Sicurezza
I signor Nessuno che aspirano all’eterno
Lasciare traccia del proprio passaggio è come tentare di uscire dall’anonimato
Non è la prima volta che succede una cosa simile, ed è necessario che gli autori vengano denunciati e sanzionati.
Ma c’è qualcosa, in questi gesti sconsiderati – poiché danneggiano patrimoni di valore inestimabile – che vale la pena di essere analizzato, perché chi incide il proprio nome su un monumento storico non compie solo un reato, ma esprime una pulsione psichica che è più profonda di quanto possa sembrare. Di fronte ai monumenti storici o artistici, infatti, può capitare di sentir crescere in sé il tarlo della frustrazione dell’anonimato, un’angoscia per la propria “piccolezza”. Questa sensazione di non essere “nessuno” – “in realtà nessuno è realmente “nessuno” – può suscitare un impulso a incidere il proprio nome su qualcosa che è storico, immortale, “eterno”. E questo dà, per qualche secondo, l’illusione di essere parte di quell’immortalità.
Il mondo è pieno di persone che non rimarranno nella Storia; e anche i più persuasi, i più rassegnati all’anonimato, alla “normalità”, sentono talvolta il bisogno – come un raptus – di dire “ci sono anch’io”, “esisto anch’io”, “anch’io vorrei non essere dimenticato”. E proprio in quei momenti, con una specie di ebbrezza, si possono compiere gesti come quelli della ragazza francese. Ovviamente sono gesti insensati, inutili, dannosi. Ma noi esseri umani abbiamo reazioni strane, di fronte ai monumenti storici o alle opere d’arte, perché in quei momenti può capitare di sentire in maniera opprimente la nostra piccolezza e la nostra “insignificanza”. Ecco, dunque, che possono emergere voci intrusive che ci dicono di lasciare una traccia in quell’eternità che non ci appartiene.
Chi ha dimestichezza con il patrimonio storico e artistico sa bene che è da millenni che le persone tendono a incidere il proprio nome su luoghi sacri o solenni. In questi sfregi, però, c’è paradossalmente qualcosa di commovente, e la cosa commovente è che non è facile accettare di non essere contemplati dalla Storia, di non essere “nessuno”, che non si sarà mai ricordati per qualcosa di grande. Questo è un horror vacui che può annebbiare la mente, e che può portare a non rispettare opere di valore inestimabile. Quindi è giusto che la ragazza francese sia stata denunciata e sanzionata, ma non dimentichiamoci mai che la grandezza del nostro patrimonio artistico e storico può suscitare reazioni stranianti, mettere in crisi, scatenare ribellioni assurde per una condizione di “piccolezza” e di anonimato.
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