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Sara «Così sono riuscita a conciliare il lavoro e la cura di mia figlia»
Sara Sottocasa nasce e cresce a Varese, dove ha studiato economia e management, e si trasferisce in Toscana nel 2017. Diventando mamma, ha avuto difficoltà nel conciliare il lavoro con la cura di sua figlia. Problematiche che però, grazie al Centro per l’Impiego (CpI), sono state risolte.
Quando ha cominciato ad avere problemi nel conciliare la vita privata con quella lavorativa?
«I problemi hanno iniziato a presentarsi quando sono rimasta incinta. Nel 2017 mi sono trasferita all’Isola d’Elba, dove ho trovato lavoro come tour operator. Poi nel 2019 mi sono spostata a Massa Marittima e per un periodo ho fatto la pendolare. Ma quando sono entrata in maternità, a giugno 2020, ho dovuto licenziarmi. Mia figlia è nata a dicembre e a luglio 2021 ho trovato un altro impiego in un ufficio turistico. Però lì ho riscontrato diversi problemi e non avevo un orario abbastanza flessibile per potermi prendere sufficientemente cura di mia figlia. A dicembre 2021 ho mollato il lavoro e mi sono recata al Centro per l’Impiego per cercare una soluzione occupazionale più adatta alla mia situazione».
Cosa ha chiesto una volta al CpI?
«Mi sono messa alla ricerca di una posizione impiegatizia in ambito amministrativo/contabile, però non scartavo nulla che non fosse troppo lontano da casa. Da parte dell’operatrice che ha seguito il mio caso, c’è stata tanta disponibilità. Mi ha offerto tutte le informazioni che mi servivano, il servizio è stato semplice, diretto e chiaro, per cui ho avuto una buona esperienza. Alla fine, però, non sono riuscita a trovare nulla che avesse un orario e una retribuzione alla pari dei miei precedenti lavori, per cui dopo poco tempo sono tornata a lavorare nell’ufficio turistico che avevo lasciato, visto che mia figlia era cresciuta e poteva andare in un asilo nido».
Cosa è successo dopo?
«Il mio curriculum era rimasto nei database del CpI e a fine luglio 2022 sono stata contattata perché era idoneo per una posizione come tirocinante. Dopo un primo colloquio telematico con il coordinatore generale dell’impresa, ne ho avuto un altro di persona con il rappresentante legale. In questa fase sono stata costantemente accompagnata dal CpI e in una decina di giorni ho firmato un contratto per un tirocinio retribuito, con l’accordo che, se fossi risultata idonea, si sarebbe discusso dell’assunzione. Per sei mesi sono stata affiancata dal direttore generale e ho imparato a lavorare nell’ufficio qualità e sicurezza. In questo periodo è nato un buon rapporto lavorativo e umano. Il giorno dopo la fine dello stage ho firmato il contratto a tempo indeterminato».
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