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Arrivata dalla Giordania, grazie al CpI è diventata mediatrice culturale


	Abeer Elmughrabi
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Abeer Elmughrabi

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Abeer Elmughrabi è nata in Kuwait, ma dal 1992 ha vissuto in Giordania, dove ha completato gli studi laureandosi in lingua inglese nel 2001.

È arrivata in Italia nel 2004. Anche

Cosa ha fatto quando è arrivata in Italia?

«Qui ho dato alla luce i miei tre figli nei quattro anni successivi al mio arrivo, per cui ero impegnata nel prendermi cura di loro e della casa».

Quando ti sei avvicinata al mondo del lavoro?

«Nel 2018. I bambini erano cresciuti, avevo più tempo libero e mi sono resa conto di non conoscere molto al di fuori di casa mia. Volevo la mia indipendenza, ma pensavo che le leggi funzionassero come nei paesi arabi. Alla fine sono stati gli agenti della Questura a spiegarmi che sarei dovuta andare al Centro per l’Impiego (CpI) per cercarmi un impiego. Ma avrei preferito che qualcuno me lo avesse spiegato appena sono arrivata».

Cosa ha fatto a quel punto?

«Mi sono recata al CpI, dove ho sostenuto un colloquio nel corso del quale mi hanno chiesto delle mie esperienze di studio e di lavoro, delle mie aspirazioni e della mia disponibilità. Sono stati molto gentili e accoglienti, hanno compreso subito la mia situazione. Il problema è che tutte le mie esperienze risalivano alla Giordania e i miei titoli di studio non potevano essere riconosciuti in Italia; nemmeno la laurea, se non avessi svolto esami integrativi che costano tempo e denaro. Ho dovuto riiniziare il mio percorso di studi con il Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti), e questo giugno ho conseguito la licenza media, a ottobre inizierò il percorso delle superiori. Fin da subito però mi hanno fatto accedere ai corsi Trio di italiano, inglese e dell’Ecdl. Mi hanno anche aiutato ad ottenere la disoccupazione».

E in ambito lavorativo?

«Ad agosto 2021 ho trovato un impiego nel settore delle pulizie, anche se non tramite CpI, per nove ore alla settimana. A questo, da dicembre 2022, si è aggiunto un lavoro che mi è stato proposto direttamente dal CpI. Un impiego come mediatrice culturale per una cooperativa sociale, per gli utenti madrelingua arabi. Si tratta di un impegno non continuativo. Però mi piace molto questo ambito lavorativo e vorrei continuare su questa strada, ottenere un certificato B2 dell’italiano e candidarmi per posizioni lavorative stabili».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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