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La cerimonia

Strage dei Georgofili: il presidente Mattarella alla cerimonia al palazzo di giustizia di Firenze salutato con un lungo applauso

Strage dei Georgofili: il presidente Mattarella alla cerimonia al palazzo di giustizia di Firenze salutato con un lungo applauso

Presenti la presidente della Corte costituzionale Silvana Sciarra, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, ed il primo presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano

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«In occasione dei 30 anni dall'attentato terroristico, nel quale persero la vita cinque persone, abbiamo voluto ricordare, con un evento di elevato significato istituzionale, quei tragici momenti, che rappresentano ancora una profonda ferita nella memoria della Città di Firenze», così il presidente della Corte d'Appello, Alessandro Nencini ha aperto la cerimonia in occasione dei 30 anni dall’attentato di via dei Georgofili a cui ha preso parte anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Tanti gli ospiti presenti in auditorium dal sindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente della Regione Eugenio Giani, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, i parlamentari Andrea Quartini, Simona Bonafé, Paolo Marcheschi e Matteo Renzi. 

«Nadia Nencioni non aveva ancora nove anni - ha proseguito ricordando le vittime - Sua sorella Caterina appena cinquanta giorni. Il 27 maggio 1993 la bomba di via dei Georgofili le seppellì sotto montagne di macerie con il padre Fabrizio e la mamma Angela mentre il giovane studente di architettura Dario Capolicchio morì carbonizzato nel rogo del suo appartamento».

La lotta alla mafia è al centro anche dell’intervento di Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia. «Sulle stragi di mafia tra il 1992 e il 1993 'l'impegno della magistratura è tuttora doverosamente in atto. Questo è un compito - ha aggiunto Melillo - che il tempo trascorso ha reso ancora più doveroso e urgente».

LA PRESIDENTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

«Le stragi di mafia hanno segnato una lacerazione tra la collettività e le istituzioni ed è stato rivelatore della solidità dello stato di diritto che ha esposto con la lucidità della ragione e il rispetto delle regole la spietata strategia mafiosa». Così la prima presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, durante la cerimonia di commemorazione della strage di via dei Georgofili al Palazzo di Giustizia di Firenze. «Vogliamo rendere omaggio – sottolinea Cassano – ai magistrati Piero Vigna e Gabriele Chelazzi che ci hanno prematuramente lasciato ma hanno onorato tutta la magistratura».

NARDELLA POLEMICO CON LA NOMINA DI COLOSIMO ALL’ANTIMAFIA

La nomina di Chiara Colosimo come presidente della commissione parlamentare Antimafia «non è un bel segnale di partenza perché quando lo Stato e le Istituzioni si devono approcciare a una battaglia dura come quella contro le mafie deve essere quanto più unito. Io mi auguro che la nuova presidente e la maggioranza riescano a creare un clima di concordia e di collaborazione, questo onere spetta alla maggioranza non c’è dubbio», ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine della cerimonia.

E sulla presenza di segnali di collaborazione Nardella aggiunge: «Al momento mi sembra presto per dirlo ma vedremo nei prossimi mesi e vigileremo perché oggi se ne parla poco di mafia, non basta farlo solo per le ricorrenze come oggi dei Georgofili o l’anno scorso per la morte di Falcone. Bisogna farlo sempre: ricordiamoci che la mafia è forte, non si manifesta più con le bombe ma in maniera più subdolo, in giacca e cravatta, con signori apparentemente affidabili e attraverso attività profittevoli come l’usura, il riciclaggio, il traffico internazionale, le operazioni finanziarie. Tutto questo non fa meno male rispetto a quanto faceva l’attività della mafia negli anni ’90».

LA PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE E L’APPALUSO A MATTARELLA

A chiudere la commemorazione è stato l’intervento della presidente della Corte costituzionale, Silvana Sciarra. «Nell'affrontare il tema delle presunzioni assolute che impediscono ai condannati per reati di matrice mafiosa di accedere a taluni benefici penitenziari la Consulta ha inteso valorizzare il lavoro dei giudici a tutti i livelli, per esaltarne la competenza e l'impegno istituzionale nell'esercizio della loro discrezionalità». Sciarra ha inoltre spiegato come questi avvenimenti abbiano «indotto la Corte costituzionale a occuparsi, anche recentemente, della condizione di quanti, detenuti per delitti connessi alla criminalità organizzata, avessero avviato un percorso di ravvedimento e avessero reciso i legami con le organizzazioni cui appartenevano. Questa strada, che il giudice delle leggi percorre quando preme sul suo agire e sulle sue deliberazioni l'imprescindibile principio iscritto nell'articolo 27 della Costituzione, non rappresenta una deviazione dal cammino originario quanto piuttosto un cammino parallelo, volto a non comprimere in maniera irragionevole la finalità rieducativa della pena».

Dopo l’intervento il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lasciato l'auditorium del Palazzo di giustizia di Firenze, dove ha presenziato alla cerimonia di commemorazione della strage di via dei Georgofili, avvenuta il 27 maggio 1993. Mattarella, dopo aver stretto le mani alle autorità presenti e ai familiari delle vittime, è stato salutato da un caloroso applauso.

LA STRAGE

Nella notte tra il 26 e 27 maggio 1993, si consumò la strage mafiosa di via dei Georgofili: 5 morti, 48 feriti, 173 opere d'arte danneggiate (7 distrutte) e la devastazione di 12 ettari di centro cittadino di Firenze a causa della deflagrazione dell'autobomba piazzata a due passi dalla Gallerie degli Uffizi. Trent'anni dopo, la magistratura fiorentina, che fu subito in prima linea nelle indagini, ha organizzato oggi pomeriggio, nell'Auditorium del Palazzo di Giustizia, una cerimonia di commemorazione della strage di via dei Georgofili alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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di Redazione web