Il Tirreno

Toscana

Maltempo

Grandine record in Toscana, nel Chianti c’è chi ha perso la vendemmia 2023: cosa è successo nella “Conca d’oro”

di Alessandro Formichella

	In località Vallerotana esondazione del torrente Il Bottegone nei campi di un’azienda
◗
In località Vallerotana esondazione del torrente Il Bottegone nei campi di un’azienda

Nel Grossetano intere produzioni agricole spazzate via dal nubifragio: «Un fenomeno devastante»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Nei prossimi mesi, ci saranno meno bordolesi Docg Chianti classico sulle tavole degli italiani. La forte perturbazione che venerdì ha colpito un po’ tutta la Toscana, sembra essersi concentrata in modo particolare su Greve in Chianti, comune fiorentino che al Sangiovese grosso, vitigno toscano, deve molta della sua fama. In alcune zone del comune grevigiano sono caduti in pochi minuti almeno 5 centimetri di grandine. E la “Conca d’oro” a Panzano in Chianti, ha risentito di più dei violenti temporali: è bastata mezz’ora di grandine verso le 13 di venerdì per distruggere il 99 % dei piccoli grappoli di Sangiovese spuntati dieci giorni prima all’azienda Il Burrone di Alessio Burrioni.

Perciò qui fra 5 mesi, delle 1.600 bottiglie di Chianti classico che ogni anno venivano prodotte, non ne verrà fuori nemmeno una. «Sono almeno cinque le aziende Chianti Docg che nel comune di Greve in Chianti hanno subito forti danni dalla grandinata dei giorni scorsi. La grandine è stata molto violenta nella “Conca d’oro” e meno forte in altri punti del comune: sta di fatto che almeno per me la produzione 2023 è chiusa, i vitigni sono talmente danneggiati che non verrà fuori niente. C’è ancora così tanto fango e grandine a terra che non si può neppure andare fra i vigneti», spiega Alessio Burrioni. Insomma, niente “Ca’ del Pesa” nel 2023, uno dei vini più pregiati dell'azienda di Burrioni che con i suoi 25 anni è il più giovane viticoltore di Chianti classico, messosi in luce anche nella recente edizione di Vinitaly a Verona. L’azienda di Burrioni farà ricorso a un’assicurazione privata cercando di avere almeno il 50% dei mancati guadagni causati dalla forte grandinata, ma la produzione è andata.

A pochi chilometri dalla “Conca d’Oro”, sopra Montefioralle sempre nel comune di Greve in Chianti, l’azienda agricola “Altiero” di Paolo Baldini se l’è cavata un po’ meglio. Anche qui danni ai vigneti causati dal maltempo: «I miei 7 ettari di vigneti, Chianti classico e Igt, si sono trovati al limite dell’area dove la grandine è stata più violenta, ma anche qui i danni ci sono. La grandine è caduta forte anche se di dimensioni diverse. I grappoli ancora piccoli sono stati danneggiati anche se dobbiamo aspettare qualche giorno per capire l’entità reale dei danni» precisa Baldini. Proprio in questo periodo della primavera, l’uva ha appena messo fuori i piccoli grappoli da far crescere e maturare. Comunque, non tutto è perduto per Paolo Baldini: «Se la stessa grandinata fosse accaduta ad agosto, sarebbe stato un disastro assoluto. Il nubifragio è avvenuto in questo periodo con una perturbazione molto violenta almeno a Greve in Chianti. Ma se i grappoli non si sono recisi dalle piante, la produzione non è perduta». Nel caso soprattutto delle violenti grandinate, a volte, come dicono gli esperti meteo, bastano distanze di soli 500 metri per vedere effetti e portate diverse dei temporali. E così è accaduto a Greve in Chianti.

In altre zone della Toscana, per altri agricoltori il conteggio dei danni è stato un disastro. Come nell’azienda grossetana di Valle Rotana dove l’esondazione del fosso Il Bottegone ha completamente distrutto una serra di 1.000 metri quadrati di ortaggi misti e ha messo a rischio diversi ettari di frutteto. L'acqua, tracimando e inondando i campi, ha portato dietro con sé tutto quello che era stato seminato e danneggiato gli alberi da frutto. In poche ore sulla zona di Roselle (Grosseto), è caduta a una concentrazione d’acqua spaventosa. «Un fenomeno devastante - conferma un agricoltore grossetano – concentrato in una zona ristretta. Questo è l’effetto più evidente dei cambiamenti climatici e della violenza che abbiamo causato alla natura e che a volte causiamo anche noi agricoltori. Ci torna tutto indietro con il debito da pagare. Abbiamo distrutto l’ambiente e questi sono gli effetti». Danni di migliaia di euro all'azienda di Valle Rotana. Ma i conti, anche qui, sono solo all'inizio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore