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L’Anonimometro anti-evasione: così l’algoritmo guiderà il Fisco

L’Anonimometro anti-evasione: così l’algoritmo guiderà il Fisco

Dall’Agenzia delle Entrate il via ai controlli incrociati sui conti correnti: come funziona il meccanismo

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Partono i controlli incrociati sui conti correnti con il nuovo algoritmo Anonimometro. L’obiettivo, dichiarato di recente dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, è recuperare 2,8 miliardi entro il 2025 dalla lotta all’evasione fiscale. E con il ricorso alle nuove tecnologie il Fisco dovrebbe ottimizzare tempi e risorse.

In un frangente caldo per le tasse (solo ad agosto ci sono 188 scadenze di versamento fra, per citarne alcune, Iva, Irpef, cedolare secca) sono partiti i controlli incrociati sui conti correnti con il nuovo algoritmo Anonimometro. L’obiettivo, dichiarato di recente dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, è recuperare 2,8 miliardi entro il 2025 dalla lotta all’evasione fiscale. E con il ricorso alle nuove tecnologie il Fisco dovrebbe ottimizzare tempi e risorse.

In pratica il nuovo sistema, come già spiegato dalla stessa Agenzia delle Entrate che lo scorso maggio aveva pubblicato un documento per spiegarne il funzionamento, effettua un’analisi del rischio evasione attraverso un nuovo processo di controllo suddiviso in dieci fasi che permetteranno di individuare le platee e i dati da controllare, per arrivare alla formazione di liste dalle quali partiranno poi i controlli. Uno strumento che permetterà di sfruttare tutte le potenzialità che derivano dall’incrocio di miliardi di dati, basandosi proprio su quelli contenuti nell’Anagrafe dei conti correnti (il database del fisco dove sono contenuti i dati di ogni singolo conto corrente dei contribuenti italiani con estratti conto, movimentazioni in entrata ed in uscita, gestione titoli e che permette di intercettare per esempio chi ha una residenza fittizia all’estero ma con conti correnti in Italia) nonché quelli nelle banche dati usate nelle attività di analisi del rischio. Ora, quindi, quando si accenderà l’alert sul computer del funzionario per segnalare incongruenze e conti che non tornano entrerà in gioco l’intelligenza artificiale con gli algoritmi per controlli sui movimenti sui conti correnti. Il sistema prevede la valutazione della posizione a rischio, poi della possibilità di successo di un eventuale procedimento o ancora della possibilità di ricorsi. Sulla base di tutto ciò dovrebbero poi essere i funzionari a prendere le decisioni operative. Nel momento in cui vengono utilizzate le informazioni dell’Archivio dei rapporti finanziari inoltre, i dati dei contribuenti sono pseudonimizzati, ovvero sostituiti con codici fittizi, per proteggere la privacy di chi poi non viene sottoposto a controlli fiscali. È stato anche detto che l’Anonimometro non è completamente automatizzato e che i funzionari possono intervenire in qualsiasi momento durante il processo di analisi.

Con i controlli si partirà dai dati relativi al 2017 individuando, come spiegato dallo stesso Ruffini, «i soggetti che avevano grandi movimentazioni sui propri conti correnti ma non hanno presentato la dichiarazione dei redditi». 

 

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