Attenzione
Bambino ucciso per la sfida sui social: quando l’importante è esagerare
Cosa si nasconde dietro alla ricerca forsennata di un like: l’idea di intrattenersi e di trovar qualcosa di interessante per intrattenere che la fa da padrona
Prima di iniziare la sfida, i quattro ragazzi di “The borderline” hanno pubblicato un video sulla loro pagina TikTok (poi cancellato) in cui uno di loro bacia il cofano dell'auto…e via che partono i like! Già, perché è per questo che lo fanno, per ottener più visualizzazioni e like possibili! Il gruppo di youtuber in questione fa parte di quello che, per la Generazione Z, è il nuovo modo per rendersi famosi. Ma chi è realmente la Generazione Z? Sono nati tra il 1996 e il 2010 e sono determinati a combattere gli stereotipi e a lottare per un mondo più green e più pacifico, una generazione che punta a relazioni a distanza (vedendosi anche solo via chat) e che desidera esplorare il mondo senza preconcetti preferendo la diversità e l’inclusione. «È questa la generazione del cambiamento senza precedenti che ritiene obsolete molte abitudini dei loro genitori, incluso lo shopping e anche brand e stilisti devono tenerne conto», spiegano gli autori del report condotto da GWI.
È anche la generazione dei video: il 90% della Gen Z afferma di aver guardato un video che li ha aiutati a sentirsi trasportati in un luogo diverso, l’85% di loro, secondo i dati dell’analisi di YouTube, ha pubblicato contenuti video online e il 45% di questi è convinto di poter diventare ricco o famoso attraverso i like. Per questo motivo non si possono ignorare le tendenze lanciate proprio da questo target che desidera una creatività più condivisa. Infatti il 61% ammette di essere un grande fan o un super fan di qualcosa o di qualcuno. Non è un caso che le community siano diventate sempre più fondamentali per l’esperienza di intrattenimento ed è per questo che sono nate community di YouTube per tutto. È dunque l’idea di intrattenersi e di trovar qualcosa di interessante per intrattenere che la fa da padrona. I giovani cercano sempre più video di situazioni estreme che portino emozioni forti che li coinvolgano dal loro divano, che non possono immaginare di fare, ma che son curiosi di veder gli effetti su chi le fa. E dall’altra parte chi le fa, in realtà cerca di “piacere” sempre più per un bisogno proprio di accettazione che va oltre il voler mostrare le proprie abilità (come può esser per i video musicali, artistici o culinari), spingendosi sempre più verso il “dimmi cosa ti piace e io lo faccio”. Così avviene che i neo blogger si spingano ad imitar i più famosi MrBeast o Jackass, e ne perdano il controllo. In tanti fanno un uso eccessivo di Internet, per soddisfare sul piano virtuale quello che non riescono ad ottenere sul piano della realtà, fino al punto di percepire il mondo reale come un ostacolo o un impedimento all’esercizio della valorizzazione dell’Io (inteso in senso freudiano), con immenso piacere nel mondo virtuale, si arriva così all’incapacità di controllo della realtà. Più che di disagi giovanili possiamo parlare di una sorta di crisi esistenziale per la quale il futuro non è più come lo era per i loro padri, un qualcosa di costruito in relazione all’asse studia, diplomati, lavora, ma immaginato su strade alternative, per evitare quella “insignificanza sociale” che è oggi la paura più grande di questa generazione.
Sembra che una vita priva di significato non risulti meritevole di considerazione, apprezzamento e dunque risulti più apprezzabile uno strafare per esserci, piuttosto che non esserci. Ma talvolta, come nel caso di Roma, il loro esserci ha tolto la possibilità ad un bimbo di esserci.
* psicologo e psicoterapeuta
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