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I dati

Estate in Toscana, mancano 30mila persone e i servizi si riducono

di Sara Venchiarutti
Estate in Toscana, mancano 30mila persone e i servizi si riducono

Cursano: «Si chiude prima o si prendono meno prenotazioni»

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«Tu sei partito con tutti i lavoratori necessari per la stagione?», chiede Fabrizio Lotti, vicepresidente nazionale Fiba (Federazione italiana balneari), a un collega. Anche lui ha uno stabilimento balneare, si sono incontrati mentre entrambi hanno il pienone per la prima vera domenica d’estate. «Sì – risponde – alla fine sì. Ma l’ultima persona l’ho trovata l’altro ieri».

Lotti invece no, non ha lo staff al completo: gli manca ancora un professionista che faccia le pulizie. «Intanto ci arrangiamo tra io, mia moglie e mio figlio. Quasi tutti non sono riusciti a completare l’organico fra i balneari, è una ricerca continua. Qualcuno ce l’ha fatta, ma all’ultimo». L’estate comincia così un po’ in tutti i settori del turismo e dei servizi. E in Toscana, a stagione iniziata, «sono ancora circa 30mila – facendo un rapporto con i dati stimati a livello nazionale - i posti vacanti tra personale necessario a bar, ristoranti, alberghi», dice Aldo Cursano, presidente di Confcommercio Toscana.

Lui lo sa bene. Nei suoi locali «mancano ancora cinque persone. Mi tocca così chiudere la domenica mezza giornata, la sera alle 20. Qualcuno si è trovato, si partiva con un deficit maggiore. Il problema però resta». Le assunzioni sono state fatte, ma la domanda di personale per un’estate da record, superiore anche alla stagione pre-pandemia per presenze, è ancora maggiore.

E così «un po’ tutti – prosegue Cursano – stiamo rivedendo (e per necessità semplificando) l’organizzazione del lavoro, i servizi, gli orari, i menù, le offerte. Se si hanno meno persone che servono ai tavoli, preparano, accolgono, vuol dire riorganizzare in modo nuovo l’intero modello. Tante attività, ad esempio, chiudono le prenotazioni con un minor numero di coperti. Alcune decidono di aprire solo la sera, altre chiudono più giorni. Tutto in funzione del personale. Sempre più alberghi che prima offrivano la mezza pensione, ora fanno solo colazione perché non riescono ad organizzare lo staff. Ma ci sono anche strutture, e lo sto vedendo a Firenze, che hanno difficoltà ad organizzare anche il servizio della colazione. Preferiscono dare dei buoni ai clienti e mandarli in bar convenzionati». Lo stesso negli stabilimenti al mare: «a volte – continua Cursano – la sdraio la devi andare a prendere, o non si fa più il servizio bar direttamente in spiaggia».

Negli stabilimenti balneari le maggiori criticità sono nella parte dei bar e ristoranti sulla spiaggia. Mancano camerieri, baristi.

«La maggior parte – conferma Stefania Frandi, presidente regionale Sib (Sindacato italiani balneari) Confcommercio – ha cominciato senza avere un organico completo. Va meglio rispetto ai mesi scorsi, ma siamo sempre in sofferenza con doppi turni, straordinari. Si lavora con molta fatica. Tutti i titolari hanno rinnovato i loro brevetti, hanno chiamato cugini, nipoti, figli. Ora si spera nella fine delle scuole, con i giovani che fanno la stagione». La cosa più difficile, dice Frandi, è trovare qualcuno per i turni definiti faticosi: quelli che iniziano presto al mattino o che finiscono tardi la sera, o nel fine settimana.

Nel settore ricettivo Federalberghi stima una carenza tra le 2-3mila unità in Toscana. Introvabili camerieri, i camerieri ai piani – adibiti alle pulizie delle camere – e le figure con turni notturni (portiere, guardiano, facchino).

Sul fronte degli stagionali, per Confesercenti, le mancanze stimate in Toscana alle soglie della stagione estiva sono molto diminuite. «Non abbiamo un numero preciso – dice il direttore regionale Nico Gronchi – ma la mancanza ora è inferiore. Le segnalazioni di imprese che non trovano personale si sono ridotte. Rimangono alcune criticità: nel settore ricettivo mancano le figure più specializzate, dai responsabili di sala a chi ha conoscenze linguistiche più approfondite. In difficoltà la ristorazione, in crisi da anni, e le città d’arte, che quest’anno hanno avuto un boom di prenotazioni».

Difficile trovare un unico perché: “l’assalto” dei turisti, la necessità di formazione professionale, ma anche aspetti che rendono questo problema «non più emergenziale, ma strutturale», avverte Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana.

«Il problema – sottolinea – è complesso: da un lato c’è la stagionalità intrinseca e un sistema di ammortizzatori sociali non è più percepito come adeguato a coprire le necessità dei lavoratori: andrebbe riformato. Poi non c’è più ambizione sociale a svolgere alcune mansioni di carattere base, indipendentemente dalla retribuzione. Per questo dovremmo guardare ai flussi migratori, ma con un sistema strutturale in modo da farli arrivare già formati. E infine c’è il costo del lavoro: occorre intervenire sul cuneo fiscale, da potenziare per dare un miglioramento delle condizioni economiche di questi lavoratori senza che se ne faccia carico solo l’azienda».

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