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Corridoio Vasariano imbrattato: cosa vuol dire la scritta Dks 1860 e chi sono i due turisti-vandali

di Paolo Nencioni e Valentina Tisi

	Il Corridoio Vasariano imbrattato e gli autori delle scritte vandaliche ripresi
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Il Corridoio Vasariano imbrattato e gli autori delle scritte vandaliche ripresi

Firenze, gli autori delle scritte in vacanza in città. Sono stati rintracciati in un appartamento di lusso insieme ad altri nove connazionali

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FIRENZE. Hanno scambiato i pilastri del Corridoio Vasariano per un muro di periferia e li hanno “marchiati” con la loro firma, come fanno certi tifosi di calcio che si scambiano insulti scritti nei cessi degli autogrill. Ma qui non siamo in periferia, e tantomeno nel bagno di un autogrill. Siamo sul Lungarno Archibusieri con vista sul Ponte Vecchio, in altre parole nel cuore di Firenze che ogni anno attira milioni di turisti da tutto il mondo.

E sarebbero proprio due turisti tedeschi gli autori della scritta che ieri mattina ha scandalizzato Firenze: “Dks 1860” in vernice spray nera su sette pilastri del Corridoio, il percorso sopraelevato che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti passando sopra Ponte Vecchio, fatto costruire nel 1565 da Cosimo I de’ Medici per sfuggire alle ire del popolino in un periodo un po’ turbolento della sua signoria, e poi entrato a far parte della Galleria degli Uffizi.

Ne ha dato notizia lo stesso sindaco Dario Nardella di prima mattina con un diavolo per capello parlando di “un vergognoso atto vandalico” realizzato da “individui spregevoli”. «Useremo tutte le telecamere e gli strumenti disponibili – ha scritto – per individuare questi individui spregevoli e punirli adeguatamente».

Detto, fatto. Il riferimento ai tifosi di calcio non è casuale. Ai carabinieri e alla polizia municipale, che hanno indagato sull’imbrattamento, è bastato farsi un giro sul web, in particolare su Instagram, per privilegiare la “pista tedesca”. Dks 1860 è una sigla che porta verso Monaco di Baviera, in particolare verso un gruppo di writers e sostenitori del Monaco 1860 (gloriosa squadra di calcio ora decaduta in terza serie) che da tempo si firmano con questo acronimo, che sta per “drunkarts”, cioè gli ubriaconi, nei graffiti e negli striscioni con due leoni rampanti che incorniciano un leone con un boccale di birra.

Sarebbero dunque due “drankarts” ventenni gli autori di quelle scritte, rintracciati ieri pomeriggio in un appartamento insieme ad altri nove connazionali e portati al Comando provinciale dei carabinieri per le formalità. Non certo due geni del male: uno indossava ancora la maglietta con la quale è stato ripreso dalle telecamere mentre imbrattava il Corridoio.

«Chiaramente non si tratta del ghiribizzo di un ubriaco – aveva commentato a caldo un altro tedesco, Eike Schmidt, direttore degli Uffizi – ma di un atto premeditato, e ricordo che per casi di questo genere negli Stati Uniti è previsto il carcere fino a cinque anni. Basta con le punizioni simboliche e con attenuanti fantasiose! Qui ci vuole il pugno duro della legge!».

Insomma, Nardella, Schmidt e lo stesso ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano promettono di fargliela pagare, letteralmente. Nel senso che se i due tedeschi saranno riconosciuti colpevoli dell’imbrattamento dovranno mettere mano al portafoglio. «Ci siamo immediatamente mossi promuovendo una norma che punta a far pagare ai responsabili di questi gesti gli ingenti costi degli interventi di ripristino – ha spiegato il ministro – Il disegno di legge varato dal governo è già stato approvato in Senato, dopo la pausa estiva contiamo di arrivare al via libera definitivo con l’ok della Camera. La novità è nel fatto che la sanzione pecuniaria verrà comminata dai prefetti. Saranno sanzioni rapidissime».

Fin da ieri mattina era emerso che l’atto vandalico era opera di più persone. Erano stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza di cui è disseminata la zona, ma forse anche visti da qualche passante, tenuto conto che il Lungarno Archibusieri non è mai completamente deserto.

E sì, effettivamente non può essere stata l’opera di due ubriaconi, perché per vergare quelle scritte bisogna mantenere un po’ di lucidità e sporgersi dal parapetto del Lungarno: un ubriacone sarebbe stato ritrovato ieri mattina sull’argine. Inoltre la bravata deve aver richiesto almeno qualche minuto. Un’azione premeditata, anche soltanto per il fatto di essersi portati dietro le bombolette spray che poi sono state trovate dai carabinieri nell’appartamento perquisito nel pomeriggio.

Ieri mattina i fiorentini e i turisti che si aggiravano tra Ponte Vecchio e gli Uffizi sono apparsi sinceramente indignati da quella scritta. Firenze peraltro non è abituata a fatti del genere. Sì, c’è stato il pratese Piero Cannata che nel settembre 1991, colto da furia iconoclasta, prese a martellate un piede del David. Ci sono stati i due fratelli empolesi che nell’agosto 2005 si attaccarono alla statua del Nettuno in piazza della Signoria fino a romperle un braccio. E ci sono stati i tanti che hanno riempito di scritte col pennarello la Loggia dei Lanzi, sempre in piazza della Signoria, costringendo il Comune a un delicato intervento di recupero; o quelli che, proprio sotto i porticati del Corridoio Vasariano, magari ignorando perfino dove si trovavano, hanno tracciato altre scritte.

Quello realizzato la scorsa notte dai due giovani tedeschi, però, è un vandalismo di tutt’altro livello. Uno sfregio al cuore di una città che è asfissiata dai turisti, ma che questo proprio non lo meritava.

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