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L’industria supera la manifattura nella ripartenza post pandemia

L’industria supera la manifattura nella ripartenza post pandemia

Intesa San Paolo fotografa l’andamento nazionale dei distretti

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I distretti industriali crescono più del manifatturiero. Lo dicono i dati economici del 2022 trainati dal boom dell’export. Il focus sul rimbalzo post pandemico nell’Italia dei distretti è nel rapporto “Economia e Finanza dei Distretti Industriali 2022” di Intesa Sanpaolo, giunto alla sua 15esima edizione. A presentarlo il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, il Chief Economist Gregorio De Felice e il responsabile della Ricerca Industry & Banking Fabrizio Guelpa. Nel 2022 le imprese dei distretti registrano una dinamica del fatturato di +16, 7%, migliore rispetto al complesso del manifatturiero. Per il 2023-24 viene stimata una crescita nominale del fatturato ancora superiore al manifatturiero (+3, 3% vs +0, 9%), in un contesto di prezzi alla produzione pressoché invariati.

E si segnala anche il record di esportazioni, che toccano i 153 miliardi. Il rapporto illustra la velocità del recupero dei distretti dopo il crollo del 2020. Inoltre descrive le azioni adottate per contrastare i rincari dell’energia e quantifica gli effetti della crisi energetica sulla marginalità delle imprese. Il rapporto si sofferma infine sulle priorità: un mix combinato di tecnologia, innovazione e capitale umano, che sono tra gli elementi chiave per ritornare a crescere nel 2024, quando la domanda si riprenderà. L’analisi dei bilanci di più di 90mila imprese evidenzia il recupero post-pandemico di 22. 302 imprese appartenenti a 159 distretti industriali, nel confronto con 68. 377 imprese non distrettuali specializzate nelle produzioni distrettuali.

Emerge una migliore dinamica delle imprese distrettuali, che in termini mediani già nel 2021 hanno registrato un fatturato del 5,2% superiore ai livelli del 2019, due punti percentuali in più rispetto alle aree non distrettuali. Anche la redditività si è rafforzata: l’EBITDA margin nei distretti è salito al 7,7%, tre decimi di punto in più rispetto al 2019. Una resilienza e flessibilità, quella dei distretti del Belpaese, che il presidente di Ca’de Sass Gros-Poietro sintetizza così: «Le imprese dei distretti industriali hanno dimostrato di essere capaci di rimbalzare benissimo dalla pandemia e di sopravvivere anche a questa guerra, che ha causato uno sconvolgimento dei flussi di rifornimento, l’aumento del costo dell’energia e di altri elementi fondamentali per la produzione». E poi c’è stata la capacità di reagire alla crisi energetica. Il Chief Economist di Intesa Sanpaolo De Felice spiega come: “Ci sono nei distretti industriali già molte imprese attive nell’autoproduzione di energia: per un quarto la bolletta energetica pagata alle utilities è scesa tra il 2019 e il 2022”. Lo scenario macroeconomico merita grande attenzione. Il monito arriva da Gros-Pietro: «È il momento di cominciare la manovra, di considerare la necessità di graduare questa lotta all’inflazione attraverso la restrizione monetaria, perché c’è anche il rischio di una manovra eccessiva che poi crei una deflazione, e anche la deflazione che è difficile da fermare». «C’è un rallentamento – avverte il presidente di Intesa -, un rallentamento temporaneo, io credo anche breve, causato dalla lotta all’inflazione. Le più grandi banche centrali del mondo stanno cercando di impedire che si avvii un processo che si autoalimenta di inflazione. L’augurio è che riescano nella manovra difficile, che è l’atterraggio morbido, però si comincia a vedere il rallentamento dell’inflazione sia negli Usa che in Europa».
 

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