Gioco
Carburante, i cartelli del governo Meloni fanno flop. I prezzi continuano ad aumentare
Nonostante l’obbligo imposto dal governo, in autostrada la benzina costa più di 2 euro. Stefanelli (Faib): «Non escludo che alcune compagnie si approfittino della situazione»
Puntuale come il Ferragosto, arriva ogni anno la polemica sui prezzi dei carburanti che aumentano proprio in corrispondenza dell’esodo vacanziero. E per il 2023 si innesta su questa un altro motivo di discussione, nato dall’obbligo imposto dal governo ai benzinai di esporre dal primo agosto un cartello con i prezzi medi regionali.
Pare non serva però a nulla, visto che i prezzi sono saliti da quando i gestori lo mettono in bella vista vicino a quelli praticati alla loro pompa. Il basso livello di competizione sui prezzi è rimasto tale, tutti sanno cosa fanno i concorrenti e si adeguano alla media. Tra i distributori monitorati nei giorni scorsi da Federconsumatori a Modena, ad esempio, è fortissimo l’appiattimento nella fascia tra un più 0,05 centesimi e un meno 0,05 centesimi rispetto al prezzo regionale.
Una fascia dove si colloca ben l’80% degli impianti di carburante. «Abbiamo espresso il nostro disaccordo in varie sedi con la scelta del governo di imporre i cartelli con i prezzi medi regionali ma non è servito», sottolinea Andrea Stefanelli, vicesegretario nazionale della Faib, aderente a Confesercenti, associazione di categoria dei benzinai. «Mi risulta – continua – siano già state fatte verifiche ma non sono ancora state elevate sanzioni in merito al rispetto di questa norma di legge, che aumenta i tanti adempimenti dei gestori. Adesso stanno arrivando anche cartelloni elettronici modificabili da remoto, all’inizio dovevamo usare i pennarelli per farli in casa. Il governo voleva poi sanzionare chi, anche nei giorni di chiusura o in quelli di ferie, non aggiornava i cartelli. Ora per fortuna non è più così».
In autostrada si arriva oggi a superare i due euro al litro per la benzina: prezzi alti per i carburanti vogliono dire maggiori costi di trasporto delle merci (pensiamo alla frutta e alla verdura) e dunque inflazione. Una spirale senza fine. «Non posso escludere che le compagnie petrolifere stiano facendo speculazione in questo periodo, certamente non la fanno i singoli gestori. D’altronde il prezzo è libero e ci sono anche aziende non legate alle compagnie sul mercato. Pare ci sia in preparazione un disegno di legge che riordina il settore, dove esiste anche una illegalità contrattuale – conclude Stefanelli – che coinvolge gli operatori degli impianti».
Il prezzo medio della benzina praticato il 10 agosto 2023 in Italia (dati Lab 24-Il Sole 24 Ore) è stato di 1,934 euro al litro, in crescita rispetto al giorno precedente. La provincia dove il prezzo medio è risultata più elevato è Nuoro (1,982), seguita da Crotone e Imperia. È invece a Ascoli Piceno (1,897) che il prezzo medio giornaliero è più basso, poi vengono Ancona e Macerata. Il prezzo medio settimanale nazionale rilevato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (1-7 agosto) è di 1,929 euro al litro, in crescita rispetto alla settimana precedente.
Il prezzo medio del gasolio praticato sempre il 10 agosto in Italia è stato invece di 1,820 euro al litro, in crescita rispetto al giorno precedente. La provincia dove il prezzo medio è più elevato è sempre Nuoro (1,875), seguita da Imperia e Verbania. Ed è sempre Ascoli-Piceno (1,785) quella dove il prezzo medio giornaliero è più basso, poi vengono Padova e Ancona. Il prezzo medio settimanale nazionale del gasolio rilevato dal ministero è di 1,796 euro al litro, in crescita rispetto alla settimana precedente. Parliamo sempre di prezzi praticati agli impianti self service.
E in Emilia Romagna e in Toscana? In provincia di Reggio Emilia la stazione di servizio più a buon mercato il 7 agosto è quella con insegna Api-Ip di Cavriago (1,819 euro al litro), mentre per il gasolio (al 10 agosto) la spunta la “pompa bianca” (distributori di carburanti indipendenti) di piazza Martiri di Tien an men in città (1,758 euro al litro).
Nel ferrarese la San Marco petroli di Pomposa di Codigoro indica 1,819 per la benzina mentre a 1,669 la stessa spicca nella classifica provinciale per il gasolio. A Modena le due aree di servizio più a buon mercato e a pari merito risultavano quella del Conad di Baggiovara e l’impianto di AF petroli, poco distante, dove un litro di benzina costava all’ultima rilevazione 1,858 euro e uno di gasolio 1,758.
In provincia di Livorno a Collesalvetti la benzina infine risulta la meno cara della provincia (1,682 euro all’area Tamoil il 7 agosto) mentre per fare gasolio è meglio andare al distributore Conad di Campiglia Marittima (1,748 euro). Prezzi alti? Se controlliamo il prezzo medio settimanale rilevato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, appare evidente come il massimo storico sia stato toccato nella prima parte di marzo 2022: in quel periodo la benzina ha toccato in media 2,184 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 2,154 euro. Poi il calo, dovuto al temporaneo taglio delle accise deciso dal governo il 22 marzo dell’anno scorso e più volte prorogato, per poi essere sospeso a inizio 2023.
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