Sicurezza
Pochi docenti da assumere in Toscana: restano vuote 1.600 cattedre
Secondo le stime, sarà necessario reclutare oltre ventimila precari. Oltre una cattedra su tre vuota, in pratica, non verrà assegnata e sarà coperta dai supplenti
FIRENZE. Le cattedre ci sono, i docenti no. O meglio, gli insegnanti ci sarebbero per coprire tutte le cattedre destinate a rimanere vacanti, ma con le graduatorie a esaurimento (Gae) prosciugate e quelle degli ultimi concorsi quasi vuote, sarà ancora una volta la corsa alla supplenza a garantire il suono della prima campanella e ad assicurare lo svolgimento dell’anno scolastico.
I numeri
Perché su 4.154 immissioni in ruolo autorizzate dal ministero, a fronte di oltre cinquemila cattedre vuote, sono stati reclutati con un contratto a tempo indeterminato “appena” 2.500 docenti che andranno ad occupare parte dei posti che a seguito dei pensionamenti e delle procedure di mobilità si sono liberati nelle scuole di ogni ordine e grado toscane, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. Oltre 1.600 cattedre resteranno scoperte. Oltre una su tre, in pratica, non verrà assegnata e sarà coperta dai supplenti, chiamati per l’ennesimo anno scolastico a far fronte a quella che i sindacati non definiscono più «un’emergenza, ma un fattore strutturale». «Perché – dicono – le criticità nell’assegnazione dei ruoli permangono e continuano ad alimentare il precariato». Un numero, quelle delle disponibilità di docenti ad assumere il ruolo, «al di sotto delle aspettative» destinato probabilmente a ridursi ulteriormente. Perché, se i «nominabili sono circa 2.500», quelli nominati potrebbero essere addirittura meno a fronte dei possibili e, fisiologici, rifiuti.
Il reclutamento
I sindacati chiedono di aprire un doppio canale di reclutamento. Da una parte attraverso i concorsi, dall’altra stabilizzando i precari con più di tre anni di attività con un esame finale al termine dell’anno di prova. Anche se in realtà un canale per assumere già esiste ed è la prima fascia delle cosiddette Gps (le graduatorie provinciali di supplenza): docenti, cioè, in possesso di un’abilitazione all’insegnamento o della specializzazione per il sostegno. Per loro è arrivata però sola una deroga per il sostegno. «Alle difficoltà riscontrate nelle nomine si aggiungerà il disagio delle assegnazioni delle supplenze – sottolinea Roberto Malzone, segretario della Cisl Scuola della Toscana –: molti candidati rinunceranno perché destinati un po’ all’impazzata in tutte le province. Permangono quindi le stesse criticità degli anni passati ed è paradossale continuare a riscontrare questi grandi problemi nel comparto pubblico e soprattutto nella scuola».
I precari
A risolverle, almeno in parte, saranno ancora una volta i precari. Oltre 1.600 da reclutare per coprire posti disponibili per l’intero anno scolastico, un esercito di supplenti per completare un puzzle che ogni anno diventa sempre più complicato da perfezionare. Secondo le stime saranno almeno ventimila quelli che saranno “reclutati” per garantire lezioni e attività scolastiche. Almeno il 40% del personale che siederà dietro le cattedre sarà precario. E i precari occuperanno soprattutto i posti di sostegno (solo in parte saranno “riempiti” con le chiamate dalla prima fascia delle Gps), personale però privo delle necessarie specializzazioni richieste. Questo anche a causa dei pochi posti nei corsi di specializzazione per le attività di sostegno aperti dalle Università per conseguire i titoli richiesti. Secondo le previsioni delle organizzazioni dei lavoratori, il 61% dei precari sarà chiamato a colmare parte dei 18mila posti di sostegno in organico in Toscana. Ciò a fronte di un numero di abilitazioni messo a disposizione dalle Università, il cosiddetto Tfa (Tirocinio formativo attivo) sensibilmente inferiore rispetto alla richiesta. «Avere anticipato a luglio le immissioni in ruolo e le procedure legate alle Gps permetterà di avere un quadro della situazione con anticipo rispetto agli anni scorsi – sottolinea Pasquale Cuomo, segretario regionale della Flc-Cgil della Toscana – ma farlo negli stessi giorni e nelle stesse settimane ha provocato numerosi disagi e soprattutto confusione, complicando tutto l’iter. Sarà in ogni caso un altro anno scolastico, il prossimo, all’insegna della precarietà e di un’emergenza diventata ormai strutturale».
La carenza di studenti
Ma se migliaia di cattedre rischiano di rimanere vacanti, vuoti resteranno anche migliaia di banchi. Perché la scuola toscana continua a spopolarsi. Sono 452.857 gli studenti iscritti al prossimo anno scolastico, circa quattromila in meno rispetto a quello che si è concluso qualche settimana fa. Un’emergenza nell’emergenza, quello dello spopolamento, che anno dopo anno continua a “svuotare” la scuola.
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