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Voli, stangata sulle ferie dei toscani: New York meno cara di Lisbona
Mare e capitali europee in agosto costano quanto i viaggi intercontinentali
FIRENZE. New York? Meno cara di Lisbona. E quasi più conveniente di Francoforte. O meglio, raggiungere la Grande Mela può costare meno di un viaggio di poche ore per visitare una città europea. Almeno ad agosto, nella settimana “clou” delle ferie estive, quelle cioè che saranno caratterizzate dal caro-voli.
A decollare sono anche i prezzi. Anzi, soprattutto i prezzi. Perché a fronte del boom della domanda, a crescere sono soprattutto i costi. Che non solo hanno toccato livelli record, ma rischiano di innescare anche un braccio di ferro tra le compagnie aeree e le associazioni dei consumatori. Con quest’ultime che accusano le prime di «voler speculare» sul ritrovato desiderio di viaggiare e i vettori che puntano il dito contro il caro carburanti e l’inflazione.
Il garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo proverà a far chiarezza sulle cause che hanno fatto lievitare i prezzi, ma la certezza è che l’estate sarà caratterizzata dal caro-voli. Su tanti, ma non su tutti. O meglio, i ritocchi ai biglietti si sono concentrati sulle rotte privilegiate dal turismo estivo. Mare e città d’arte, soprattutto europee. Poche ore di viaggio dalla Toscana che pesano quanto un volo a lungo raggio. Se per volare da Roma a New York, partendo il 12 agosto e tornando sette giorni dopo, servono almeno 784 euro, andare alla scoperta di Lisbona partendo da Firenze (stesso periodo) costa almeno 870 euro; 723 per un “tour” a Francoforte partendo da Pisa (o da Firenze per risparmiare circa 100 euro) e almeno 650 (da Pisa) o 715 euro (da Firenze) per andare alla scoperta della Grecia. Prezzi quasi raddoppiati rispetto allo scorso anno. A certificarlo è anche l’Istat, che a maggio ha calcolato un incremento del 43,9% delle tariffe in Italia, a fronte di una media europea che si attesta attorno al 34%. Un’impennata che le compagnie aeree imputano al caro carburanti e all’inflazione, ma che secondo le associazioni dei consumatori non «fanno i conti con la realtà».
Perché da una parte il costo del cherosene è calato del 22% con punte di oltre il 45% e le scorte acquistate lo scorso anno, quando i prezzi erano altissimi, «sono ormai esaurite», sottolinea Carmelo Calì, vicepresidente di Confconsumatori. L’associazione, che valuta un esposto all’Antitrust, ipotizza «l’abuso di posizione dominante» e chiede di accendere un faro su determinate tratte. «Non è possibile che volare da Pisa o Firenze per una città o una località europea costi più di un volo intercontinentale», sottolinea Calì. «Questo – aggiunge – fa capire che la causa degli aumenti non sono i costi lievitati, ma l’appetibilità delle tratte».
E all’Antitrust, probabilmente, si rivolgerà anche il Codacons perché «i prezzi dei voli stanno continuando a salire al punto che il garante ha chiesto la convocazione di un tavolo per capire se quelli in atto sono aumenti normali o se qualcuno vuole approfittare del momento e far cassa», sottolinea il presidente del coordinamento delle associazioni dei consumatori Gianluca Di Ascenzo. «Se gli aumenti sono collegati a maggiori costi – aggiunge – dovrebbero aumentare i prezzi di tutte le tratte e non solo quelle nazionali ed europee. Così si penalizzano gli spostamenti interni al nostro Paese e in Europa».
Una sorta di black-out, quella della tariffazione aerea, nell’anno del boom del turismo. Che da una parte, secondo le associazioni dei consumatori, rischia di avere nella riduzione degli spostamenti un’immediata conseguenza, ma che potrebbe segnare anche la fine del mercato low-cost. Mai più (forse) un viaggio al costo di una pizza, ma nemmeno un biglietto a cifre astronomiche.
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