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Bimba scomparsa a Firenze, si torna a cercare nel palazzo

di Paolo Nencioni
Bimba scomparsa a Firenze, si torna a cercare nel palazzo<br>

Ieri pomeriggio nuova ispezione a caccia di indizi nello stabile vicino all’ex hotel Asto,r Ascoltate in Procura anche due donne, ma della piccola ancora non ci sono tracce

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Firenze Non c’è pace intorno all’ex Astor, l’albergo occupato di via Maragliano dal quale sabato pomeriggio è sparita la piccola Kataleya Alvarez, una bimba peruviana di 5 anni. Ieri sera, venerdì 16 giugno, si è chiusa mestamente la sesta giornata di ricerche senza risultato ma prima che le telecamere si spegnessero c’è stato il tempo per un ultimo piccolo colpo di scena. Nel tardo pomeriggio due mezzi dei carabinieri sono entrati nel cortile adiacente all’ex albergo e i militari hanno ispezionato un locale che era già stato controllato nei giorni scorsi, ma che evidentemente aveva bisogno di altri rilievi. Si era sparsa anche la voce che una persona fosse stata portata in caserma, nascosta dai vetri oscurati dei Suv dell’Arma, ma poi la notizia è stata smentita dai carabinieri.

In mattinata c’era stato un altro po’ di movimento davanti all’albergo occupato da famiglie peruviane e rumene, quando i carabinieri del Nucleo investigativo sono arrivati per prelevare una donna rumena e una giovane peruviana per portarle in Procura. Gli stessi carabinieri hanno subito chiarito che le due donne non sono indagate. La prima è quella che in questi giorni è stata sempre seduta accanto al cancello dove è stata vista per l’ultima volta Kataleya ed è considerata il punto di riferimento dei rumeni che da settembre occupano le stanze dell’ex albergo; la seconda potrebbe essere la madre della bambina con la quale Kata ha avuto un piccolo litigio prima di scomparire. Si è ipotizzato che il motivo della convocazione fosse un chiarimento sugli orari, in particolare su quel “buco” di almeno quattro ore tra la sparizione della bambina e la denuncia di scomparsa presentata dalla madre, ma gli inquirenti negano: sarebbero state sentite solo per ricostruire meglio il contesto in cui è maturata la sparizione. La donna rumena è stata interrogata dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda, la peruviana dal sostituto Christine Von Borries. Bocche cucite per entrambi davanti ai cronisti.

La Direzione distrettuale antimafia continua a indagare per sequestro di persona a scopo di estorsione, anche se non risulta nessuna richiesta di riscatto. È un espediente tecnico che consente agli inquirenti l’uso di strumenti tecnici altrimenti non consentiti.

In realtà quella del sequestro di persona, anche se privilegiata, non è l’unica pista battuta dagli investigatori. In questi giorni ci sono state moltissime suggestioni, racconti di telefonate dall’estero, messaggi sui social, presunti testimoni che sostengono di aver visto uno o più uomini portare via la bambina dall’ex Astor, ma è quasi impossibile capire dove finisca la realtà e inizi la fantasia. Forse sono tutti opera di mitomani. Di fatto i magistrati della Dda (c’è anche l’aggiunto Luca Tescaroli) stanno cercando almeno un uomo, che non è di nazionalità peruviana e sul cui eventuale ruolo nessuno si sbilancia.

L’attività di ieri sera fa pensare che gli inquirenti siano ancora convinti di poter trovare intorno all’ex albergo tracce utili per risalire a chi ha portato via la piccola Kataleya.
 

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