Sicurezza
Affitti-vergogna, anche in Toscana dilaga la “tendopoli” studentesca. I costi per una stanza e le possibili soluzioni
Dilaga la ribellione degli universitari fuori sede. In regione 400 posti letto non assegnati
FIRENZE. Le tende piene di bisogni e rivendicazioni, le camere vuote e spoglie. Perché se anche in Toscana la “tendopoli” degli studenti universitari diventa il simbolo di una generazione di studenti che cerca di rompere gli argini di un mercato, quello immobiliare, sempre più orientato a soddisfare le esigenze abitative di determinate fasce della popolazione, le residenze universitarie non riescono a rispondere ai bisogni alloggiativi di una parte della popolazione universitaria che ne ha diritto. Oltre quattrocento i posti letto inutilizzati. Non assegnati. Quasi il 10% dei circa 4.600 disponibili in Toscana. Che se non sono sufficienti a risolvere l’emergenza abitativa studentesca potrebbero almeno lenirla. Camere chiuse e posti letto vuoti. Per mancanza di certificazioni o piccoli interventi strutturali o manutentivi. Nella maggior parte in corso. Centinaia di posti che saranno a disposizione nei prossimi mesi, probabilmente a partire dal prossimo anno accademico, a fronte di una protesta, quella contro il caro-affitti, che dilaga in tutta Italia. E che è approdata anche a Firenze. «È uno sciacallaggio perpetuo, compiuto sulle nostre spalle e su quelle dei nostri genitori. Manifestiamo per una giustizia abitativa».
La pioggia non ferma la protesta promossa da Udu Firenze (Unione degli universitari) contro il caro-affitti. Un ostacolo, una barriera, un muro contro il quale si infrange anche il diritto allo studio. E che nella sola Firenze ha portato ben 700 studenti, la cui unica colpa è stata inseguire il sogno di studiare in una città diversa da quella di provenienza, a non trovare una stanza. Davanti alla biblioteca del polo di Novoli le tende da campeggio si sono trasformate in alloggi temporanei. Certo, simbolici, ma che fotografano la condizione abitativa di migliaia di studenti. «Le dimensioni sono quasi le stesse delle stanze che ci propongono a prezzi esorbitanti», ironizzano i manifestanti.
È la protesta silenziosa, partita da Ilaria Lamera, la studentessa bergamasca che, in segno di protesta, aveva piantato una tenda davanti al Politecnico di Milano, di una generazione stanca di vivere sulle spalle dei genitori, ma costretta a ricorrere sempre al loro aiuto. Si definiscono i «senza sede». Ma anche i «senza casa» e i «senza futuro». Quello, cioè, messo a rischio dalla mancanza di un alloggio. «Perché per studiare serve anche un tetto sulla testa», sottolinea il sindacato che oltre a chiedere un maggior numero di residenze universitarie, rivendica l’incremento del fondo aiuto dei fuorisede, un tetto agli aumenti dei canoni di affitto, la lotta alle locazioni in nero e un limite agli affitti turistici. Perché «ci sono problemi anche a trovare una stanza e chi la trova, magari è costretta a pagarla a nero, a prezzi allucinanti», dice Sara Sayad Nik, rappresentante dell’Udu. E allora c’è chi è costretto ad arrivare dall’Umbria in treno per seguire le lezioni e chi a tornare nella città d’origine e raggiungere quella universitaria solo per gli esami.
A Firenze il costo medio per una singola si aggira attorno ai 500, 550 euro al mese, con punte anche di 700. Circa 100 euro in meno il costo medio a Pisa e Siena. «Anche gli studentati sono un problema, in parte chiusi per lavori – aggiunge Sayad Nik –. Per non parlare degli studentati di lusso, riservati a studenti e famiglie ricche».
La pioggia aumenta, le tende anche. Una tendopoli, un accampamento. Improvvisato, diffuso, popolato. Che punta ad abbattere schemi e barriere. Ma soprattutto ad accendere (l’ennesimo) riflettore su una «situazione insostenibile».
A cui la Regione sta provando a mettere un freno. «Abbiamo aumentato il contributo affitto di 100 euro e stiamo lavorando per aumentare il numero di posti letto», sottolinea Alessandra Nardini, assessora con delega al diritto allo studio universitario. La Regione ha aperto anche un tavolo con il Comune di Firenze per cercare di mettere in campo eventuali soluzioni. Tavolo non richiesto invece dai Comuni di Pisa e Siena. «Abbiamo bisogno che, anche grazie alla mobilitazione degli studenti, il governo prenda seriamente in mano la questione: dalla legge per limitare gli affitti turistici ad investimenti nel diritto allo studio. Abbiamo bisogno di strumenti per rendere più vivibili le città per lavoratori e studenti», sottolinea l’assessore all’ambiente del Comune di Firenze Andrea Giorgio. E questo anche per impedire che città universitarie diventino accessibili «solo ai figli dei ricchi», evidenziano Sunia e Cgil, e «assicurare il diritto allo studio». A tutti.
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