Il Tirreno

Toscana

Sul palco a Calambrone

Giani tra annunci e attacchi: Manager nella sanità, pedaggio in Fi-Pi-Li e gli aeroporti

di Tommaso Silvi

	Da sinistra il giornalista Massimo Marini, il presidente della Regione Eugenio Giani e il direttore de Il Tirreno, Luciano Tancredi, sul palco di Eliopoli a Calambrone (Foto di Fabio Muzzi)
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Da sinistra il giornalista Massimo Marini, il presidente della Regione Eugenio Giani e il direttore de Il Tirreno, Luciano Tancredi, sul palco di Eliopoli a Calambrone (Foto di Fabio Muzzi)

Il presidente della Regione intervistato dal direttore de Il Tirreno, Luciano Tancredi, nell’evento della rassegna Eliopoli. Tanti i temi affrontati. Non sono mancate le prese di posizione: dalla questione migranti al caos nel comitato per le celebrazioni pucciniane

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CALAMBRONE (PISA). «La Toscana va vissuta, sono sempre in giro per vivere questa regione. Vedo tanta gente, un bel pubblico e mi fa davvero piacere». Con queste parole Eugenio Giani ha aperto l’evento al Calambrone, in provincia di Pisa, nell’ambito della rassegna Eliopoli, nella serata di giovedì 20 luglio. Il presidente della Regione è stato intervistato sul palco da Massimo Marini e dal direttore de Il Tirreno, Luciano Tancredi. Sanità, Fi-Pi-Li, Darsena Europa, aeroporti, ma anche le polemiche legate al comitato per le celebrazioni pucciniane. Il governatore ha toccato vari temi, prendendo anche posizioni nette.

MIGRANTI: GLI SBARCHI IN TOSCANA

Giani ha iniziato affrontando la “questione” degli sbarchi di migranti in Toscana – l’ultimo in ordine di tempo quello di giovedì 20 luglio a Livorno - sottolineando «l’organizzazione di tutte quelle persone che assistono le donne e gli uomini che sbarcano in Toscana, che compete alla Regione». Poi una stoccata al Governo: «Far arrivare le navi in vari porti d’Italia non è una decisione funzionale, ma ci è stato detto che non è stato possibile fare altrimenti», ha detto Giani, che poi ha precisato: «Non voglio fare polemica, ma ribadisco che le scelte della maggioranza che governa il Paese non mi sembrano funzionali. Anche e soprattutto per il fatto che si costringono persone reduci da atroci sofferenze a girare per mare per due-tre giorni in più rispetto a quanto hanno già affrontato durante la traversata solo perché devono sbarcare in un porto più lontano rispetto a quello al quale avrebbero potuto accedere in prima battuta». Il presidente della Regione ha sintetizzato dicendo: «Ho la sensazione che si cerchino in tutti i modi le novità, ma si fa peggio delle prime soluzioni».

SANITA’

La sanità in Toscana. Un tema vasto, che nel dialogo con Massimo Marini e il direttore del Tirreno, Luciano Tancredi, Giani ha analizzato a fondo sul palco di Eliopoli. «Dobbiamo partire dalla considerazione che la richiesta di prestazioni diagnostiche e ambulatoriali in Toscana è aumentata del 30% dopo la fase Covid. La gente si rivolge agli ospedali per svolgere visite e controlli che aveva rimandato durante la pandemia», ha spiegato Giani, che poi ha parlato anche di quella che lui definisce la «medicina di difesa. Ovvero quel meccanismo che porta i medici di base a prescrivere molti esami e molte visite per la paura che i pazienti, nel caso di problemi di salute, li tirino in ballo portandoli in tribunale». Il presidente della Regione successivamente ha ripreso l’inchiesta pubblicata sul «Fatto Quotidiano, non certo un giornale che fa sconti o che ama la parte politica a cui appartengo. Dal monitoraggio pubblicato a livello nazionale emerge come la Toscana sia l’unica regione d’Italia risalita dell’1,44% nell’offerta delle prestazioni rispetto al pre-pandemia». Poi l’annuncio: «Nomineremo nove figure nel ruolo di manager delle aziende sanitarie toscane, che avranno il compito di studiare concretamente gli accorgimenti organizzativi necessari per abbattere le liste di attesa». E quando gli è stato chiesto se la mancanza di medici sia un problema reale, Giani ha risposto senza giri di parole: «A mio giudizio è sbagliato che questo Paese ancora abbia il numero chiuso nella facoltà di medicina. Appena facciamo i concorsi per l’ingresso di nuovi medici nella sanità toscana, le liste vanno esaurite. Col sistema del numero chiuso si seleziona un numero ristretto di medici. Una dinamica che porta i professionisti a scegliere le destinazioni a loro più congeniali, evitando quelle aree periferiche della Toscana che infatti sono le prime a soffrire la mancanza di medici». Altro aspetto affrontato da Giani quello dei tagli alla sanità, che il governatore ha definito «continui da parte del Governo. La Toscana è una delle poche regioni che resiste, ma con un sacrificio enorme. Solo quest’anno abbiamo speso 237 milioni per pareggiare il bilancio regionale della sanità. Il nostro sistema sanitario è un colosso. Abbiamo 57mila dipendenti a tempo indeterminato. Se contiamo il settore allargato, considerando per esempio anche le residenze sanitarie assistenziali che servono 13mila anziani in Toscana, alle quali destiniamo 54 euro al giorno per ogni ospite nella struttura, arriviamo a quasi 100mila persone. Ogni anno inoltre – ha ricordato Giani – la Regione dà 106 milioni ai volontari sanitari. Figure fondamentali, che ringrazio perché ci garantiscono il sistema di emergenza urgenza. In Toscana abbiamo 45 ospedali, più di 200 presidi sanitari. Lo Stato destina 126 miliardi alla sanità, per la pubblica amministrazione ne mette 500. Se arrivassimo a investire in ambito sanitario almeno il 7% delle risorse, ovvero 150 miliardi, a livello nazionale, – vale a dire la soglia che l’organizzazione mondiale della sanità indica come livello di Paese virtuoso - si risolverebbero molti problemi anche in Toscana». Quindi, Giani ha illustrato le tappe per la realizzazione del nuovo maxi complesso sanitario nell’area dell’ospedale di Cisanello. «Lo considero l’intervento più importante in Toscana. Il nuovo ospedale di Pisa diventerà pari o addirittura superiore a quello di Careggi, a Firenze, che è considerato l’ospedale più importante del centro Italia. I tempi del completamento dei lavori non sono prevedibili perché nel project financing stilato prima del mio arrivo alla presidenza della Regione, è stata prevista la vendita degli edifici del vecchio ospedale Santa Chiara. Quindi se vengono venduti velocemente finiamo il nuovo ospedale di Cisanello, sennò i tempi saranno più lunghi. Il corpo centrale, comunque, sarà completato perché lo garantisce la Regione».

FI-PI-LI

Il direttore del Tirreno, Luciano Tancredi, ha chiesto a Giani il punto della situazione sulla Firenze-Pisa-Livorno, la grande arteria costellata di criticità che ogni giorno è causa di disagi per migliaia di automobilisti toscani. «Alla mia elezione da presidente mi sono trovato una Fi-Pi-Li in una situazione da collasso. Stiamo parlando di una strada di grande comunicazione realizzata con rapidità ormai più di 30 anni fa, con l’obiettivo di essere completata con l’inizio dei mondiali del 1990. Quindi è stata realizzata in fretta e furia. Lo vediamo, è troppo stretta, le curve sono disegnate in modo non ottimale e causano incidenti, che a loro volta generano file e incolonnamenti. Inoltre – ha proseguito Giani – si registra l’assenza di corsie emergenza, che impone la riduzione delle corsie di marcia ogni volta che si devono svolgere lavori di manutenzione». Il governatore ha poi spiegato come in alcuni tratti della Fi-Pi-Li sia necessaria la realizzazione della «terza corsia, oltre alla corsia di emergenza. Penso per esempio al tratto che da Pontedera arriva fino alla biforcazione Pisa-Livorno, un segmento che credo debba essere realizzato con priorità». Sul sistema di gestione della Fi-Pi-Li, Giani ha spiegato: «La Regione ha delegato le province, Firenze, Pisa e Livorno, alla manutenzione. Con la possibilità di attingere dai fondi degli autovelox, che lungo la Fi-Pi-Li sono 11 e generano 15-16 milioni di entrate all’anno. Chiaramente non assicurano la totale manutenzione – ha proseguito Giani – perché le province, comprensibilmente visto le enormi difficoltà che devono affrontare, utilizzano le risorse anche per altre attività». Da qui la spiegazione di quella che è l’intenzione della Regione, che ha già mosso passi importanti verso la concretizzazione. «Vogliamo formare la Toscana Strade Spa – ha detto Giani - perché sarebbe in grado di svolgere la manutenzione programmandola, di notte, senza dare fastidio agli automobilisti. A quel punto 7-8 milioni arriverebbero dagli autovelox, perché la metà degli incassi li terremmo noi come Regione, e 15-18 dal pedaggio dei mezzi pesanti. La Firenze Mare è a pagamento, e così, solo per i mezzi pesanti, deve essere anche la Fi-Pi-Li. Si tratta di un fatto di giustizia, dato che proprio i mezzi pesanti sono la prima causa di buche e avvallamento sulla sede stradale».

AEROPORTI PISA E FIRENZE

Giani ha inoltre illustrato le sue convinzioni e le sue idee sul futuro degli scali aeroportuali di Pisa e Firenze. «Pisa deve avere la possibilità di svolgere quanto prima i lavori per la realizzazione dell’aerostazione da 60 milioni che assicura i voli intercontinentali. A Firenze – invece - la pista deve essere più compatibile e sicura, oggi è di fatto una spada sulla piana fiorentina. Nel progetto che abbiamo depositato al ministero il 9 giugno c’è una pista che non ha più il cono di volo su 50mila abitanti, come quella attuale, ma che “piega” sugli stagni di Focognano, con meno di mille residenti compresi nel cono di volo. Da 1.650 metri la pista deve essere portata a 2.200 metri, così da evitare rapide accelerazioni da parte degli aerei e consentire maggiore sicurezza ai piloti e ai passeggeri».

INTERPORTO DI LIVORNO

Sui 300 milioni tolti dal Governo e in origine destinati all’interporto di Livorno – in particolare al piano per il collegamento ferroviario -, Giani ha detto: «Ci è stato riferito che non essendoci il progetto pronto hanno deciso di toglierli, ma ce li ridaranno l’anno prossimo. Di sicuro la strada ferrata per separare i viaggiatori dalle merci è un’opera fondamentale, ci abbiamo messo 20 milioni, 7 invece ce li ha messi Rete Ferroviaria Italiana. Se il Governo l’anno prossimo non ci ridarà i 300 milioni che ci ha tolto, la nostra contestazione sarà forte. Non è stato bello vederci togliere i fondi così».

DARSENA EUROPA

Sulla Darsena Europa Giani dal palco di Eliopoli ha spiegato che «è un‘opera sulla quale la Regione ha creduto, mettendo 240 milioni per la realizzazione. Credo che sia una rivoluzione. Riuscire a portare il pescaggio del porto di Livorno dai 12 metri attuali ai 20 metri significa avere la possibilità di attrarre navi di grande portata. Abbiamo già vissuto la posa della piastra iniziale propedeutica alla costruzione della banchina. Stiamo sviluppando la conferenza dei servizi per ottenere il via libera alla partenza dei lavori».

500 MILIONI PER LE IMPRESE

Giani si è soffermato anche sul momento di difficoltà che stanno vivendo molte realtà produttive del Paese e della Toscana. Uno scenario sicuramente non migliore di quello relativo alle famiglie, sempre più in difficoltà a causa di inflazione e caro prezzi. «Abbiamo raddoppiato i fondi sociali europei. Siamo pronti ad assicurare 517 milioni alle imprese toscane», ha annunciato il governatore. 

PUCCINI E POLEMICHE

Tra le domande del direttore Luciano Tancredi al presidente della Regione, Eugenio Giani, c’è stata anche quella sul momento turbolento del comitato promotore delle celebrazioni pucciniane, al cui tavolo siede per regolamento anche un esponente della Regione. L’ex direttore – licenziato nei giorni scorsi -, Alberto Veronesi, è al centro della polemica per aver diretto l’orchestra bendato in segno di protesta durante la Bohème. «Il comitato è stato istituito con legge nazionale ai tempi del governo Draghi. Il direttore Veronesi – ha dichiarato Giani - ha guidato il comitato in modo insoddisfacente. Quello che ha fatto alla prima della Bohème è un atto per la ricerca della visibilità. Ha protestato così perché la sceneggiatura era quella del 1968 anziché quella risalente ai tempi di Puccini. Veronesi ha fatto una bravata per attirare interesse, ma un personaggio come Puccini richiede serietà e senso di rispetto. La Regione ha un posto nel comitato, ma ha poca voce in capitolo».

POLITICA NAZIONALE

Un passaggio sulla politica nazionale non poteva mancare da parte del presidente della Regione. Sull’avanzata del centrodestra- che lui ha definito «destra» -, a livello nazionale e locale, Giani ha detto che «deve essere uno stimolo per il centrosinistra a migliorare. Il centrodestra arriva unito alle elezioni e poi si sfalda una volta ottenuti i voti, dando vita a una serie di frizioni». Sulla questione Renzi e l’alleanza tra Italia Viva e Azione, e le possibili ripercussioni sulla maggioranza in consiglio regionale, il governatore ha tagliato corto: «Calenda? Non mi fa paura».

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