Sicurezza
Le ditte vogliono tecnici specializzati le scuole professionali non li formano
Allarme lanciato da Cna Industria che si unisce alle piccole e medie imprese
Un’avventura continua alla ricerca di personale. Oramai da tempo parliamo della complessa ricerca da parte delle piccole e medie imprese di forza lavoro, in particolare di tecnici specializzati. Al coro delle ditte i n cerca di dipendenti si aggiunge Cna Industria che chiede aiuto e sostegno anche a livello nazionale.
A confermare le necessità di trovare tecnici specializzati è Argeo Bartolomei presidente del raggruppamento di interesse Cna Industria Toscana: «Ogni giorno ricevo dalle due alle tre telefonate di colleghi che chiedono aiuto per trovare personale – spiega – soprattutto tecnici specializzati. Io, purtroppo, non ho alcuna possibilità di aiutarli perché è difficilissimo reperirli».
Sono numerose le cause di questa situazione ed è difficile dare soluzioni almeno nell’immediato. Le analisi per capire meglio il quadro hanno portato a risultati chiari. Il primo problema sono i numeri, se così si può sintetizzare: «Gli istituti professionali e gli istituti tecnici, non formano giovani in numero sufficiente per coprire le necessità – spiega Bartolomei – anche perché sempre meno ragazzi scelgono questo tipo di percorso scolastico che, sicuramente, deve essere rivalutato».
Se non si troverà soluzione rapida partendo dalla formazione di tecnici specializzati – insiste Cna – la situazione peggiorerà ancora con grave danno anche per l’economia toscana e italiana». Se si continuerà così le piccole e medie imprese rischieranno di chiudere perché non si riuscirà neppure a sostituire il personale che va in pensione. Inoltre, anche sostituire i titolari delle aziende quando anche essi arriveranno a terminare la loro attività – chiarisce Argeo Batolomei sarà impossibile non essendoci professionisti formati a sufficienza–. Le conseguenze di tutto ciò forse sul momento non sono percepibili, ma sarà coinvolto tutto il sistema economico e produttivo della nostra regione che si fonda proprio sulla piccola e media impresa». In sostanza, senza ricambio generazionale, le piccole e medie imprese sono destinate a chiudere e un intero tessuto produttivo è destinato a scomparire.
A questo si aggiunge un ulteriore problema legato alle competenze dei giovani che escono dagli istituti tecnici e professionali: «Non sempre – prosegue Bartolomei – quando i ragazzi terminano gli studi tecnici hanno le conoscenze necessarie per entrare nelle aziende. Oltre a quelle che potremmo definire classiche, ci sono quelle legate alla digitalizzazione. Abbiamo bisogno di addetti che possano partire dal creare un progetto, realizzarlo, fino a produrre tutta la documentazione legata alla fine del processo produttivo».
Il mercato del lavoro è complicato, c’è poco personale specializzato mentre tante sono le richieste di manodopera e tecnici qualificati. «Penso che in questo senso – prosegue Bartolomei – sarebbero necessarie agevolazioni per le piccole imprese, un sostegno per fare in modo che possano essere più “appetibili” e competitive sul mercato del lavoro».
È necessario trovare velocemente soluzioni e sostegni per impedire che si arrivi a gravi problemi sociali nei territori, secondo Cna. «Bisogna anche evitare – evidenzia Bartolomei – che per i tecnici specializzati diventi più allettante trasferirsi all’estero, magari pensando a meccanismi di premialità a chi forma e aumenta le competenze del personale, perché ciò mantiene un patrimonio che potremmo definire sociale».
Per il lungo periodo sarà necessaria una strategia a livello nazionale, dunque, ribadisce Cna Industria. «Quello che serve è rendere più in linea con i tempi gli istituti tecnici e professionali e soprattutto – conclude Bartolomei – potenziare gli Its, i corsi di istruzione tecnica superiore per creare una risposta adeguata alle nostre necessità».
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