Il Tirreno

Toscana

L’ultima polemica

I francesi contestano Beatrice Venezi non vogliono “bacchetta nera” sul podio

di Ilaria Bonuccelli
I francesi contestano Beatrice Venezi non vogliono “bacchetta nera” sul podio

Una prima contestazione contro il “direttore d’orchestra” lucchese in aprile quando ha diretto “La Sonnambula” di Bellini

3 MINUTI DI LETTURA





Le avvisaglie c’erano state in aprile, a Limoge. In cartellone al teatro dell’Opera c’è La Sonnambula di Bellini.

Fuori dal teatro si raduna un gruppo di contestatori. Ce l’hanno con “il direttore d’orchestra” Beatrice Venezi: è «fascista» e non la vogliono sul podio. Ieri a Nizza, stessa scena: 12 associazioni di sinistra firmano una petizione contro Beatrice Venezi. Chiedono al sindaco che l’artista lucchese non diriga il concerto di Capodanno: «Il Comune di Nizza non deve, sotto la copertura di un evento artistico e sfruttando l'Opéra de Nice, dare un assegno in bianco al neofascismo italiano». Capelli biondi sponsorizzati Bioscaline e motto “Dio, patria e famiglia”. Mutuato da Mussolini e dal padre Gabriele, esponente di Forza Nuova che, con coraggio, nel 2007 a Lucca si candidò pure a sindaco.

Lei, la divina Beatrice, fa spallucce e reagisce agli attacchi pubblicando sulle storie di Instagram un sondaggio del profilo “Di’ la tua” con l’opzione epocale: 1) Che teste di cazzo (quelle che l’attaccano); 2) va bene così. Storie di Instagram, appunto, a sottolineare che oggi saranno già svanite. “Bacchetta nera” - copyright Dagospia - infatti stasera dirigerà a Lucca il concerto che apre le Celebrazioni per il centenario (2024) della morte di Giacomo Puccini: posti gratuiti (già esauriti) e un cachet per lei sui 15mila euro. Neppure fosse al Metropolitan. In effetti, al Met di New York, Beatrice Venezi non ha mai diretto. In realtà non ha mai diretto nei grandi teatri in Italia né all’estero. E se anche Forbes nel 2018 la citava fra i 100 trentenni “leader del futuro”, in campo artistico non ha mai raggiunto il prestigio di altre colleghe: l’ucraina Oksana Linyv, direttrice musicale del teatro di Bologna o la romana Speranza Scappucci, prima italiana a dirigere alla Scala, al Met e alla Royal Opera House di Londra (il Covent Garden).

È la verità. Esiste una bibbia “laica” che misura l’attività degli artisti della lirica: è la piattaforma Operabase. Dice che Venezi dirigerà nei prossimi mesi soprattutto a Lucca, Bolzano, Taormina e Cagliari. Un caso? Non proprio. Sono i teatri vicini a Giorgia Meloni. A Taormina Venezi è stata perfino nominata direttrice artistica all’insaputa del sindaco di sinistra (con atto della Regione di destra): così il Comune che è uno dei due soci ha annunciato che uscirà dalla Fondazione. A Cagliari, il sovrintendente, amico della premier, nel 2019 è stato nominato senza mai aver diretto un teatro in vita sua: però sono benvenuti gli artisti di destra, come Beatrice Venezi, consigliera musicale del ministro alla Cultura Sangiuliano. Perché il merito prima di tutto, dicono in Fratelli d’Italia. Quale? Quello di essere alla corte di Re Giorgia, in primo luogo. Troppo poco per i francesi. Anzi un problema enorme. Ma se il direttore d’orchestra lucchese avesse spiccato per talento, come la messicana Alondra de La Parra, Kery-Lynn Wilson o Marin Alsop - davvero l’avrebbero contestata così tanto?

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore