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Nautica col vento in poppa: il 2022 è stato un anno top per il settore

di Sara Giusti*
Nautica col vento in poppa: il 2022 è stato un anno top per il settore

Un elemento chiave a supporto dello sviluppo è quello della disponibilità di profili professionali e forza lavoro qualificata. La Toscana può contare sulla presenza (con sede a Viareggio) dell’Its Italian Super Yacht Life

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Il 2022 è stato un anno particolarmente positivo per la cantieristica e l’Italia, grazie all’elevata competitività del settore, ha rafforzato il suo posizionamento nel contesto internazionale. È significativo confrontare l’andamento dell’indice della produzione italiano con il dato tedesco e francese: l’Italia ha mostrato una tenuta e un recupero superiore nel 2022, con una crescita rispetto al pre-crisi del 13,3% a fronte di un +6,7% per la Francia e di un ritardo della Germania del -13,3%; i dati dei primi quattro mesi del 2023 confermano questa forte spinta che il settore sta vivendo, con un’ulteriore crescita del 6,5% per l’Italia, contro una sostanziale stabilità tedesca e un +4% della Francia.
Il ruolo della Toscana
In questo contesto, la nostra regione riveste un ruolo centrale grazie all’elevata specializzazione che trova la sua principale espressione nel distretto della nautica di Viareggio dove si concentrano i maggiori cantieri che attivano numerosi piccoli operatori specializzati nelle fasi produttive della filiera. Se si considera il settore nel suo complesso in termini di costruzione di navi e imbarcazioni, in Toscana sono attive oltre 300 imprese che occupano circa 4mila addetti che rappresentano il 14% degli occupati del settore italiano; si sale addirittura al 22% quando si considera solo la componente di costruzione di imbarcazioni al netto della cantieristica per trasporto passeggeri. La cantieristica toscana è composta prevalentemente da imprese attive nelle province di Lucca e Massa-Carrara dove si concentra il 77% degli addetti della regione.
I mercati
L’altro elemento che contraddistingue l’operatività del settore è la forte proiezione sui mercati internazionali: trattandosi di un settore caratterizzato da beni a elevato valore unitario e con un ciclo produttivo che si articola su un orizzonte pluriennale, l’andamento dei flussi di esportazioni va letto con un certo respiro temporale, utilizzando ad esempio la media mobile di dodici trimestri. Per il dato nazionale è possibile distinguere le navi dalle imbarcazioni (dettaglio che non è disponibile a livello territoriale); l’evoluzione dell’export toscano (+69% tra il 2015 e il 2023) segue da vicino quello italiano di imbarcazioni, a conferma del maggior orientamento produttivo della regione verso questo segmento.
Il futuro
Ma quali sono le sfide che il comparto dovrà affrontare per preservare la leadership e la competitività che fanno della cantieristica un settore trainante del Made in Italy? Un punto di forza che dovrà essere sviluppato riguarda le forti contaminazioni create con comparti come il design, il legno-arredo e la filiera di fornitura nel suo complesso: sarà necessario valorizzare questi legami che possono garantire elevata flessibilità per rispondere a richieste di personalizzazione tipiche del comparto del lusso. Le relazioni con la filiera di approvvigionamento saranno un elemento chiave per affrontare un tema improrogabile come la sostenibilità che, insieme all’innovazione, guiderà le scelte di investimento delle imprese del settore.
Formazione
Infine, proprio in considerazione delle buone prospettive e delle attese di crescita, un elemento chiave a supporto dello sviluppo del settore è quello della disponibilità di profili professionali e forza lavoro qualificata: la Toscana può contare sulla presenza con sede proprio a Viareggio dell’Its Italian Super Yacht Life che si pone l’obiettivo di organizzare corsi di formazione altamente professionalizzanti dedicati a formare specialisti del settore nautico e portuale. Oltre a questi percorsi, si segnala la recente iniziativa da parte del Gruppo Azimut Benetti di istituire una Corporate Academy, una scuola di impresa per formare le professionalità e accompagnare i propri dipendenti verso un percorso di crescita professionale.
Passaggio generazionale
Il settore, grazie a un alto inserimento nel comparto dei beni di lusso, sembra essere meno condizionato dai rischi di rallentamento dell’economia globale; in prospettiva, sarà però fondamentale sviluppare e rafforzare le relazioni di filiera e riuscire a formare e ad attrarre forza lavoro qualificata anche attraverso l’introduzione di azioni di welfare aziendale, nonché favorire un adeguato passaggio generazionale della governance e delle maestranze. 
 *Economista Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo
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