Gioco
Sgarbi: «Individuare gli “obiettivi” sensibili. Non si può avere una guardia a monumento»
La sovrintendente Antonella Ranaldi aspetta l’inasprimento delle sanzioni
Chi di ridurre l’afflusso del turismo alle piazze coi monumenti. Chi di aumentare le sanzioni per i responsabili dei danneggiamenti.
«Diciamo che avere una guardia per ogni opera d’arte presente in Italia è impossibile – afferma Vittorio Sgarbi, storico e critico dell’arte, oltre che sottosegretario alla Cultura – Bisognerebbe, piuttosto, capire quali sono i monumenti a rischio. Ad esempio, quelli situati in luoghi di incontro ampi come piazza della Signoria proprio per la presenza quotidiana di una vasta quantità di visitatori e turisti. E ancora, gli Uffizi: anche questo edificio rappresenta un obiettivo sensibile, basti pensare all’episodio accaduto di recente al Corridoio Vasariano. In città come Roma, Firenze e Venezia le guardie a tutela dei monumenti potrebbero essere la soluzione proprio per la grande concentrazione di turisti, visitatori e di conseguenza anche di fanatici».
Dunque, secondo gli esperti di beni artistici e architettonici, il primo passo da intraprendere è quello di individuare i luoghi e i monumenti artistici più a rischio di danneggiamento, proprio per stroncare sul nascere possibili “incidenti” come quelli avvenuti di recente su opere di alto valore. Il governo, proprio dopo il vandalismo subito dal Corridoio Vasariano circa una settimana fa, ha presentato un disegno di legge che prevede un inasprimento delle multe: «Sarebbe opportuno potenziare gli uffici dei carabinieri presenti nelle zone strategiche. Da un lato ci vogliono presidi e sorveglianze che funzionino da deterrenti ma dall’altro è necessaria un’educazione per tutti i turisti e i visitatori affinché non commettano ulteriori danni – spiega Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato – Il governo ha presentato un disegno di legge che prevede un inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie, in modo che i danni vengano pagati direttamente dai responsabili. Non è accettabile che in una città come Firenze accada una sequenza così rapida di danni alle opere d’arte».
Accanto all’aumento delle multe relative ai danni commessi, però, secondo lo storico dell’arte Tomaso Montanari è necessario allentare la pressione sulle campagne pubblicitarie che favoriscono il turismo in città già invase di turisti: «Mettere guardie davanti ai monumenti non è la soluzione. L’Italia è piena di opere esposte e tutte preziose in egual misura – continua Montanari – Quello che andrebbe fatto è evitare di continuare con questa pressione sulla nuova cultura turistica, cercare di non alimentare ulteriormente la pubblicità sul turismo. È un problema che riguarda i numeri e la pressione quantitativa sul patrimonio, bisogna cercare di decongestionare le città super congestionate di turisti e visitatori come Firenze». Lo storico dell’arte e direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schdmit, commenta così il fatto successo nella notte tra domenica e lunedì in piazza della Signoria: «Purtroppo l’atto di teppismo di ieri notte è l’ennesima riprova del fatto che una fantomatica vigilanza educativa è un’arma spuntata. Se ci fossero state guardie giurate, come quelle che gli Uffizi da anni impiegano di notte nella Loggia dei Lanzi, avrebbero potuto bloccare il giovane prima che superasse le barriere. E se il vandalo non si fosse fermato, avrebbero chiamato i carabinieri, che l’avrebbero arrestato in flagranza di reato.
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