Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Matrimonio Murgia, Monica Cirinnà: «Sì, è un’istituzione patriarcale: vi spiego perché»

Matrimonio Murgia, Monica Cirinnà: «Sì, è un’istituzione patriarcale: vi spiego perché»

L’intervista alla “madre” della legge sulle unioni civili sulla scelta della scrittrice sarda. E sui limi delle leggi in Italia: «Sessuofobia e mancanza di egualitarismo»

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È stato un matrimonio «controvoglia» quello della scrittrice Michela Murgia con il suo ora marito Lorenzo Terenzi. Murgia ha definito il matrimonio come uno «strumento patriarcale e limitato», che limita le diverse idee di famiglia che si possono avere. Per Monica Cirinnà, ex senatrice già “madre” della legge sulle unioni civili, il matrimonio è «sicuramente patriarcale, perché non è esteso a tutte le persone, ma solo a un uomo e una donna che vogliano sposarsi».

Senatrice, quindi condivide l’opinione di Murgia sul matrimonio?

«Capisco perché si è sposata. Il suo matrimonio è un ulteriore atto di impegno sociale per dire che questo tipo di istituto, così com’è, non è giusto. L’Italia ancora non è un paese civile».

Perché non lo è?

«Se lo fosse ci sarebbe il matrimonio egualitario per tutti, come succede già nel resto d’Europa. Oggi il matrimonio è legato al vecchio concetto di “famiglia naturale”, ed è anche per questo che è uno strumento patriarcale».

Come si può modificare l’istituto del matrimonio?

«Ripeto, basterebbero far sposare anche due persone dello stesso sesso. E andrebbe abolito l’obbligo di fedeltà, perché non esiste in nessun Codice civile dei paesi occidentali avanzati. È uno strumento sessuofobo».

Cosa intende dire?

«Quest’obbligo fa parte della cultura ultracattolica e patriarcale che impone un comportamento sociale che spesso è un comportamento sessuale. Non ci dimentichiamo che le grandi religioni monoteiste sono tutte sessuofobe».

Anche la società italiana è sessuofoba?

«La società italiana non guarda nelle mutande degli altri: gli italiani sono abbastanza rispettosi dei fatti degli altri, al contrario degli esponenti del centrodestra».

Il matrimonio riduce la rappresentazione della famiglia, come dice Murgia?

«La famiglia è il luogo degli affetti e dell’amore, e in questi tempi così terribili è il luogo della protezione e della tutela dalla crudeltà che molto spesso società e politica vogliono imporre, a partire dal pensiero “Dio, patria, famiglia”».

La sua che famiglia è?

«La mia famiglia è composta da me e mio marito. Io sono in relazioni limpidissime con le ex mogli di mio marito. Ho un fratello adottivo che i miei genitori hanno amato tanto quanto me, e amo i figli di mio marito come se fossero figli miei».

In Italia le persone Lgbtqia+ e le famiglie arcobaleno in particolare sono ancora discriminate?

«Basta guardare il rapporto di Ilga Europe (Associazione internazionale di persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex, ndr) per vedere che l’Italia è allineata ai paesi più omofobi. Con questo governo la situazione sta peggiorando».

Come?

«I passi indietro sulle famiglie arcobaleno sono forti. Basti guardare cosa è successo a Padova, dove più di trenta bambini sono diventati orfani per legge, data che è stata cancellata l’iscrizione di una delle due madri per ognuno di loro. Queste famiglie vanno tutelate».

La ministra Roccella ha detto che si preferisce bere lo spritz rispetto a fare figli.

«Non commento le parole della ministra, perché per farlo dovrei impiegare fatica, e preferisco occuparmi d’altro».

Anche l’istituto delle adozioni andrebbe modificato?

«Anch’esso è collegato ad una visione della società che non esiste più: al primo articolo della legge infatti è riportato che possono adottare solo coppie sposate da almeno tre anni. Ma anche i single dovrebbero poter adottare. Anche in questo caso la politica decide di non decidere, dicendo che questi sono temi etici e quindi divisivi».

Non lo sono?

«La legge sull’aborto, quella sul divorzio e anche la legge Basaglia non hanno interrogato le coscienze? Le democrazie migliorano quando sia crea un grande dibattito nel paese. E una volta che c’è stato si deve decidere. Guardi come siamo indietro nel dibattito pubblico: della legge sul fine vita è dal caso Englaro che se ne discute».

Da dopo le unioni civili gli italiani hanno cambiato idea sulle coppie dello stesso sesso?

«Gli italiani hanno cambiato idea: le celebrazioni delle unioni civili sono feste di famiglie e d’amore, uguali agli altri matrimoni». 

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