiuti hanno nuova vita: «Così si evita lo spreco»

Dal trapano alle stoviglie, dai libri ai vecchi stereo: "Sempre più persone vengono a comprare il riciclato"

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L’usato – in buone condizioni – può essere acquistato, certo. E gli si dà una nuova vita. Ma può anche essere affittato. Perché magari di un oggetto si ha bisogno solo per un breve periodo. Dopo resterebbe lì, a prendere solo la polvere. E così il Centro del riuso creativo “Evviva”, a Livorno, ha creato una “vetrina” virtuale anche per questa possibilità: articoli usati che, se disponibili, possono essere affittati.

Il trapano, ad esempio. Se si devono fare dei lavori in casa per qualche giorno, invece che comprarlo e magari abbandonarlo, inutilizzato, per anni, si prende in prestito. «Lo avevamo, ma si è rotto e ci deve ancora rientrare», racconta Selvaggio Casella della cooperativa Brikke brakke, che gestisce il centro di Livorno.

Ma c’è la “stoviglioteca”, assicura Casella: in pratica se qualcuno vuole organizzare una festa, invece che riempirsi di piatti, comprandoli magati “usa e getta”, «abbiamo messo a disposizione un tot di piatti e bicchieri lavabili da prendere gratuitamente, e da restituire dopo l’occasione», spiega. Lavati, possibilmente.

Lo spesso funziona per i libri. «Questo servizio va fortissimo», conferma Casella. Lui lavora lì, al centro di riuso, da un anno, e nel frattempo «ho notato che la gente che cerca oggetti già usati sta aumentando». C’è la voglia, spesso più la necessità, di risparmiare. Ma «da noi si aggirano anche antiquari alla ricerca dell’oggetto più raro, che ogni tanto ci capita, in effetti».


D’altronde lì arriva di tutto. Di recente «qualcuno ci ha portato anche un bruciatore di incenso da chiesa. Non so come lo tenesse in casa», racconta Casella con una risata. Tranquilli, è ancora lì, se qualcuno fosse interessato. Oppure una volta «è arrivata una piccola scialuppa di salvataggio».

Ma di base arriva soprattutto oggettistica: soprammobili, bicchieri, piatti, vasi. Poi c’è tanta elettronica: vecchi stereo, aspirapolveri. Tantissimi quadri, libri e soprattutto giocattoli, da quelli da tavolo alle bambole. E mobili piccoli: comodini, cassettiere. A volte ci sono giorni in cui portano interi scatolini colmi di piatti e bicchieri. Altre volte si parla di appena un paio di mobili.

Tutti oggetti che si possono ancora usate, in buone condizioni, ma che altrimenti finirebbero a due metri di distanza, come rifiuti, all’isola ecologica di Livorno sud. Invece vengono “intercettati” prima, e chi vuole li può donare affinché qualcun altro li riutilizzi.

Una possibilità nata nel 2021 quasi in sordina, e poi cresciuta sempre di più. L’obiettivo è prima di tutto ambientale, e cioè «evitare di trasferire alcuni beni di consumo direttamente sul canale del rifiuto, dando loro vita nuova», fanno sapere dall’Aamps (Azienda ambientale di pubblico servizio Spa), la società proprietaria della struttura Sempre più persone – continuano dall’Aamps – vengono per comprare il riciclato, la rivalorizzazione del vintage: l’attenzione alle tematiche ambientali è sempre più spiccata. Poi certo, incidono anche le difficoltà economiche, su quello non ci sono dubbi».

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