Il dolore
Bus nella scarpata in Lunigiana, lo studente-eroe: «I miei due amici sembravano morti, ecco come li ho salvati»
Francesco e quei gesti determinanti a far riprendere a respirare i ragazzi: «A scuola ci hanno insegnato come prestare i primi soccorsi, mi sono ricordato tutto, e tutto in un colpo»
PONTREMOLI. Francesco Bruzzoni, primo anno di geometri, sul bus che da Zeri porta a Pontremoli sale ogni giorno, da mesi. A Pontremoli c’è tornato, ieri pomeriggio, poche ore dopo essere uscito da scuola. Francesco era davanti al pronto soccorso dove, in meno di mezz’ora, erano arrivati tanti suoi compagni di studio, quelli che erano insieme a lui sul bus precipitato dalla provinciale.
Felpa nera, sneakers, la divisa di tanti ragazzini. Della gioventù ha la sana inconsapevolezza di essere stato un eroe.
«Ero sul bus, stavo chiacchierando. Mi sono sentito andare giù: ho fatto in tempo ad agganciarmi a uno dei pali del mezzo. Continuavamo a scendere prima piano, poi sempre più forte. Ad un certo punto ci siamo fermati, ho visto una ragazza e un altro mio compagno che sembravano morti».
Il racconto di Francesco è ancora vivido di emozione. «Alla ragazza usciva la bava bianca dalla bocca, l’ho girata su un fianco, per farla respirare. Il mio amico era bianchissimo, aveva la bocca aperta: ho infilato la mia mano dentro, gli ho tirato fuori la lingua. Ho fatto tutto d’istinto: a scuola ci hanno insegnato come prestare i primi soccorsi, mi sono ricordato tutto, e tutto in un colpo».
Accanto a Francesco, con gli occhi umidi, pieno di orgoglio c’è il papà Marco Bruzzoni. Vive a Zeri con la famiglia, la moglie gestisce un’azienda agricola, lui ha una ditta di impiantistica. Era ad Aulla quando ha saputo del bus dove, insieme a Francesco, c’era l’altra sua figlia. «Ho fatto l’autostrada piangendo – ricorda – ci ho messo davvero una manciata di minuti. Ho visto Francesco, che portava su a braccetto gli amici. Mia figlia è stata l’ultima ad essere estratta dal bus: ha il bacino rotto, l’hanno portata al Noa». «Se sono fiero di mio figlio? Mi ha riempito il cuore».
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