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Psichiatra aggredita a Pisa, iniziata la procedura per staccare le macchine
Gli esami clinici hanno stabilito la morte cerebrale e, alla fine dell’osservazione, si procederà all’espianto degli organi
PISA. Tragico epilogo nella vicende della psichiatra che è stata aggredita venerdì sera all’uscita dell’ospedale Santa Chiara. Secondo quanto riporta un bollettino dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, oggi pomeriggio (23 aprile), intorno alle 17.40, al termine della verifica di tutti gli esami clinici e strumentali necessari, la commissione di specialisti ha disposto sulla paziente l'inizio della procedura di accertamento di morte cerebrale la cui conclusione è prevista intorno alle 23.40. Al termine del periodo di osservazione si procederà alla donazione degli organi, assecondando in tal modo una sua espressa volontà che i familiari hanno condiviso.
IL PRESUNTO COLPEVOLE
Un uomo di 35 anni è stato fermato per l’aggressione alla psichiatra Barba Capovani, 55 anni, responsabile del "Sdpc - Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura" dell'ospedale Santa Chiara: si tratta di Gianluca Paul Seung, residente a Torre del Lago, frazione del comune di Viareggio (Lucca) ed ex paziente dell'ospedale psichiatrico di Pisa. Seung si definisce sui social "uno sciamano", sarebbe conosciuto alle forze dell'ordine anche perché avrebbe inviato a nome dell'Associazione difesa utente psichiatrico (Adup), di cui si proclamava referente, numerose lettere a prefetture, questure, comuni e ministeri, spesso con un tono definito farneticante, per denunciare anche presunti complotti.
LA RICOSTRUZIONE
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura, diretti dal vice Questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, l’uomo avrebbe tentato l’agguato già il giorno prima della brutale aggressione, presentandosi nel reparto dell’Ospedale Santa Chiara vestito con abiti scuri, coperto in parte da cappello e mascherina chirurgica con in spalla uno zaino. Tuttavia, non era riuscito nel suo intento poiché Capovani, al momento del suo arrivo, non era presente in struttura.
Il 21 aprile invece, giorno in cui è avvenuta l’aggressione, l’uomo si è presentato nuovamente in reparto, questa volta portando a compimento il proprio intento, colpendo con un oggetto contundente più volte al cranio la vittima, cogliendola di sorpresa alle spalle, mentre era chinata sulla propria bicicletta per rimuoverne il lucchetto e andare via alla fine del proprio turno di lavoro.
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