Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Conad, obiettivo 5 miliardi di ricavi: «La sostenibilità crea valore». Adamo Ascari spiega come sta cambiando il consumatore

di Ilenia Reali

	Adamo Ascari,  l’amministratore delegato di Conad Nord Ovest
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Adamo Ascari,  l’amministratore delegato di Conad Nord Ovest

C’è l’approvazione del bilancio del gruppo: 4,75 miliardi di ricavi nel 2022. L’amministratore delegato Ascari: «Prezzi bassi, qualità alta e offerte promozionali personalizzate»

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Una grande margherita verde è l’unica opera attaccata alle pareti dell’ufficio, nella zona industriale di Pistoia, di Adamo Ascari, amministratore delegato di Conad Nord Ovest. Un fiore-simbolo, nella stanza del board, ricreato in muschio e lichene stabilizzato che racconta più di mille parole. Forse anche più delle parole chiave che Ascari ha voluto appese nella stanza. Quella margherita è fatta con piante vive e introduce la parola che oggi, durante la presentazione del bilancio all’assemblea dei soci e agli stakeholder, sarà più ripetuta: sostenibilità. Che sia ambientale, economica o a sostegno della fiducia dei propri clienti, per Conad rappresenta il futuro seppur le radici di quest’insieme di valori siano già salde, nel presente. E non è un caso che oggi si approvi anche il bilancio, il primo, di sostenibilità.

Ascari, oggi andrete ad approvare il bilancio di un gruppo formato da 376 soci, 589 punti vendita e 18.000 collaboratori, che operano in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Emilia (province di Modena, Bologna e Ferrara) , Toscana, Lazio (province di Roma e Viterbo) , Lombardia (provincia di Mantova) e Sardegna.

«Andiamo ad approvare un bilancio con risultati positivi che confermano quanto questa azienda stia facendo bene: 4,75 miliardi di euro di fatturato. Siamo nati come Conad Nord Ovest nel 2019 da una fusione: il bilancio era di 4 miliardi, oggi abbiamo questo risultato e l’intenzione è quella di arrivare nel 2023 a 5 miliardi. Fino a qualche anno fa erano numeri da libro dei sogni, oggi è realtà. Questo conferma quanto l’impegno e la professionalità delle 18mila persone che lavorano in questa azienda, dei soci imprenditori e di tutto il gruppo dirigente sia stato importante. A loro va detto grazie. Registriamo un risultato importante in uno scenario, quello del 2022, che è stato assai complesso. Un risultato straordinario se lo confrontiamo con quello del 2021».

Un utile inferiore…

«Sì, inferiore. Banalmente la cifra corrisponde al costo dell’energia che è passato, in cooperativa, da 4 milioni di euro del 2021 a 9 milioni di euro, al netto dei crediti d’imposta, nel 2022. È raddoppiato. Come rete di vendita e cooperativa siamo passati complessivamente da costi per 46 milioni di euro a 107 milioni di euro al netto dei crediti di imposta. Risultati quelli che presentiamo oggi che devono quindi dare grande soddisfazione. Il frutto del lavoro dei 589 negozi e con la distintività della nostra multicanalità – negozi piccoli, medi e grandi – che ci consente di dare risposte dove queste nascono. E poi di quello dei 376 soci, il nostro motore trainante e qui, giocoforza, del nostro modello imprenditoriale. Il socio imprenditore per noi è centrale: lo è nella cooperativa e nelle commissioni, quando i soci si riuniscono e parlano di logistica, di marketing, di fresco. Qui ci sono quei momenti in cui si mettono insieme le competenze, date dal rapporto con la comunità dei soci, con quelle del gruppo dirigente. Abbiamo distribuito valore aggiunto per 261 milioni di euro di cui oltre 162 milioni a favore dei soci. Tutti insieme riusciamo a fare la differenza».

Ha parlato di energia. Il gruppo sta facendo investimenti di efficientamento energetico.

«Ne avevamo già fatti e gli investimenti sui magazzini hanno calmierato l’impatto. La transizione energetica è uno dei punti fermi del nostro piano strategico. Operiamo su due direttrici: la riduzione del consumo e l’utilizzo di energia solo green. Siamo intervenuti con investimenti importanti sia sulla rete, sia in cooperativa, sia sui centri distributivi con il fotovoltaico, con la chiusura dei banchi frigo e con la ristrutturazione di tutti gli impianti elettrici. Abbiamo investito nel 2022 oltre 10 milioni di euro e abbiamo analoghi investimenti, per efficientamento energetico, nel 2023 e nel 2024. Investimenti a cui si somma un piano di ammodernamento della rete di vendita con un piano triennale di 621 milioni di euro».

Oggi approvate non a caso anche il bilancio sostenibilità.

«Sì, il primo. L’abbiamo voluto anticipare rispetto all’obbligo di legge. Crediamo si debba avere una visione sostenibile in tutto ciò che facciamo. Abbiamo voluto coinvolgere i nostri stakeholders, associazioni, fornitori. Sono tre gli ambiti di attività sui cui interveniamo: persone e comunità, imprese e territorio, ambiente e risorse. La sostenibilità crea valore».

Le abitudini dopo la pandemia sono cambiate. Si dà molto più valore al tempo, agli affetti. Cambiano le aspettative. Un gruppo come Conad Nord Ovest ne terrà conto? Quali sono gli scenari a cui state lavorando?

«Siamo di fronte a un cambiamento epocale, a un cambiamento del mercato della distribuzione figlio di stili di vita che porta i nostri clienti a un approccio più salutista in campo alimentare. Oggi abbiamo un consumatore che valuta ciò che compra e anche se spende un po’ di più preferisce il prodotto che arriva da una filiera sostenibile. Purtroppo però i salari sono stabili da tanto tempo, il potere di acquisto è contratto per l’inflazione e l’aumento del costo dell’energia e delle materie prime. Noi non possiamo non tenere conto che operiamo in questa situazione. E non possiamo non tener conto del ruolo dei discount che oggi rappresentano mediamente una quota di mercato superiore al 23%. In Sardegna dove il discount è forte ha una quota di oltre il 35%. Sta “attaccando” il mercato di prossimità e sono sempre più attenti ai reparti freschi».

E come potete reagire?

«Dobbiamo mantenere i prezzi bassi, quindi essere competitivi, ma dobbiamo garantire la sostenibilità alle nostre aziende. Quindi prezzi bassi, qualità prodotti, livello di servizi alti. Restano due leve: la prima, agire sui nostri prodotti a marchio che garantiscono alta qualità e prezzo; la seconda, riorganizzazione delle aziende riducendo i costi grazie all’ottimizzazione dei processi e alla creazione di efficienza».

Come si trasferisce il cambiamento sugli scontrini?

«Sta calando lo scontrino medio ma sta aumentando il numero degli scontrini. La gente oggi avendo meno risorse a disposizione è più oculata negli acquisti, spreca meno. Va più volte nei negozi e compra solo quello di cui ha bisogno. Le vendite stanno andando a gonfie vele: salgono “a valore” ma si comprimono “a volume”. Quando l’inflazione calerà quindi cosa accadrà? Noi stiamo impostando le nostre politiche commerciali e promozionali a sostegno dei volumi».

Il marketing ha quindi un’importanza enorme?

«Assolutamente. Per la connessione con il cliente. Adesso stiamo andando ad analizzare i comportamenti dei consumatori grazie alle carte fedeltà: facciamo offerte promozionali personalizzate».

E come funziona?

«Grazie all’utilizzo della carta fedeltà vediamo le preferenze di acquisto e in base a quelle facciamo un’offerta commerciale personalizzata al cliente. Un’offerta che comunichiamo esclusivamente a quel cliente. Siamo già partiti. Andrà a regime su tutta la rete entro l’anno. Conad Nord Ovest ha un’incidenza della fedeltà alta: 78% con punte anche di 85-90%. Questo grazie alle 2,6 milioni di carte consente di creare una relazione personale. A questo abbiniamo un grosso lavoro sulla formazione del personale».

Come formate i vostri dipendenti?

«Investiamo sulle persone, abbiamo messo i nostri collaboratori al centro delle scelte strategiche. A inizio anno abbiamo individuato un gruppo di giovani, per professionalità e spirito di iniziativa. L’obiettivo è creare il ricambio generazionale. L’azienda vuole crescere e ha bisogno di dirigenti e nuovi soci. Diamo la possibilità di un ascensore sociale. Ci sono persone che hanno lavorato duro e sono diventati imprenditori o dirigenti. Vogliamo che questo si ripeta. Conad non offre solo lavoro ma può dare una prospettiva».

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