Il Tirreno

Toscana

La tragedia

Montemurlo, bimbo morto schiacciato: i pannelli che lo travolgono, il disperato tentativo di rianimarlo della mamma

di Martina Trivigno
Montemurlo, bimbo morto schiacciato: i pannelli che lo travolgono, il disperato tentativo di rianimarlo della mamma

Lorenzo, 17 mesi, è rimasto sotto alcuni pannelli in cartongesso ancora da installare. La Procura valuterà se possono esserci anche risvolti penali

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MONTEMURLO. Le tapparelle si abbassano in fretta, le finestre che si affacciano sulla strada si chiudono. È una domenica d’estate ma lì, in quella via nel cuore di Montemurlo, il sole nessuno lo nota. Ci sono soltanto silenzio e un dolore troppo grande da sopportare. Perché Lorenzo, un bel bambino di 17 mesi non c’è più. È morto schiacciato da alcuni pannelli in cartongesso appoggiati in una stanza della casa in cui viveva con i genitori – la madre e il padre, tutti e due dipendenti dell’ospedale Santo Stefano di Prato – e il fratellino più grande.

È un bambino curioso Lorenzo, segue la sua mamma che adora e non lascia mai, neanche per un istante. Neppure quella sera che ha stravolto per sempre la vita di una famiglia stimata e benvoluta di Montemurlo.


Sabato, ore 22 circa. Lorenzo entra nella stanza dove i genitori hanno appoggiato i pannelli di cartongesso: nei prossimi giorni sarebbero arrivati dei parenti per installarli. I genitori del piccolo, infatti, avevano programmato alcuni lavori e pensavano di usare quei pannelli per dividere gli spazi della cameretta dei figli. In attesa dell’intervento appoggiano i pannelli contro il muro in una stanza vuota della casa. Sono una decina, piuttosto grandi, due metri per 1,40. E, soprattutto, pesano molto, circa 20 chili l’uno. Poi è un attimo: per motivi ancora in corso d’accertamento, crollano al suolo, investendo Lorenzo che si trova al centro della camera. In casa, in quel momento, ci sono la madre e il fratello del bambino che si trova in un’altra stanza e sta guardando la televisione, mentre il padre è al lavoro. La donna prende il telefono e chiama. All’operatore del 118 che risponde all’altro capo della linea spiega ciò che sta succedendo. Intervengono prima i vigili del fuoco perché i pannelli sono pesanti e la donna, da sola, non riesce a sollevarli. Una volta liberato, inizia a rianimare suo figlio con tutta la forza e il coraggio che soltanto una madre può trovare in una situazione disperata: è proprio grazie alle grandi competenze maturate nell’ambito del suo lavoro in ospedale che la mamma del bambino riesce a compiere le manovre giuste. Ma fin dal primo momento le condizioni appaiono disperate: interviene un’ambulanza della Misericordia di Montemurlo, poi la corsa al Santo Stefano di Prato dove viene effettuata una Tac che evidenzia una grave emorragia cerebrale. Poi un nuovo trasferimento del piccolo, stavolta all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze: qui, purtroppo, i medici non possono fare altro che constatare il decesso del piccolo. Sul luogo dell’incidente, oltre al personale sanitario e ai vigili del fuoco, anche i carabinieri che su incarico della Procura della Repubblica, sulla scorta dei rilievi dei carabinieri, sta valutando se possono esserci rilievi penali. Intanto è stato disposto il sequestro della stanza dove è avvenuto l’incidente e oggi verrà disposta l’autopsia.

A Montemurlo, ora, resta soltanto tanto dolore che emerge anche dalla parole del sindaco Simone Calamai: «È una tragedia che tocca nel profondo tutta la comunità – commenta il primo cittadino- Una morte assurda che lascia sgomenti. A nome del Comune e di tutta la nostra comunità esprimo la mia vicinanza alla famiglia del piccolo ed esprimo le più sentite condoglianze». Così Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia: «Una tragedia straziante che colpisce tutti noi e che ci lascia attoniti e più vuoti: a nome mio e della nostra comunità politica, esprimo massima vicinanza alla famiglia».

Nella strada di fronte alla casa c’è soltanto silenzio, chi passa getta uno sguardo al palazzo. «Penso al dolore dei genitori», dice una vicina, prima di infilarsi svelta in casa. Sul viso scorrono le lacrime.

 

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