Sicurezza
Dal superbollo auto ai biliardini, le ventuno microtasse a ipotesi taglio
Ecco quali sono le imposte che il governo sta pensando di cancellare
La scorsa settimana è tornato a tenere banco davanti alle commissioni Finanze e Bilancio di Camera e Senato un argomento di cui si discute periodicamente ormai da tempo, ovvero il taglio delle cosiddette micro-imposte.
Con questo termine si definiscono alcune tasse che portano alla pubblica amministrazione un gettito trascurabile, a fronte invece di spese di gestione e complicazioni burocratiche significative.
La proposta presentata dagli esponenti della maggioranza non è, come già detto, però una novità. La scorsa estate, anche il Governo Draghi aveva messo in cantiere l’idea di eliminare questi balzelli poco remunerativi per lo Stato una volta arrivato in sede di bilancio. La proposta, riportata in auge dal Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini e dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, non dovrebbe essere troppo impegnativa per le casse statali. Secondo quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, infatti, i tagli ipotizzati andrebbero a toccare undici imposte erariali, per un valore di 152 milioni di euro, sette tasse regionali, dal valore di 91 milioni, e tre imposte comunali, dal valore di 10 milioni. Il totale, pari a 253 milioni di euro, dovrebbe quindi avere un impatto marginale sulle finanze italiane.
La questione rimane per il momento però solo teorica. Perché questo taglio possa vedere la luce, sarà infatti necessario aspettare. Il piano del governo sarebbe infatti quello metterlo in pratica con lo strumento della delega fiscale, dandosi così fino a 24 mesi di tempo per attuarlo. Nell’attesa di sapere come si concretizzerà questa intenzione, siamo però andati a vedere, con il supporto dello studio commercialistico Tmp di Viareggio e Pisa, quali potrebbero essere le imposte che verranno eliminate, e il loro impatto sulle finanze dei cittadini.
Superbollo
Una delle più significative è senza ombra di dubbio quella del Superbollo, la tassa sulle auto di lusso introdotta dal Governo Monti. Questa imposta, che si aggiunge all’ordinario bollo auto, va a colpire i veicoli a motore termico con una potenza superiore a 185 kw. Il suo peso è pari a 20 euro per ogni kw che supera questa soglia. Quindi, per esempio, per una Bmw serie 3 330d (195 kw), il Superbollo viene a costare 200 euro, per una Jeep Wrangler 3.6 (209 kw) sono 480 euro, mentre per una Porsche 911 Carrera 4 (283 kw) può arrivare a 1960 euro.
Tasse scolastiche
Un'altra componente significativa di questi tagli arriverebbe dalle tasse scolastiche. Sarebbero infatti candidate alla cancellazione la tassa di iscrizione, dal costo di 6,03 euro, e quella di frequenza, 15,13 euro, che interessano gli studenti dalle scuole superiori che hanno compiuto i 16 anni di età.
Sarebbero inoltre destinate a sparire le tasse per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di maturità e di abilitazione, dal costo di 12,09 euro, come quelle per il rilascio dei relativi diplomi da 15,13 euro.
Sempre nell’ambito dell’istruzione sarebbe al vaglio anche la cancellazione della cosiddetta tassa sulla laurea, ovvero una componente della retta universitaria da versare al momento dell’iscrizione a ciascun anno accademico. Questa imposta si articola tra la tassa regionale per il diritto allo studio, che in Toscana ammonta a 140 euro, e un’imposta da bollo da 16 euro.
Tassa sui biliardini
Altro taglio che sarebbe sicuramente apprezzato è quello della tassa sugli apparecchi da intrattenimento che non erogano vincite in denaro, anche nota come tassa sui biliardini. In questo caso viene applicata una tassazione dell’8 per cento su un’imponibile forfettario stabilito in base alla tipologia di intrattenimento, che può andare da un massimo di 3.800 euro per biliardi e simili (304 euro di tassa), a un minimo di 510 euro per gli apparecchi completamente meccanici, come biliardini, freccette e pugnometri (40,8 euro).
Tassa sui rifiuti
Tra le altre tasse nel mirino, troviamo anche la maggiorazione del tributo comunale per i rifiuti, che parte da un minimo di 0,30 euro per metro quadro (riferito alla superficie dell’immobile in questione), ad un massimo di 0,40 euro per metro quadro.
Anche il diritto di licenza sulle accise dell’energia potrebbe essere eliminato. Questa imposta che grava sulle imprese che generano energia ha un costo di 23,24 euro se l’energia viene utilizzata dal produttore stesso, mentre nel caso in cui questa venga destinata ad un uso commerciale avrà un costo di 77,47 euro.
Tassa degli aerotaxi
È passibile di cancellazione anche l'imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi e sugli aeromobili privati, il cui valore dipende dalla lunghezza del tragitto compiuto. Quindi il costo è di 10 euro, se il tragitto non supera i 100 chilometri, 100 euro per percorsi tra 100 e 1.500 chilometri e 200 euro per distanze superiori a 1.500 chilometri.
L’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili, anch’essa probabilmente destinata a sparire, ha invece importi estremamente variabili in base a parametri tecnici e logistici dei voli.
Tassa su anidride e azoto
Vi è poi la tassa sulle emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto, che hanno un costo per le aziende di euro 53,20 per ogni tonnellata di anidride solforosa ed euro 104,84 per ogni tonnellata di ossidi di azoto emessa.
Anche l’addizionale regionale sui canoni per l’utenza delle acque pubbliche potrebbe sparire. L’importo da pagare, in questo caso, varia sensibilmente in base alla destinazione d’uso delle risorse idriche e alla tipologia di canone pagato (fisso o variabile).
Infine potrebbe essere eliminata anche la tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale, ma questo non avrà alcun effetto sui cittadini toscani. Questa imposta non esiste più in Toscana, a differenza di altre regioni italiane, già dal 2013.
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