Il Tirreno

Toscana

La tragedia

Jeep precipitata, tre morti: chi sono le vittime e perché il Defender è finito nel burrone

di Francesca Bandinelli
Jeep precipitata, tre morti: chi sono le vittime e perché il Defender è finito nel burrone

Il Defender dell’Istituto Geografico Militare finisce in un dirupo a Ventimiglia. Due delle vittime sono toscane, il superstite è stato sbalzato fuori dal veicolo

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FIRENZE. Avrebbero dovuto realizzare la cartografia dell’area, nei pressi del monte Grammondo, per revisionare i cippi di confine con la Francia, un paio di chilometri più in là della frazione di Latte, a 1200 metri di altezza. Invece, attorno alle 10 di ieri mattina, si è consumata la tragedia. Un Defender dell’Istituto Geografico Militare, con quattro persone a bordo, due dipendenti civili del Ministero della difesa in servizio al Geografico e altrettanti finanzieri, è precipitato in un burrone: tre sono morti, il quarto, verosimilmente sbalzato dall’abitacolo, si salvato, seppur ferito. Il quinto uomo del gruppo, invece, non è salito a bordo, muovendosi a piedi, non essendo la vettura omologata per cinque persone.

Le vittime sono Leonardo Sensitivi, 54 anni di Carmignano, nel pratese, Tiberio Ghelardini, 55 anni di Signa, entrambi dipendenti dell’Istituto Geografico, deceduti sul posto, e Michele Pellegrino di 36 anni, di Vernante nel cuneese, appuntato della Guardia di Finanza presso il comando provinciale di Cuneo, in servizio nel soccorso alpino delle Fiamme Gialle. Quest’ultimo è spirato dopo il ricovero in ospedale, al pronto soccorso del Santa Corona di Pietra Ligure.

Si è invece salvato Simone Bartolini, 60 anni di Scandicci, il capomissione e funzionario cartografico. Per lui, oltre allo choc, soltanto un forte trauma cranico. Sarebbe stato lui il primo a cercare di soccorrere i compagni: l’unico a rispondergli, però, sarebbe stato il più giovane, Pellegrino, poi spirato per le gravi lesioni. A dare l’allarme sarebbe stato un motociclista, il primo ad aver visto la Jeep incastrata nella vegetazione. Bartolini, dopo essere stato sbalzato fuori, per quanto sotto choc, ha subito contattato i soccorsi. Lo ha riferito a colleghi e persone vicine alla famiglia, dopo essere stato tratto in salvo. È stato lui a comunicare con precisione l’esatta posizione, pur non riuscendo a dare informazioni precise sui compagni di spedizione. Prima di tutto è decollato l’elicottero Grifo del 118 poi affiancato dal mezzo dei vigili del fuoco.

È stato immediatamente allestito un campo base a Bevera, ma per due dei quattro occupanti del mezzo non c’è stato niente da fare. Pellegrino è deceduto attorno alle 13, dopo essere arrivato al pronto soccorso. La strada teatro dell’incidente, già in passato, aveva mostrato forti criticità. Era accaduto un paio d’anni fa, quando a lasciarci la vita furono dei francesi, ed è successo ieri, per altro, in un tratto particolarmente stretto, con una roccia sporgente che potrebbe aver indotto il mezzo a rasentare ancora di più il ciglio, finendo nel burrone. Familiari e colleghi dell’IGM, dove lavora anche la moglie di Bartolini, sono stati avvisati dell’evento poco prima dell’ora di pranzo, attorno alle 12,30. Le prime notizie sono arrivate con messaggi, poi la descrizione si è fatta sempre più dettagliata.

La missione di Ventimiglia era finalizzata alla manutenzione, misura e manutenzione dei confini di Stato, nel rispetto degli accordi bilaterali italo-francesi. Sensitivi, sposato, lascia un figlio di 22 anni e la moglie, dipendente della Regione Toscana, mentre Ghelardini, che sarebbe stato alla guida del Defender, oltre alla moglie, pure lei dipendente dell’IGM, lascia due figli, una ragazza di 20 anni e un diciassettenne. Appresa la drammatica notizia, l’Istituto Geografico si è subito attivato per fornire alle famiglie delle vittime il supporto necessario. I due dipendenti, l’assistente tecnico per la cartografia Sensitivi e l’assistente amministrativo Ghelardini, erano da anni in servizio e conoscevano vizi e virtù del proprio lavoro. «Erano collaboratori espertissimi – fanno sapere dall’Istituto - impegnati giornalmente nell'importante opera geodetica che svolgevano con passione, dedizione e professionalità».

(Ha collaborato Elena Andreini)


 

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