Sicurezza
Affitti agli studenti, a Firenze e Pisa prezzi alle stelle: anche 700 euro per una stanza
A fronte di un mercato privato “impazzito”, le residenze universitarie non sono sufficienti a soddisfare le richieste e tanti rinunciano a intraprendere gli studi. Scatta la mobilitazione: «Situazione non più sostenibile»
FIRENZE. Una missione impossibile. O quasi. Perché spesso non basta stringere la cinghia. E non sono nemmeno sufficienti rinunce e (ulteriori) sacrifici economici delle famiglie. Anche un lavoro part-time non riesce ad assicurare la sostenibilità di una casa. O meglio, dell’affitto di una camera o di un posto letto. Oltre 450 euro al mese la media di un affitto. Con punte che, a Firenze, possono superare anche i 700 euro mensili in appartamenti, spesso, condivisi con altre quattro o cinque persone. «Non più un problema, ma un’emergenza», l’allarme dei collettivi e dei sindacati studenteschi. «Perché – continuano – il caro-affitti si aggiunge al caro-energia e al costo della vita in continua crescita. E il risultato è che per tanti è diventato impossibile iniziare o proseguire il percorso di studi». Almeno in una città diversa da quella di origine. E tanti fanno marcia indietro. Abbandonano gli studi o dicono addio alle lezioni in presenza. L’esercito di studenti fuorisede ha deciso di mobilitarsi. Appelli, documenti, ma anche iniziative sulla «scia e sull’esempio di Milano». Con “un’alleanza” tra gli studenti di Pisa, Firenze e Siena che dalle prossime settimane punta a mettere in campo una campagna per rivendicare soluzione e soprattutto per contrastare «una situazione insostenibile».
Firenze
Quella che, ogni anno, si aggrava sempre di più. E che vede Firenze, insieme a Milano, in testa ad un paradosso. Ogni anno il capoluogo toscano attrae sempre più studenti universitari. Ma allo stesso tempo li respinge. «Una camera? Impossibile trovarla. E chi ha la fortuna di trovare una stanza, quasi sempre deve arrendersi di fronte a richieste impossibili», dice Mirko Brogi, uno dei coordinatori dell’associazione studentesca Csx Firenze che nei giorni scorsi ha rilanciato l’appello “Per studiare serve una casa”, campagna per portare all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica il problema del caro affitti. «Con la ripartenza post-pandemia – aggiunge – la situazione si è aggravata notevolmente».
E non solo perché Firenze è stata una delle città dove i rincari hanno toccato punte record (più 11% rispetto al 2021 l’aumento del costo medio di un affitto), ma anche perché la ricerca si infrange di fronte all’indisponibilità di camere e appartamenti, “monopolizzati” dall’uso turistico.
«Se si ha la fortuna di trovarla, il prezzo è quasi sempre fuori budget per uno studente universitario e in tantissimi casi gli affitti non sono regolari», sottolinea Brogi. Alla calmierizzazione dei costi degli affitti, l’associazione rivendica un «piano di edilizia universitaria».
Pisa
Stessa proposta che parte da Pisa. «Perché garantire un posto letto a prezzi accessibili significa garantire il diritto allo studio», evidenzia Andrea Brucini del sindacato studentesco pisano Sinistra Per. In media occorrono almeno 400-450 euro al mese per l’affitto di una camera singola. «La soluzione diventa un alloggio decentrato o case le cui condizioni sono al limite», aggiunge. E da quando le attività universitarie, nel post-Covid, sono tornate in presenza, alcuni hanno rinunciato alla frequentazione. Niente lezioni, solo esami. «C’è chi rinuncia a vivere la città e a frequentare la città. O meglio, è costretto a rinunciare e viene a Pisa solo per sostenere gli esami – continua Brucini –. Ma il caro-affitti, aggiunto ad una serie di costi diventati insostenibili, scoraggia anche l’accesso all’Università». E questo anche perché le graduatorie per le borse di studio (che danno diritto ad un posto letto in una residenza universitaria o un contributo affitto), non “scorrono”. Bloccate.
Residenze universitarie
A fronte di un mercato privato “impazzito”, scarseggia la risposta pubblica. O almeno, in Toscana è forte rispetto ad altre Regioni, ma «irrisoria rispetto ai bisogni degli studenti», lamentano le organizzazioni studentesche. Oltre trenta residenze in Toscana (14 a Firenze, 10 a Pisa, 10 a Siena) per un totale di 4.633 posti letto (1.694 a Firenze, 1.527 a Pisa, 1.412 a Siena). Molti, ma non sufficienti. Per l’anno accademico in corso sono state presentate 21.599 domande di borse di studio (1.420 in più rispetto all’anno precedente), di cui 10.466 comprensive anche dell’istanza di posto alloggio. Una richiesta oltre due volte superiore ai posti letto disponibili.
«Speculazione»
Quello dell’alloggio è uno dei problemi maggiormente lamentati dagli studenti. Nell’ultimo rapporto (2022) sulla condizione studentesca presentato al ministero dell’Università, il Consiglio nazionale degli studenti universitari ha evidenziato che «di fronte ad un evidente e lampante numero insufficiente di alloggi universitari, gli studenti sono costretti a rivolgersi al mercato privato degli affitti, vittime di un sistema che non tutela i loro diritti, ma che mira solamente al profitto e al guadagno del singolo proprietario, incrementando il rischio di speculazione immobiliare degli affitti». Un mercato che «non si pone il tema cruciale di tutelare il diritto allo studio, compito che invece dovrebbe spettare allo Stato e alle Regioni».
Pnrr
Una prima risposta pubblica potrebbe arrivare con il Pnrr, ma a beneficiarne potrebbero essere soprattutto i privati. Il Piano destina 960 milioni di euro per la creazione di 60mila nuovi posti letto entro il 30 giugno 2026. Il percorso si snoda in due fasi: il primo (300 milioni di euro) per la creazione di posti letto tramite procedure di acquisto o di locazione di lungo termine; mentre il secondo intervento (660 milioni di euro) prevede la creazione di 52.500 posti letto con l’ingresso degli operatori privati nel mercato. Ai privati andranno sostegni pubblici per la gestione delle residenze universitarie che realizzeranno, con l’obbligo di applicare agli studenti una tariffa calmierata.
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