Sicurezza
Reddito di cittadinanza in scadenza, da settembre il Supporto al lavoro: cosa cambia
I requisiti della nuova misura sono più stringenti e l’assegno più leggero
Per molte persone, il Reddito di cittadinanza ha ormai i giorni contati. Come previsto dalla legge di bilancio 2023, il sostegno chiuderà definitivamente i battenti dal 2024, quando verrà sostituito dall’Assegno di inclusione. Ma, per i nuclei familiari i cui componenti abbiano tutti tra i 18 e i 59 anni, e in cui non siano presenti portatori di disabilità, è stata prevista l’erogazione di un massimo di sette mensilità nel 2023. Ragion per cui, nel caso lo avessero percepito ogni mese a partire da gennaio, potrebbero perderlo già da agosto, per vederlo parzialmente sostituire dal Supporto per la formazione e il lavoro a partire dal 1° settembre.
La manovra è stata messa a punto dal governo Meloni per la progressiva eliminazione di questo sostegno, spesso criticato dall’attuale maggioranza come presunto deterrente alla ricerca di un’occupazione regolare e per i “furbetti” che lo percepivano indebitamente. Stando ai dati dell’Osservatorio nazionale sul Reddito di cittadinanza dell’Inps, l’interruzione non riguarderà i circa 131.000 percettori della Pensione di cittadinanza, di cui 5.569 si trovano in Toscana e 5.557 in Emilia-Romagna. Costoro saranno automaticamente al riparo dalla perdita anticipata del sostegno per l’età anagrafica. Nel corso del 2023 sono invece stati 1.136.000 i percettori di almeno un assegno del Rdc, di cui 30.812 in Toscana e 30.623 in Emilia-Romagna. Non sono disponibili dati per un calcolo esatto del numero di nuclei familiari che avranno diritto a sole sette mensilità del Rdc, ma le stime elaborate dal governo parlano di una percentuale compresa tra il 20% e il 40% dei beneficiari.
A partire dal 1° settembre però entrerà in vigore il Supporto per la formazione e il lavoro. Ci sarà dunque solo un mese di stop alle misure di contrasto della povertà per coloro che percepiranno la settima rata annuale del Rdc a luglio. Ma, per le famiglie in difficoltà, questo potrebbe comunque non essere un problema da poco.
Un altro serio problema potrebbe essere rappresentato dal valore della nuova prestazione, pari a 350 euro mensili per massimo un anno, e vincolati alla partecipazione alle misure di attivazione lavorativa previste dal patto di servizio stipulato. Un calo significativo, se confrontato al valore medio del Rdc, pari a 571 euro nel mese di aprile. I requisiti per accedere al Supporto per la formazione e il lavoro sono inoltre abbastanza stringenti. In primo luogo, la prestazione non è cumulabile con altri strumenti per l’inclusione o di sostegno al reddito per la disoccupazione, Rdc compreso. Dal 2024 potranno però accedervi anche i membri di un nucleo familiare percettore dell’Assegno di inclusione – riservato ai nuclei familiari con disabili, minorenni, over 60, maggiorenni con carichi di cura – che personalmente non rientrano in queste categorie e che non esercitano la responsabilità genitoriale.
I beneficiari del Supporto devono avere un’età compresa tra i 18 e i 59 anni e un Isee familiare inferiore a 6.000 euro. Quest’ultimo requisito in particolare restringe molto la platea rispetto al Rdc, che contemplava un limite Isee di 9.360 euro. È inoltre necessario essere cittadini Ue o avere un diritto di soggiorno, nonché essere residenti in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. I componenti del nucleo familiare non possono poi essere intestatari di auto di cilindrata superiore a 1600cc o di moto sopra i 250cc, a meno che non siano state immatricolate per la prima volta più di 36 mesi prima della presentazione della domanda, o che tali veicoli siano sottoposti a un'agevolazione fiscale per disabili. Non vi possono essere nemmeno navi, imbarcazioni o aeromobili intestati a membri della famiglia, o di cui questi abbiano la piena disponibilità. L’accesso a questa prestazione è precluso inoltre o coloro che negli ultimi dieci anni siano stati soggetti a misura cautelare personale, misura di prevenzione, sentenze di condanna o adottata in base agli articoli dal 444 del codice penale.
Per ottenere questa prestazione, i richiedenti dovranno iscriversi, anche tramite un patronato, al Sistema informativo per l’Inclusione sociale e lavorativa, piattaforma che verrà realizzata dall’Inps. Da essa sarà possibile ottenere informazioni e proposte sulle offerte di lavoro, corsi di formazione, tirocini, progetti utili alla collettività e altri strumenti di politica attiva del lavoro. Il richiedente dovrà dunque sottoscrivere un patto di attivazione digitale, e fornire una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Dopodiché sarà convocato dal servizio per il lavoro competente per la stipula del patto di servizio personalizzato, in cui dovrà dimostrare di essersi rivolto ad almeno tre agenzie per il lavoro o enti di intermediazione per la ricerca di un impiego. Il patto potrà quindi prevedere specifici percorsi di inserimento lavorativo, come corsi di formazione o servizi di avviamento al lavoro, dalla cui frequenza dipenderà poi l’erogazione del sostegno. Ogni 90 giorni sarà infatti necessario notificare ai servizi competenti la frequentazione attiva di tali programmi, anche in maniera telematica.
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