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La testimonianza

Bus nella scarpata in Lunigiana, la figlia del sindaco dà l’allarme in diretta: «Papà corri, ci stiamo sfracellando» – Video

Bus nella scarpata in Lunigiana, la figlia del sindaco dà l’allarme in diretta: «Papà corri, ci stiamo sfracellando» – Video

Il racconto del primo cittadino di Zeri, Cristian Petacchi: «Quella scena non la dimenticherò. Il bus era laggiù in fondo, ho pensato che non ce l’avesse fatta nessuno»

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ZERI. «Mi ero appena seduto a tavola. Mia figlia mi ha chiamato al telefono: “Papà corri, l’autobus sta precipitando, stiamo andando giù per la scarpata, aiuto”».

È con questa drammatica telefonata che il sindaco di Zeri Cristian Petacchi è venuto a conoscenza del dramma che si stava consumando a pochi chilometri da casa, in quella strada provinciale che, chi abita nel piccolo comune della Lunigiana, il più vicino all’Emilia, percorre anche tre, quattro volte al giorno.

Poco dopo le 13 e 30 il bus degli studenti, come lo chiamano in paese, è uscito di strada. In località Noce di Zeri. Fra i venti passeggeri a bordo c’era anche la figlia 17enne del sindaco che, come ogni giorno, stava rientrando da scuola, dal liceo scientifico.

«Sono uscito di casa così come ero – racconta il primo cittadino della comunità zerasca –. Sono arrivato fra i primi e non ho esitato a saltare il guard-rail e a precipitarmi fra gli alberi, per raggiungere l’autobus. Sembrava un puntino».


Il racconto del sindaco Petacchi diventa drammatico. «Mentre scendevo vedevo alcuni ragazzi che stavano risalendo dalla scarpata – continua –. Qui ci conosciamo tutti, siamo in pochi, lo sa? Io quei ragazzi che vedevo venire su con le braccia insanguinate, con i fazzoletti sulla testa, li ho visti nascere. Ho raggiunto mia figlia: lei mi diceva “Papà, dai una mano a chi sta peggio di me”».

«Non so come ho trovato tutto quel sangue freddo – continua il suo racconto –. Anzi, forse lo so. In quel bus che si scorgeva appena fra gli alberi c’era mia figlia, c’era la mia gente. Non mi hanno fermato i rami, i rovi, sono arrivato fino ai seggiolini. Alcuni ragazzi, ma anche qualche persona anziana era ancora dentro».

«Quella scena, quello che ho visto, non lo dimenticherò facilmente – continua il sindaco di Zeri –. Penso che oggi ci sia stato un vero e proprio miracolo. Qui poteva esserci una vera e propria strage. Appena sono arrivato e mi sono sporto, oltre la curva, e ho visto il bus quasi in fondo alla scarpata, ho pensato: qui sono morti tutti. Mi si è gelato il sangue». «Ci sono stati feriti – aggiunge – anche mia figlia è in ospedale, le stanno ricucendo le ferite che si è procurata quando i finestrini sono esplosi. Ma possiamo ritenerci fortunati: lo abbiamo pensato tutti quando i primi ragazzi hanno cominciato ad alzarsi in piedi, a camminare a passo incerto in mezzo alla boscaglia. Siamo un piccolo paese, qui c’eravamo tutti». Un piccolo paese e un grande sindaco. Cristian Petacchi è rimasto ore davanti al punto dove il bus è uscito di strada. «Mia figlia è in ospedale ma sta bene. Non sono un eroe, il mio compito è rimanere qui, insieme al mio paese». l

A.V.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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