La Toscana protesta per i tagli al Pnrr: bersagliata la sanità (ma non solo)
Eugenio Giani: «Coi fondi alternativi ho finanziato l’ospedale di Livorno». Dall’erosione costiera tolti 96 milioni di euro
Eugenio Giani ascolta tutti alla Conferenza dei presidenti delle Regioni, convocata ieri mattina d’urgenza. Il governo ha appena tagliato 16 miliardi dal Pnrr e le Regioni sono in fibrillazione. Alla Toscana toglie oltre 1 miliardo su 6 e mezzo circa: cancella il progetto contro l’erosione delle sue coste (96 milioni) ; cancella i progetti sulle sue piste ciclabili; cancella una ventina di case della salute. Metterebbe a rischio anche il nuovo ospedale di Livorno, se la Regione non avesse già finanziato i 195 milioni per i lavori al di fuori del Pnrr.
Destra imbarazzata
Si prepara una catastrofe, pensa Giani mentre ascolta il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimo Fedriga, sollecitare (come presidente della Conferenza della Regioni) un incontro con il ministro Raffaele Fitto che ha rimesso in discussione il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Poi parla. È un governatore di centrosinistra, uno dei quattro rimasti in Italia (oltre al collega autonomista-progressista della Valle d’Aosta). Non è «imbarazzato» come i colleghi di centrodestra che hanno bisogno dei fondi tagliati ma non possono andare addosso al governo. E attacca: «La Toscana è una regione tartassata dai tagli decisi sul Pnrr. Non è vero che i fondi tagliati ci verranno restituiti con altre fonti di finanziamento come sostiene il governo. A domande precise il ministro Fitto non sa rispondere. O dà risposte inesatte».
Opere non rifinanziabili
Giani non si ferma alle parole. Cita alcuni esempi concreti di opere che non sono ri-finanziabili con altre fonti. E parte proprio dal settore più delicato (colpito): quello della sanità. «Secondo quanto ci comunica il governo in un documento del 27 luglio, a livello nazionale si taglia circa un terzo di interventi: si passa da 1.350 interventi finanziati a 936 (414 opere tagliate, – 30, 7%). In Toscana questo passaggio ci costa, circa 20 Case di Comunità su 77 previste; gli ospedali di comunità a livello nazionale erano 400 e diventano 304: noi ne avevamo previsti 23, 7 o 8 andranno perduti. Ma non sappiamo quali, perché non ci è stato fornito un elenco dal governo. Le Centrali operative territoriali (Cot), in Italia, passano da 600 a 524: in Toscana da 37 diventeranno 30. Su tutte queste opere la progettazione stava diventando definitiva». Infatti, per non perdere i fondi Pnrr le opere devono essere appaltate e concluse entro dicembre 2026. «Ora il governo – riprende Giani – ci viene a dire di non preoccuparci perché troveranno altre risorse per finanziare i progetti usciti dal Pnrr. Ma quali? Ci parlano del Fondo (europeo) per lo Sviluppo e la coesione che noi abbiamo già impegnato, come avevamo già tutto assegnato il Pnrr. Allora Fitto ci propone di ri-finanziare le opere che escono dal Pnrr con l’articolo 20 (della legge 67 del 1988 sull’edilizia socio-sanitaria). Ma anche quello per noi è già impegnato: con i 195 milioni per il nuovo ospedale di Livorno».
195 milioni intoccabili
Giani, infatti, con il sindaco do di Livorno, Luca Salvetti, ha preso una decisione consapevole quando ha tenuto fuori il nuovo ospedale di Livorno dal Pnrr: «La progettazione dell’opera – spiega Giani – era indietro. Siamo ora alla scelta del progetto vincitore che e deve essere selezionato dall’amministrazione comunale. Dopo di che deve essere trasformato in progetto definitivo, poi esecutivo e messo a gara. Si pensa che il cantiere non sarà chiuso prima del 2028. Due anni dopo la scadenza di legge per la rendicontazione dei cantieri Pnrr. Ora il governo mi chiede di finanziare opere sanitarie con i fondi dell’articolo 20 che ho già impegnato per l’ospedale di Livorno? Io da quel capitolo di spesa i fondi stanziati per Livorno non li toglierò mai».
L’attacco di Fdi
Così Giani si trova con 150 milioni in meno per la sanità di territorio che dovrebbe garantire la vera assistenza (al di fuori dell’ospedale) nei prossimi anni. I consiglieri regionali di Fdi, però, sfidano il governatore toscano a fornire un elenco delle opere che sarebbero tagliate. «Inoltre – scrive il gruppo consiliare di Fdi – ricordiamo che il ministro Fitto ha già fatto sapere che il governo si impegnerà a trovare ulteriori fonti di finanziamento per i progetti che potrebbero trovarsi senza copertura. Il governatore anziché parlare a vanvera dovrebbe dirci se sta pensando al modo di far funzionare le case di comunità e tutti gli altri progetti che saranno finanziati dal Pnrr. Non è che corriamo il rischio che queste strutture restino cattedrali nel deserto perché nessuno ha pensato a come gestirle? ».
Tagli totali
La risposta arriva, oltre che da Giani, da Fedriga che ammette la necessità di trovare finanziamenti alternativi per i tagli al Pnrr. Fedriga riscontra la disponibilità di Fitto a incontrarsi ed elenca le fonti di finanziamento che il ministro ha già suggerito e che Giani, invece, contesta. Ricordando che ci sono capitoli interi di spesa «definianziati» nel Pnrr. Ad esempio la ciclovia del Sole, quella dell’Arno, la ciclopista del Tirreno. «E il progetto pilota contro l’erosione della costa, da 96 milioni, che interessa 5 province. Ma non il governo – conclude Giani – che con i 16 miliardi vuole finanziare progetti di Enel, Terna e altri colossi a discapito delle Regioni e dei territori. Noi quei soldi non li rivedremo mai».
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