Sicurezza
Ecco cosa mangiare per sentirsi sazi senza ingrassare. I consigli della nutrizionista
La nutrizionista Emma Balsimelli: «Scegliamo alimenti con un alto indice di sazietà. Attacchi di fame? Accontentare l’organismo senza fare danni si può»
Bilancia, metro e calcolatrice per capire se è solo pancetta – eliminabile con un po’ di attenzione in più all’alimentazione – o se invece c’è un problema più serio, da risolvere con l’aiuto di uno specialista. Due sistemi di misurazione «artigianali», ma estremamente «attendibili».
Parola di Emma Balsimelli, nutrizionista spesso e volentieri in tv per parlare di corrette pratiche alimentari. Il primo sistema serve per calcolare l’indice di massa corporea. Che si ottiene «dividendo il peso corporeo, in chili, per la statura, in metri, al quadrato». Una volta ottenuto il risultato, «se è compreso tra 18 e 25 significa che non ci sono problemi. I numeri da 25 a 30, invece indicano una situazione di sovrappeso. Se il valore va da 30 a 35 allora si tratta di obesità».
La seconda visita rapida fai da te si fa con un metro da sarta, misurando la circonferenza «a metà strada tra la parte superiore dell’osso dell’anca e la parte inferiore della costola più bassa». In questo caso, i parametri da tenere a mente sono «88 centimetri, ovvero la misura entro la quale una donna può considerarsi, in linea di massima, in uno stato di cosiddetto “normopeso”. Negli uomini il valore da non superare è 102 centimetri».
Dottoressa, facciamo chiarezza. Peso e massa grassa sono la stessa cosa?
«Assolutamente no. Il peso è comprensivo dei muscoli, mentre la massa grassa è la misurazione dell’eccedenza, il tessuto adiposo che nella maggior parte dei casi si concentra in modo particolare nella zona addominale».
L’ ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale della salute dice che sempre più italiani sono in sovrappeso. È possibile rintracciare una spiegazione alla base di questo trend?
«L’errore che commettiamo più comunemente è quello di mangiare cibi con tante calorie ma con un basso indice di sazietà. Per esempio 100 grammi di gelato contengono circa 400 calorie, poco di più rispetto a un piatto di pasta dello stesso peso. Ma l’indice di sazietà di un piatto di pasta è notevolmente più alto rispetto alla stessa quantità di gelato. E poi c’è un altro grande problema degli italiani, ma non solo».
Quale?
«L’attività fisica. Servirebbero almeno 2-3 ore di movimento al giorno, e se proprio vogliamo fare il minimo indispensabile per stare in salute, cinque ore a settimana, va bene anche una semplice camminata a passo deciso. Ma solo poche persone riescono a rispettare questa regola. E il fisico ne risente. Il corpo umano è l’unica “macchina” che si usura stando ferma».
Ma quali sono i cibi “killer” per il nostro fisico? Quelli da limitare il più possibile.
«Al primo posto metto sicuramente le patatine nel sacchetto, quelle confezionate che si trovano in commercio. Poi la birra, e in generale l’alcol, nemico numero uno del nostro fisico e della nostra forma. Maionese e salse andrebbero evitate il più possibile, come i salumi insaccati, vale a dire soppressata, salame, salamino, wurstel, coppa, salsiccia, mortadella e zampone. La pizza si può mangiare, ma non più di un paio di volte a settimana».
E poi ci sono dei piccoli trucchi alimentari per farci passare la fame e non fare “danni” al fisico.
«Esatto. I legumi. Fagioli, ceci e piselli hanno un alto indice di sazietà e sono anche gustosi, da abbinare a tonno o salmone. In questo modo si può fare un pasto completo, che ci toglie la fame e non produce alcun effetto negativo sul nostro peso».
Allora facciamo un gioco. Una giornata di mare, dalla mattina alla sera. Colazione, pranzo e cena. Cosa mangiare per rispettare la linea?
«Al mattino una bella colazione con yogurt, meglio se magro, e frutta fresca. Insieme a 60-70 grammi di pane, se si vuole arricchirlo possiamo aggiungere pomodori e un filo, ma proprio un filo, d’olio. Portiamoci dietro dell’anguria o delle ciliegie da mangiare a metà mattinata. A pranzo farro o riso, con pomodori e olive nere. A merenda un gelatino, e a cena pesce o carne bianca con verdure».
Quindi il gelato non fa male?
«Attenzione, il gelato non va consumato più di due o tre volte a settimana, e non deve mai essere sostitutivo del pasto. Fondamentale, per non essere dannoso, che sia fatto con prodotti genuini e possibilmente senza grassi idrogenati».
E se ci prende un attacco di fame notturno?
«È una circostanza molto pericolosa per il nostro corpo e per il nostro peso, perché la notte non è fatta per mangiare e il nostro organismo non accetta volentieri il cibo. Se proprio sentiamo la necessità di mangiare qualcosa, l’unico modo per limitare i danni è mangiare dello yogurt, molto meglio se magro, insieme alla frutta. Vanno bene anche banane e ciliegie. Se invece ceniamo a tarda ora, scegliamo cibi a digestione breve: pesce, carne bianca, pasta e pane integrali e verdura». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d9c31d5)