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A Pisa l'aeroporto del futuro, via ai lavori: «Nuovo terminal nel 2025»

di Francesco Paletti
A Pisa l'aeroporto del futuro, via ai lavori: «Nuovo terminal nel 2025»

Sessanta milioni di investimento, le autorità inaugurano il cantiere: «Pisa è lo scalo che crescerà: da 5 a 6,5 milioni di passeggeri»

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PISA. «Pisa è il primo scalo della Regione, assolutamente logico e scontato che proprio da qui parta il piano d'investimenti da 400 milioni di euro sull'intero sistema aeroportuale toscano». Non ha scelto un giorno a caso il governatore Eugenio Giani per mantenere la promessa fatta più volte agli amministratori e agli esponenti del centro-sinistra della costa, in particolare della città di Pisa, che fra tre settimane va alle urne e nella quale la partita degli aeroporti toscani è al centro anche di questa campagna elettorale come lo fu cinque anni fa. La richiesta era chiara: riaffermare il primato di Pisa nell'ambito del sistema aeroportuale regionale e far partire dal proprio dal “Galilei” il piano d'investimenti. Così è stato.

Esattamente nel giorno in cui ha preso ufficialmente il via il cantiere del nuovo terminal dell'aeroporto Pisa, quello di fronte all'uscita degli arrivi, che sarà completato entro la fine dell'anno. «E' solo il primo lotto: dopo ristruttureremo anche il terminal attuale che sarà collegato al nuovo e poi interverremo nell'area degli hangar per ampliare i piazzali di manovra in modo da consentire manovre più rapide da parte degli aerei» spiega Giani, entrando nei dettagli di un investimento da 60 milioni di euro, il 15% del piano complessivo. «Tutto finanziato con risorse nostre, visto che finora non abbiamo beneficiato di alcun sostegno pubblico per quanto il “Galilei” potrebbe averne diritto» precisa l'amministratore delegato di Toscana Aeroporti Roberto Naldi. C'è anche lui, infatti, accanto al governatore Giani nel giorno del “grande annuncio”. Insieme al presidente Marco Carrai: «Finalmente i lavori sono iniziati: ne siamo felicissimi e non vediamo l'ora di essere al dicembre 2025 quando Pisa avrà un aeroporto internazionale completamente rinnovato – dice -. Pensare che c'era pure chi sosteneva che non volessimo fare quest'investimento». In effetti qualcuno, in quarta fila, ha ironizzato anche ieri: «E' la terza che vengono ad annunciare l'inizio del cantiere» sorrideva qualche buontempone. «Prima Pisa e poi Firenze» ribadisce, comunque, più volte il il presidente Giani. Anche se l'85% dell'investimento previsto sul sistema aeroportuale toscano è destinato al capoluogo, dove sarà realizzata la nuova pista, «non più parallela dato che è stata bocciata dal Consiglio di Stato ma declinata» precisa. Poi, però, torna sul punto che più gli preme. Almeno nell'occasione: «Un vero e proprio piano di sviluppo interessa soltanto il “Galilei” che, una volta completati gli interventi, passerà da cinque a 6,5 milioni di passeggeri» dice. E poi precisa: «il “Vespucci” non crescerà, a Firenze il progetto riguarda soprattutto la sicurezza e la compatibilità ambientale dello scalo: è fondamentale spostare il cono di volo che attualmente grava sulla testa di 40mila persone. Ma i viaggiatori previsti rimarranno intorno agli attuali tre milioni».

Poi l'affondo nei confronti di Enac: «Non esiste che non sia fra gli aeroporti strategici, il piano nazionale va corretto». Naldi sfuma un po': «Ad essere strategico non è né Pisa, né Firenze, ma il sistema aeroportuale toscano complessivo». Poi l'amministratore delegato lancia il guanto di sfida al governo: «Cosa penso dell'eventualità di finanziare gli investimenti sull'aeroporto di Firenze con fondi Pnrr? Se fosse possibile, ne sarei felice. Ma molto dipenderà dalla capacità dell'esecutivo di rimescolare le carte del Piano nazionale di ripresa e resilienza, includendovi anche attività che al momento sono escluse. In ogni caso noi non dipendiamo dal sostegno pubblico, siamo assolutamente in grado di garantire la realizzazione del nostro piano d'investimento». Tanto che pure Firenze scalda i motori: «Fra qualche mese anche lì partiranno i cantieri» annunciano entrambi. Fra quanti? Qui le previsioni sono leggermente disallineate: «Fra ottobre e novembre» dice Naldi. «Io sarei un po' più cauto e direi fra dicembre e gennaio 2024» lo corregge Giani. Anche per il “Vespucci”, comunque, il conto alla rovescia sembrerebbe cominciato.

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